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Terremoto del Friuli del 1976 la storia della famiglia Forgiarini di Gemona


Gemona, provincia di Udine, è stata sostanzialmente rasa al suolo il 6 maggio del 1976.
Il Messaggero Veneto, gruppo editoriale L’espresso, fa la cronaca di quei giorni e raccoglie moltissimo materiale fotografico.
A quarant’anni di distanza, il direttore decide di pubblicare alcune delle foto in cui si cerca di identificare i soggetti immortalati, per vedere chi è ancora vivo, che cosa fa, dove vive. Un’intera famiglia, di nome Forgiarini, si riconosce in un’ immagine scattata nel rifugio d’emergenza di Gemona. Ci sono Leda e Liano Forgiarini, con la figlia Erica, scampati per miracolo perché, complici le prime giornate primaverili, erano andati a fare una passeggiata lontani dal centro.
C’è Ezio, dato per disperso per diversi giorni, perché era andato al lago di Cavazzo con la futura moglie e ci mise un bel po’ per tornare a Gemona, visto che le strade erano tutte bloccate.
E poi c’è Maurizio, che quella notte salvò da sotto le macerie decine di persone dopo avere evitato la morte per un soffio. In quei giorni di terrore incontrò sua moglie, Stefania, volontaria di Torino partita per dare una mano agli sfollati. Il terremoto ha cambiato il loro Dna. Entrambi hanno fatto parte anche delle squadre di volontariato dell’Aquila.

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