Bearzi

Ambiente: Arpa, nessun pericolo dal Rutenio di inizio ottobre

Trieste, 1 nov – Arpa, Agenzia regionale per la protezione
dell’ambiente, a conclusione della campagna di misura del
Rutenio-106 (Ru-106), informa che dal 6 ottobre il Centro
regionale per la radioprotezione (Crr) non ha più individuato la
presenza di questo radionuclide in aria. L’analisi di tutti i
dati raccolti ha permesso di effettuare una stima della eventuale
dose assorbita dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia e
conferma che le quantità rilevate di Rutenio in aria sono sempre
state molto modeste e non hanno rappresentato pericolo alcuno per
la popolazione e per l’ambiente.

Si ricorda che il Centro regionale per la radioprotezione (Crr)
di Arpa FVG aveva rilevato a inizio ottobre piccoli quantitativi
di Ru-106 nel campione di particolato atmosferico prelevato in
continuo presso la stazione di Udine, misurato il 2 ottobre e nei
campioni riferiti ai prelievi successivi.
Il monitoraggio è proseguito con attività straordinarie fino al 9
ottobre 2017. Dal 6 ottobre il Crr non ha più misurato presenza
di Rutenio in aria.

Il Crr ha successivamente effettuato misure anche sui filtri
utilizzati per la determinazione del PM10 nelle centraline per la
qualità dell’aria di Udine, Gorizia, Ugovizza e Porcia. I
risultati in queste località sono del tutto analoghi a quelli
ottenuti presso la stazione di misura per la radioprotezione di
Udine e confermano che dal fine settimana del 6-8 ottobre l’aria
del Friuli Venezia Giulia è priva della presenza di Rutenio.

Infine, il Crr ha effettuato una stima della eventuale
deposizione al suolo del Ru-106, che è risultata dell’ordine del
Bequerel al metro quadro. Questi valori sono del tutto
trascurabili e non contribuiscono in alcun modo a produrre un
aumento significativo della dose alla popolazione.

Per un opportuno confronto si ricorda che in alcune zone del
Friuli Venezia Giulia la ricaduta al suolo del solo Cesio-137
durante il passaggio della nube radioattiva a seguito
dell’incidente di Chernobyl è stata anche di alcune decine di
migliaia di becquerel al metro quadro.
ARC/ARPA/com

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