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AGRICOLTURA: SHAURLI, C'È SPAZIO PER CRESCITA BIOLOGICO IN FVG

Codroipo, 27 gen – “I prodotti biologici sono richiesti dai mercati e trovano sbocchi e prospettive anche all’estero; nel contempo in Friuli Venezia Giulia la produzione biologica interessa al momento soltanto l’1,7 per cento della superficie coltivata (SAU)”.

È quanto ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli intervenuto all’incontro Produzione di latte con metodo biologico: regolamento, gestione agronomica e dell’allevamento. Prospettive e opportunità, organizzato a Codroipo nella sede dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia (AAFVG), dalla stessa Associazione, in collaborazione con Valoritalia e con la sezione regionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB).

“È infatti principalmente per tali motivi – ha aggiunto Shaurli – che la Regione sostiene il settore biologico in Friuli Venezia Giulia, sia attraverso la Misura 11 del nuovo Programma di Sviluppo Rurale (PSR) che con altri strumenti. Nella consapevolezza che le pratiche biologiche fanno parte di un atteggiamento culturale virtuoso, dal quale possono trarre vantaggio l’ambiente, l’ecosistema, ma anche la redditività delle imprese, nell’ottica di una promozione integrata del territorio”.

L’evento, introdotto dal presidente dell’AAFVG Renzo Livoni, ha permesso di sviluppare le tematiche inerenti la diffusione delle pratiche di coltivazione biologica, in particolare zootecnica, sul territorio, di valutarne prospettive e potenzialità, di porre a confronto esperienze e progetti avviati.

Eleonora Capitani, di Valoritalia, ha illustrato l’esperienza maturata nel biologico nella regione Marche e soprattutto le regole e gli obblighi inerenti l’agricoltura biologica; mentre Filippo Sbuelz, agronomo, ha specificato le previsioni delle Misure a sostegno del settore contenute nel PSR FVG 2014-2020.

Stefano Bortolussi, agronomo, ha poi trattato delle caratteristiche che differenziano in campagna le pratiche biologiche da quelle tradizionali, esaminandone costi e benefici; mentre esponenti di aziende casearie e agroalimentari hanno esemplificato le ragioni del successo che le loro produzioni stanno avendo, anche all’estero.

Una di esse ha concretizzato il proprio rilancio aziendale grazie allo sviluppo della linea di produzione biologica, che ha trovato ampio spazio sul mercato statunitense.

Shaurli, nel suo intervento, nel ricordare il momento difficile del settore lattiero caseario, ha rilevato che i parametri richiesti per la certificazione dei prodotti biologici non devono essere visti dagli agricoltori solo come una possibile limitazione alla loro attività tradizionale, ma anche quale opportunità per individuare nuovi sbocchi alle produzioni di qualità, che possano migliorare la redditività aziendale.

“Gli spazi di produzione per il biologico – ha rimarcato Shaurli – sono davvero ampi, nonostante che nella nostra regione le aziende del settore biologico siano aumentate: sono passate da 405, nel 2010, a 540 nel 2015”. E nonostante che, nel settore vitivinicolo, il biologico sia passato dai 400 ettari di superficie vitata, nel 2012, ai 1.000 ettari del 2015.

Tuttavia, la SAU utilizzata per il biologico (1,7 per cento) è ancora molto al di sotto della media italiana ed europea (10 per cento). “In questo quadro – ha precisato Shaurli – la Regione fa la sua parte. Il PSR disporrà infatti di 7 milioni di euro di partenza, per lo sviluppo dell’agricoltura biologica: è più del doppio rispetto all’intera Programmazione comunitaria precedente”.

Il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia, ha affermato Shaurli, dispone dunque di un’occasione in più: una strada nuova, quella dell’agricoltura biologica che può aprire nuove prospettive di crescita e consolidamento. Se non ci si accontenterà di produrre semplicemente del latte biologico, ma – è stato sottolineato – si punterà a valorizzare processi di filiera, che considerino lo sviluppo di tutte le fasi della produzione, dalla campagna alla trasformazione, essa rappresenterà un’occasione ancora più importante.

In Friuli Venezia Giulia, ha poi specificato Shaurli, le aziende agricole possono anche scegliere di perseguire il regime misto, ovvero di praticare l’agricoltura biologica soltanto su una parte della loro SAU.

Il convegno è proseguito nel pomeriggio con una serie di interventi di carattere tecnico: Marcello Volanti, esperto del settore, ha parlato della corretta gestione dei capi bovini nell’allevamento finalizzato alle produzioni lattiere; mentre operatori agricoli di Talmassons, Cormons e Schio hanno illustrato le proprie esperienze.

ARC/CM

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