AMBIENTE:VITO, MASSIMA ATTENZIONE A SICUREZZA IDRAULICA BACINO LIVENZA

Udine, 24 gen – La questione della messa in sicurezza idraulica
del bacino del Fiume Livenza è stata al centro di un recente
incontro con i vertici della società Edison, nel quale si è
concordato l’avvio di un tavolo tecnico tra il Servizio regionale
difesa del suolo e Edison stessa per raccogliere gli studi
progettuali già esistenti dei bacini di Cà Selva e di Cà Zul con
l’obiettivo di trovare soluzioni tecniche per migliorare la
sicurezza dell’area.

“Già dal suo insediamento l’attuale amministrazione regionale ha
aperto un proficuo dialogo con i sindaci dei Comuni rivieraschi
pordenonesi e una strategica collaborazione con il sindaco di
Prata di Pordenone”, rende noto l’assessore regionale
all’Ambiente Sara Vito, aggiungendo che “per affrontare le
criticità idrauliche presenti nel territorio la Direzione
ambiente ha avviato un preciso cronoprogramma di attività e ha
impegnato cospicui finanziamenti. La sicurezza di tutte le
comunità delle aste Livenza – Meduna – Cellina con la protezione
degli insediamenti abitativi e delle attività economiche è,
infatti, – rimarca Vito – un nostro obiettivo prioritario”.

Con la nomina della presidente della Regione Serracchiani a
Commissario straordinario per gli interventi di mitigazione del
rischio idrogeologico nel 2014, il Servizio difesa del suolo
della Direzione regionale Ambiente ha riavviato le procedure per
approvare in tempi rapidi una serie di interventi compresi
nell’accordo di Programma stipulato tra il ministero
dell’Ambiente e la Regione che riguardano l’area del bacino del
fiume Livenza.

I lavori sono stati tutti appaltati nel corso del 2014 e sono in
corso di realizzazione: la sistemazione idraulica del territorio
e miglioramento dell’impianto idrovoro in località San Cassiano,
in Comune di Brugnera a tutela degli allagamenti dei centri
abitati (importo di 1.250.000 euro); il rinforzo degli argini del
fiume Livenza, a salvaguardia della pubblica incolumità e dei
centri abitati di Sacile (importo di 1.250.000); la sistemazione
idraulica e messa in sicurezza degli argini del fiume Meschio a
salvaguardia dell’abitato di Fratta, in Comune di Caneva (importo
di 800.000 euro); il potenziamento degli impianti idrovori per lo
scarico nel fiume Noncello delle acque meteoriche a difesa del
centro abitato di Vallenoncello, in Comune di Pordenone (importo
di 1.600.000 euro); la realizzazione dell’impianto idrovoro per
lo scarico nel fiume Meduna delle acque meteoriche raccolte dal
reticolo idrografico minore a difesa dell’abitato di Permessine,
in Comune di Prata di Pordenone (importo di 1.000.000 euro); la
sistemazione della rete idrografica minore del fiume Meduna in
località Villanova, in Comune di Pordenone (importo di 2.000.000
euro).

Oltre a questi lavori è in fase di approvazione il progetto
definitivo dell’intervento di consolidamento degli argini del
fiume Livenza, in località Traffe, in Comune di Pasiano di
Pordenone (importo di 4.000.000 euro).

Il progetto, predisposto dagli uffici del Servizio difesa del
suolo della Direzione ambiente di concerto con il Provveditorato
Interregionale alle opere pubbliche di Trieste – in quanto questo
tratto di fiume è di competenza statale – è in carico al comitato
tecnico del Provveditorato che provvederà all’appalto dei lavori
la prossima primavera-estate.

La Direzione regionale ambiente a partire dal 2013 ha assegnato,
inoltre, cospicui fondi al Comune di Prata. Nel corso degli anni
2014-2015 in collaborazione con il Comune di Pordenone ha
riattivato il procedimento amministrativo per il completamento
degli interventi di manutenzione dell’alveo del Meduna e dei rii
minori, con la sopraelevazione della Strada regionale 251 nel
tratto tra Villanova in Comune di Pordenone e Corva in Comune di
Azzano Decimo. I lavori sono in corso per un importo di circa 6
milioni di euro.

A novembre 2015, la Giunta regionale ha assegnato al Comune di
Prata di Pordenone un finanziamento pari a 170.000 euro per
migliorare lo scarico della acque che provocano allagamenti delle
zone urbanizzate, mediante l’elettrificazione della chiavica
“Palina” in località Prata di Sotto e la realizzazione di
piazzole in cemento per facilitare l’installazione di idrovore
mobili presso la chiavica “Villanova” e la chiavica “Palù” in
località Ghirano.

A ottobre 2014, la Giunta regionale ha assegnato al Comune di
Prata di Pordenone un finanziamento per la sistemazione idraulica
in via Capovilla, nel sottobacino del rio Buidor, sempre
all’interno del bacino del fiume Livenza.

Per quanto riguarda “Prà de Gai” e il relativo procedimento di
VIA, Valutazione impatto ambientale, iniziato già nel 2011 e
concluso a novembre 2014, la Regione Veneto ha espresso giudizio
favorevole per il progetto che prevede la realizzazione di una
cassa di espansione in località Fontanelle, a servizio del fiume
Monticano, in Veneto, e di una cassa di espansione in località
Mansuè e Portobuffolè, in destra idrografica del fiume Livenza,
nell’area denominata Prà dei Gai, sempre in Veneto, al confine
con il Friuli Venezia Giulia.

Nell’ambito del procedimento di VIA il Servizio valutazioni
ambientali della Regione Friuli Venezia Giulia ha evidenziato la
necessità di garantire la fase di consultazione, e la conseguente
possibilità di trasmettere osservazioni, anche da parte degli
enti locali territoriali del Friuli Venezia Giulia interessati
dagli impatti del progetto.

Si sono in seguito espressi anche i Comuni di Prata di Pordenone
e Brugnera che hanno evidenziato una serie di criticità di natura
idraulica. La Regione Veneto ha tenuto conto di tutte le
osservazioni pervenute nell’ambito del procedimento di VIA al
fine di pervenire al provvedimento finale di compatibilità
ambientale sopra citato. La Regione Veneto rimane sempre ferma
nella volontà di continuare l’opera.

Riguardo la VIA i Comuni friulani maggiormente interessati hanno
sottolineato la necessità di procedere con la diaframmatura degli
argini esistenti in sinistra idrografica del Livenza da
Tremeacque a San Cassino rilevando che le opere arginali saranno
sollecitate a seguito della realizzazione della cassa per un
tempo più lungo.

I Comuni di Brugnera e Prata di Pordenone hanno evidenziato la
necessità di potenziare le idrovore esistenti sull’asta del
Meduna e di dotare di idrovore le chiaviche Pianca e Maron
sull’asta del Livenza, Diana, Villanova e Palù sull’asta del
Meduna.

“Il Servizio difesa del suolo provvederà a inserire le
segnalazioni nel sistema ReNDis, Registro nazionale sissesti,
entro i primi giorni di febbraio 2016 per la richiesta di
finanziamenti al ministero dell’Ambiente”, conclude Vito.
ARC/EP/com

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