Esof2020: Regione, innovazione favorisce rilancio sociale

Trieste, 3 set – I processi di innovazione si declinano non
solo in un ambito prettamente tecnologico ma anche sociale, in
quanto l’attrazione delle giovani intelligenze e dei talenti può
produrre una svolta sul piano della crescita economica e
demografica in una regione, come il Friuli Venezia Giulia, in cui
il deficit di nascite rappresenta oggettivamente un problema.
Inoltre, un ambiente dinamico può divenire la sede ideale per
sviluppare il principio della “comunità che apprende”, ovvero di
una società realmente coesa e protesa verso un futuro
sostenibile.

Questo il concetto espresso oggi a Trieste dall’assessore
regionale alla Ricerca del Friuli Venezia Giulia nel corso della
tavola rotonda di confronto realizzata all’interno di Esof2020 e
intitolata “Come l’alta formazione, i decisori politici e gli
attori economici possano lavorare insieme verso un nuovo
paradigma strutturato di innovazione?”.

L’esponente della Giunta ha sottolineato come il sistema
dell’Università e accademico in generale debba puntare in alto e
non verso la creazione di profili professionali intermedi,
lasciando questo ramo formativo agli Istituti tecnici superiori,
protagonisti in regione di un’esperienza di successo capace di
favorire l’incrocio di domanda e offerta di lavoro inserendo nel
mercato figure specializzate e molto ricercate dalle aziende.

Sul fronte degli istituti di ricerca e dell’Università, come ha
rimarcato l’assessore, il tema deve essere quello della
complementarità: sia tra gli stessi centri scientifici sia con le
realtà produttive del territorio. Perché la peculiarità dell’area
triestina è proprio quella di essere un luogo di concentrazione
di conoscenza, sul quale la Regione sta investendo attraverso un
intervento complessivo, mirato alla creazione di un sistema
fondato sulle specializzazioni e sulla valorizzazione delle
eccellenze scientifiche e delle vocazioni territoriali.
ARC/GG/ma

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