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Arriva l’uragano Irene: Evacuate 250.000 persone da New York

NEW YORK

Il sindaco Bloomberg ha ordinato l’evacuazione delle zone della città più vicine al livello delle mare e disposto lo sgombero di ospedali e case di riposo nelle aree a rischio. E per la prima volta nella storia della città potrebbero essere sospesi tutti i mezzi pubblici.
Irene toccherà terra oggi, sulle coste della Carolina del nord, poi punterà verso nord, ma prima di arrivare a New York toccherà Washington.

“E la prima volta” che una misura del genere viene adottata in città, ha detto il sindaco Michael Bloomberg.

Da parte sua il presidente Usa Barack Obama ha lanciato un appello ai cittadini americani: l’uragano Irene “è pericoloso”- ha detto -: “Se serve evacuare, fatelo”.

Obama ha invitato tutte le autorità e tutti i cittadini a prendere molto sul serio Irene definendolo potenzialmente “storico”.

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La Farnesina ha disposto quindi tutta una serie di consigli e di raccomandazioni da seguire in modo scrupoloso.
Il Ministero degli Esteri raccomanda a qualsiasi italiano si trovi nella zona colpita di seguire “scrupolosamente” le indicazioni delle autorità locali. L’area urbana è stata divisa in zone soggette a diversi livello di rischio.
Utile avere innanzitutto le coordinate temporali. Secondo gli ultimi modelli, , l’arrivo a New York è previsto a partire dalla tarda serata di sabato o nelle prime ore di domenica .
La città di New York è stata divisa in diverse aree. Chi si trova nella zona A deve lasciare assolutamente il luogo in cui si trova prima dell’arrivo dell’uragano. Si può restare aggiornati seguendo il sito del Consoloato.
I centri di evacuazione saranno aperti sabato dalle 16.
Chi si trova nelle aree di New York non soggette ad evacuazione deve preparare uno zaino di emergenza con scorte di cibo non deperibile fino ad un massimo di tre giorni, acqua, un kit di pronto soccorso, una torcia elettrica e una radio a batterie per avere eventuali aggiornamenti sulla situazione. Se possibile portare strumenti che permettano di ricaricare le batterie dei telefoni.

Il presidente Obama – che ha parlato dall’isola di Martha Vineyard dove si trova ancora in vacanza con la famiglia – ha invitato tutti i cittadini delle zone che saranno colpite da Irene a prepararsi in tempo e a prendere tutte le misure precauzionali del caso.

“Se vi trovate sulla traiettoria prevista per l’uragano – ha detto – dovete prendere delle precauzioni già oggi. Non aspettate e non ritardate. E se riceverete l’ordine di evacuare – ha aggiunto Obama – vi prego di eseguirlo”.

Intanto il governatore Andrew Cuomo ha ordinato la chiusura della metropolitana da domani alle 12 ora di New York.

Parlando da Martha’s Vineyard, dove ha trascorso gli ultimi giorni tra vacanze e briefing di lavoro, il presidente americano conferma che la minaccia che verra’ dal cielo nelle prossime 36 ore e’ maledettamente seria. Piu’ che il vento, preoccupa l’acqua, tanto che a New York si teme uno tsunami, con onde alte dieci metri. Da giorni la Casa Bianca monitora la situazione, mobilitando gli uomini della dipartimento della Sicurezza Interna e della Protezione Civile. Sono gia’ scattate le prime evacuazioni nel sud del Paese, nella Carolina del Nord, dove sono tradizionalmente abituati a questi fenomeni. Le prime carovane di auto stanno cercando rifugio nelle zone dell’interno. Ma e’ al nord che cresce ora dopo ora l’ansiosa attesa e anche la preoccupazione per quello che si prevede un lungo week end di paura. Negli Usa hanno tutti ancora impresse negli occhi le drammatiche immagini del 2005, di New Orleans completamente devastata dall’acqua dopo il passaggio di Katrina. Ma la Louisiana e’ lontana, rispetto a Manhattan. Nel giro di poche ore, Irene scarichera’ infatti tutta la sua potenza distruttrice, con vento e pioggia, dalla Florida al New England. Un raggio vastissimo, che coinvolgera’ in prima battuta le localita’ turistiche della costa, ma stavolta colpira’ anche le due citta’ piu’ popolose del versante atlantico, Washington e soprattutto New York. E qui, a Manhattan, gli esperti del National Oceanic and Atmospheric Administration hanno lanciato l’allarme piu’ drammatico. Secondo loro, nella Grande Mela Irene potrebbe avere ”conseguenze catastrofiche”. Tanto che il sindaco Michael Bloomberg ha gia’ ordinato l’evacuazione obbligatoria delle zone vicino alla costa, incluso Battery Park a Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens. Tra gli scenari previsti, quello di un’inondazione dalle conseguenze ”devastanti”, paragonabili a uno tsunami: sotto l’acqua finirebbero infatti da Wall Street all’aeroporto JFK. Senza contare l’allagamento della metropolitana e le preoccupazioni per il tunnel sotto l’East River che collega Brooklyn a Manhattan. Prospettive apocalittiche per una citta’ che vive sull’uso dei mezzi pubblici e che, solo la settimana scorsa, e’ andata in tilt per una scossa di terremoto che comunque non ha causato nemmeno il crollo di un cornicione. Ma mentre le autorita’ raccomandano, lungo tutta la costa, di fare scorta di acqua e cibo, quello che appare pressoche’ certo e’ un black out di dimensioni impressionanti. Non solo nelle localita’ piu’ sperdute, ma anche nei centri piu’ grandi. A Washington, ad esempio, purtroppo l’elettricita’ spesso viaggia sui fili, cosi’ basta un acquazzone un po’ piu’ violento del solito, per buttare giu’ un palo e addio corrente. E su questo punto, lo stesso Segretario di Stato, Janet Napolitano ha fatto appello a tutti i cittadini della costa perche’ si preparino a una ”interruzione della corrente elettrica di vaste proporzioni”. Intanto, come sempre qui negli Usa, si stima in anticipo quanto Irene potrebbe costare alle casse dello Zio Sam. Secondo le prime previsioni si tratta di danni per 13,9 miliardi dollari.

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