Udinese-Lazio: pagelle. Totò e Sanchez l’ottovolante

dinatale3Udine 8 maggio ’11. Dopo un ultimo quarto d’ora da brividi l’Udinese può alzare le braccia al cielo, festeggiando il sorpasso che tutti i sostenitori bianconeri sognavano. Il ritorno in attacco di quelle che Francesco Guidolin chiama le  “Frecce d’argento” ha riportato la squadra friulana allo splendore dei periodi migliori. La classifica dice quarto posto, che significa Champions Legue. Il calendario e la posizione mettono Pinzi e compagni tra i favoriti per l’Europa dei grandi. Roma e Lazio saranno costrette a rincorrerli. Ce la faranno a non farsi prendere più?

HANDANOVIC, 7,5: Il rigore parato a Maurito Zarate si inserisce di prepotenza fra i momenti decisivi della stagione. Sicuro e tranquillizzante anche nelle uscite.

BENATIA, 6: Alterna ottime giocate a qualche incertezza di troppo. Probabilmente inizia a risentire delle scorie di una stagione vissuta a livelli tanto elevati quanto inaspettati.

ZAPATA, 6: Nel momento in cui la Lazio insiste dovrebbe prendersi le sue responsabilità, ma esita. Richiamato all’ordine da Guidolin ritorna deciso e sicuro.

ANGELLA, 5,5: Stopper “alla friulana”, con solidità e anitcipi ruvidi ma efficaci, fino al momentaccio dell’espulsione. Il giudizio non può prescindere dal cartellino rosso.

ISLA, 7,5: Strabordante nella prima frazione di gioco, costringe il dirimpettaio Garrido a restare negli spogliatoi una volta terminati i primi 45’. Nel secondo tempo si sacrifica con umiltà.

BADU, 6: Ordinato e concreto. Dopo la partita di Firenze, giocata sottotono, non era semplice recuperare la condizione mentale per fare affrontare un incontro come questo.

PINZI, 7: Nulla di appariscente o eclatante, ma spesso i segreti delle grandi vittorie si nascondono tra i piedi e i polmoni di giocatori come lui. Leader indiscusso nel corso di tutto il match.

ASAMOAH, 6,5: Copre le spalle al vicino Armero, dedicandosi al ruolo con un’applicazione lodevole. Gli va riconosciuto il merito di aver accettato il cambio di posizione, ricliclandosi come mastino dai piedi educati.

ARMERO, 7: Il ritorno della locomotiva colombiana. Impressionante nelle progressioni, quando riesce a staccare l’avversario anche con la palla tra i piedi. Al tempo stesso copre con diligenza, ritrovando la serenità difensiva.

SANCHEZ, 8: Stringe i denti il bambino meraviglioso, esaltando la platea del Friuli e mettendo in mostra il repertorio che piace tanto alle grandi del calcio continentale. Manca solo la rete per legittimare una prestazione ottima, ma va bene così. Dal 68’ EKSTRAND, 6: Battesimo di fuoco per il giovane svedese, che con freddezza nordica riesce ad aiutare i compagni a portare a termine l’impresa.

DI NATALE, 8: Dopo il piattone gettato alle ortiche si riscatta in modo eccellente. Spara un missile sotto la traversa per la prima segnatura, chiude la porta con il piede di riserva nell’occasione della seconda. Raggiunge quota 28 e si candida per il secondo anno a re degli italici bomber. Cosa volere di più? Dal 71’ CORRADI, 6,5: Si conferma come uno dei protagonisti silenziosi della stagione, mettendo in campo l’esperienza della quale, per forza di cose, difettano parecchi compagni.

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