Bearzi

Energia: sì della Giunta Fvg a ddl grandi concessioni idroelettriche

Udine, 8 ago – Nuove gare di evidenza pubblica per la
concessione ad uso idroelettrico, un nuovo regime giuridico di
alcuni beni che passano al demanio idrico regionale, contenuti
contrattuali minimi a garanzia del rispetto dell’ambiente e
dell’equilibrio occupazionale, obbligo di fornitura gratuita di
energia elettrica alla Regione.

Sono alcuni dei principali contenuti del disegno di legge che la
Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato in via
preliminare su proposta dell’assessore alla Difesa dell’ambiente,
all’energia e sviluppo sostenibile, per disciplinare la procedura
di assegnazione delle concessioni di “grandi derivazioni” d’acqua
a uso idroelettrico.

La Regione è chiamata a legiferare in materia in forza del
decreto “Semplificazioni” del 2018 che ha demandato agli Enti
regionali la definizione delle modalità e delle procedure di
assegnazione delle concessioni che devono avvenire in regime di
libera concorrenza, mediante procedure competitive ad evidenza
pubblica.

La legge regionale dovrà essere approvata – come stabilisce la
norma nazionale – entro ottobre, mentre le procedure di
assegnazione delle concessioni scadute alla data di entrata in
vigore della legge o entro il 31 luglio 2024 dovranno essere
indette entro due anni dall’entrata in vigore della norma.
Si tratta delle concessioni che eccedono i 3mila kW di potenza
nominale media annua e che in Friuli Venezia Giulia riguardano,
in prima battuta, cinque impianti, tutti attualmente in
concessione a Edison Spa: l’impianto di Meduno, che insiste sul
corso d’acqua Meduna, con potenza circa 7,1 MW (concessione
scaduta nel 2010); gli impianti di Valina e Chievolis, situati
nel comune di Tramonti di Sopra, interessanti i corsi d’acqua
Meduna e Silisia, potenza circa 12,1 MW (concessione unica che
scadrà il 13 luglio 2021); gli impianti di Colle e Istrago,
situato nel comune di Spilimbergo, che interessa il corso d’acqua
Meduna, potenza circa 8,5 MW (la concessione scadrà il 30 giugno
2024).

Il ddl – coerentemente con il quadro normativo nazionale –
stabilisce un nuovo regime giuridico dei beni. Le cosiddette
“opere bagnate” (opere di raccolta, regolazione, derivazione, i
canali adduttori, le condotte forzate e i canali di scarico)
passano in proprietà alla Regione, entrando a far parte del
demanio idrico regionale, senza la corresponsione di alcun
compenso a favore del concessionario uscente; le “opere asciutte”
(edifici, macchinari, impianti per l’utilizzazione,
trasformazione e distribuzione dell’energia prodotta) possono
essere acquisite in proprietà dalla Regione (corrispondendo un
prezzo agli aventi diritto) se ritenute funzionali rispetto alle
“opere bagnate”. In alternativa, la proprietà di tali beni può
essere acquisita dal concessionario subentrante, qualora li
ritenga funzionali al proprio progetto.

Il testo normativo definisce anche le fasi della procedura unica
di assegnazione, dalla indizione all’emissione del provvedimento
di concessione, nonché i tempi della stessa e fissa i contenuti
del bando e i criteri di valutazione. L’ammissibilità dei
progetti di derivazione d’acqua è subordinata alla presenza di
alcuni contenuti minimi, che verranno poi dettagliati in sede di
gara, e che riguardano aspetti quali sicurezza delle persone e
del territorio, sostenibilità ambientale, clausole sociali per la
stabilità occupazionale, miglioramenti energetici, misure di
compensazione ambientale, territoriale e paesaggistica.

Un articolo del ddl prevede che tutti i concessionari siano
obbligati a fornire annualmente, a titolo gratuito, energia
elettrica alla Regione (in ragione di 220kWh per ogni kW di
potenza nominale media di concessione) da destinare, almeno per
il 50 per cento, ai servizi pubblici e alle categorie di utenti
dei territori interessati dalla derivazione.

Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità che la Giunta
regionale, nell’indire la procedura di assegnazione di una grande
derivazione, scelga, fra le tre forme possibili di affidamento,
quella che affida la concessione ad una società a capitale misto
pubblico privato.

Dopo l’approvazione della legge, la stessa sarà completata da due
regolamenti: uno per la definizione della disciplina di dettaglio
della procedura unica di assegnazione (entro 12 mesi
dall’approvazione della norma), l’altro per fissare i canoni di
concessione (entro 180 giorni dall’approvazione della legge
regionale). Infine, entro 90 giorni, la Giunta dovrà deliberare
le tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti che
potranno beneficiare della fornitura gratuita di energia, i
criteri di riparto di tale fornitura, sentiti i Comuni
interessati, e la possibilità, in alternativa alla cessione
gratuita dell’energia, di procedere in tutto o in parte alla sua
monetizzazione.
ARC/SSA/al

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