Bearzi

Felice De Toni: inaugurazione anno accademico 2014/15 Ateneo Udine

5 De Toni
RELAZIONE DEL MAGNIFICO RETTORE Prof. Alberto Felice De Toni

Caro Direttore Generale della Banca d’Italia, dott. Salvatore Rossi
Caro Presidente dell’Anvur, prof. Stefano Fantoni
Caro Direttore Generale per l’Università, dott. Daniele Livon
Cara Presidente della Regione, dott.ssa Debora Serracchiani
Care Autorità, cari Colleghi, Studenti, Signore e Signori

Inauguriamo oggi il trentasettesimo anno accademico dell’Università degli Studi di Udine. Ringrazio tutti i presenti per voler condividere con noi questa cerimonia durante la quale ogni anno riaffermiamo gli ideali e i valori del nostro Ateneo, nato grazie ad una legge di iniziativa popolare, espressione di ben 125.000 firme, raccolte dopo il drammatico terremoto del ‘76. Prima di tracciare un breve bilancio e parlare delle sfide che attendono l’Ateneo, desidero rivolgere un breve saluto ai nostri ospiti stranieri:

Dear Rectors and Presidents, distinguished guests, it is my privilege to give my warmest welcome here in Udine on the occasion of this ceremony making the symbolic opening of our thirty seven academic year.

E desidero porgere anche a tutti un affettuoso saluto nella lingua della nostra terra:

Tal secont an dal gno mandât o vuei dâi il benvignût a ducj i ospits presints, ai Retôrs talians e forescj, ai docents, al personâl tecnic aministratîf e ai students. O auguri a ducj un an di bon lavôr e o soi sigûr che cul contribût di ducj la nestre Universitât dal Friûl e larà simpri in miôr.

3 da sx, Rossi, De Toni, Serracchiani, Livon

1. Il CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA
Oggi inauguriamo l’anno accademico 2014-2015. 100 anni fa scoppiava la prima guerra mondiale e Udine era la sede del comando dell’esercito italiano. In questa occasione abbiamo chiesto la presenza – proprio qui a Udine – del Direttore Generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, che desideriamo ringraziare pubblicamente per aver accettato il nostro invito. Il significato della sua presenza è il seguente: anche noi adesso in Italia, a distanza di un secolo, dobbiamo iniziare a ricostruire il Paese dopo sei lunghi anni di declino economico, e vogliamo ripartire ribadendo che crediamo nell’Istruzione, nell’Università e nella Ricerca. E se a dirlo, oltre al Rettore, c’è anche il Direttore Generale della Banca d’Italia – noto per i suoi qualificati saggi su economia internazionale, finanza e storia economica – l’impulso sarà ancora più forte e il risultato più plausibile. La sua partecipazione testimonia che le nostre istituzioni – Ateneo Friulano e Banca d’Italia – accolgono entrambe la sfida di contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese. Per celebrare il centenario della prima guerra mondiale abbiamo invitato il nostro professore ordinario di Storia contemporanea Umberto Sereni a tenere una prolusione dal titolo eloquente: La guerra grande nella piccola città. Udine 1915-1918. Desideriamo esprimergli la nostra gratitudine per la disponibilità e l’entusiasmo con cui ha accettato il nostro invito.

2. L’UNIVERSITÀ DI UDINE OGGI
L’Università di Udine conta oggi 14 dipartimenti, 8 centri interdipartimentali di ricerca e 1 scuola superiore, offre 35 corsi di laurea triennale e 32 magistrale, 3 corsi di laurea a ciclo unico, 6 master, 13 dottorati di ricerca, 19 scuole di specializzazione. È presente anche a Pordenone, Gorizia e Gemona.
L’Università ha attivato 277 laboratori, è capofila di Friuli Innovazione per il trasferimento dell’innovazione tecnologica e di Friuli Formazione, per l’alta formazione, continua e ricorrente. Possiede un’Azienda Agraria avanzata e promuove la casa editrice universitaria Forum.
L’Università partecipa insieme alla Regione all’azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia, struttura regionale di rilievo nazionale e di alta specializzazione in cui lavorano circa 3.800 persone.
Gli studenti hanno a disposizione 188 aule per complessivi 13.495 posti a sedere, 31 sale lettura, 24 aule informatiche, 740 postazioni pc. Nelle 4 biblioteche, con complessivi 610 posti lettura, possono consultare oltre 840.000 volumi, 2.250 abbonamenti, oltre 53.000 periodici elettronici e 108 banche dati elettroniche.
Complessivamente oggi la comunità universitaria dell’Ateneo di Udine è formata da circa 18.000 persone: 676 tra docenti e ricercatori, 540 tra tecnici e amministrativi, 31 collaboratori ed esperti linguistici, 329 dottorandi di ricerca, 155 assegnisti di ricerca e 15.650 studenti. Nell’anno solare 2014 i laureati sono stati 2.918. Dalla sua nascita ad oggi, l’Università di Udine ha conferito 46.099 lauree.
Dall’indagine 2013 del Consorzio Almalaurea emerge che a un anno dal conseguimento del titolo di studio oltre il 53% dei laureati dell’Università di Udine risulta occupato, a fronte di una media nazionale inferiore di quasi 10 punti percentuali.

3. IL SOTTOFINANZIAMENTO DEL NOSTRO ATENEO
Questi numeri positivi si scontrano con il permanere di un sotto-finanziamento strutturale della nostra Università da parte del Ministero. Abbiamo denunciato già l’anno scorso come il finanziamento su basi storiche penalizzi notevolmente il nostro Ateneo, essendo stato fotografato nel 1993, quando contava poco più di 9.000 studenti. Confidavamo che l’introduzione del costo standard per una percentuale del 20% sulla quota Base del FFO (Fondo di Funzionamento Ordinario) potesse almeno in parte ridurre questo squilibrio. Ma purtroppo così non è stato. Per far capire la dimensione di questo sbilanciamento si pensi che con una differenza di soli 388 studenti in meno rispetto a Trieste l’Ateneo di Udine è finanziato nel 2014 per 54,1 milioni di euro contro i 69,6 di Trieste: ovvero oltre 15 milioni di euro in meno.
Ma perché succede questo? Per tre motivi: il primo è l’applicazione discutibile di un principio corretto: quello dei costi standard. Oggi i costi standard sono diversi per ogni Ateneo per una serie di fattori correttivi che li portano ad oscillare da un minimo di circa 4.700 euro per studente (Macerata 4.739) ad un massimo di circa 8.000 (Politecnico di Bari 7.948). In altre parole, a parità di studenti, il finanziamento oscilla di circa il 100%. A livello ministeriale una revisione va fatta perché l’aumento della quota standard dal 20% al 100% prevista nei prossimi anni non risolverà il problema appena evidenziato.
La seconda causa dello squilibrio è l’introduzione di livelli minimi di salvaguardia per tutelare gli Atenei che subirebbero altrimenti tagli pesanti. Questa scelta della salvaguardia, come quella precedente dei correttivi agli standard, è finalizzata ad impedire una forte destabilizzazione del sistema.
Le uniche buone notizie per l’Università Udine arrivano dalla quota premiale dell’FFO, aumentata nel 2014 al 18% del totale. Grazie agli ottimi risultati ottenuti sul fronte della ricerca, il nostro Ateneo consegue un aumento netto complessivo di finanziamento di oltre 3,3 milioni di euro rispetto al 2013. Ma qui c’è il terzo problema: la quota premiale insiste sempre sull’FFO e fa scattare sistematicamente i livelli di salvaguardia per gli atenei non virtuosi che non riescono ad accedere significativamente al premiale.
In ultima analisi la combinazione dei tre fattori – i correttivi allo standard, i livelli di salvaguardia e il premiale che insiste sull’FFO – rende il riequilibrio modesto e molto lento. La soluzione per superare il finanziamento su basi storiche in modo rapido ed equo sarebbe l’immissione di nuove risorse aggiuntive per il sistema universitario da destinare esclusivamente al premiale. Con la rimodulazione contestuale dei correttivi allo standard i livelli di salvaguardia sarebbero in gran parte disinnescati.
Di fronte a questa situazione storica di sbilanciamento dei finanziamenti nazionali, il Consiglio Regionale del FVG ha riconosciuto, con la legge regionale n. 2 del 17 febbraio 2011 inerente al finanziamento del sistema regionale universitario, la necessità di interventi perequativi. Il regolamento attuativo – presentato in Giunta Regionale dall’Assessore all’Università Mariagrazia Santoro lo scorso 16 Gennaio – prevede un contributo dedicato alla perequazione dei finanziamenti ministeriali. Siamo fiduciosi che in occasione dell’assestamento del bilancio Regionale la Presidente Debora Serracchiani, che ringraziamo per la sua presenza nonostante i numerosi impegni, saprà operare per rendere disponibili le risorse adeguate a tal fine.

2 tavolo relatori-da sx-Sereni,  Fantoni, Rossi, De Toni, Serracchiani, Livon, Pisanim

4. PER UN RILANCIO DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA
L’FFO negli ultimi anni è calato da circa 7,5 miliardi di euro del 2009 fino a circa 6,75 miliardi del 2014, con un calo di netto di circa 750 milioni di euro, ovvero il 10% in 6 anni. Negli stessi anni il finanziamento per abitante è sceso dai 125 euro del 2009 ai 113 del 2014. Lontano dai maggiori paesi europei: Gran Bretagna (156), Spagna (157), Francia (303), Germania (304), Svezia (660), Norvegia (731). La via maestra per riequilibrare il finanziamento tra gli atenei italiani è quella di riportare l’FFO entro il 2018 ai livelli del 2009 cioè con un 10% aggiuntivo da destinare al premiale. Questo consentirebbe anche di ripristinare il turno-over al 100% e attivare un piano pluriennale di reclutamento di giovani ricercatori come proposto dalla Crui: 1.500 all’anno per 5 anni (dal 2008 il numero di docenti è sceso da oltre 62.500 a meno di 50.000).
Vanno anche rifinanziati i programmi di ricerca PRIN e FIRB per favorire la creazione e lo sviluppo di reti di ricerca inter-ateneo basate sul merito. Per “mettere la ricerca nel motore del Paese” vanno pure aumentate il numero di borse di dottorato di ricerca cofinanziate dal sistema delle imprese, associazioni di categoria, enti e PA per potenziare la ricerca e contribuire allo sviluppo del Paese. A tal fine va consentito anche di finanziare le attività universitarie mediante i fondi strutturali.
E’ necessario operare anche a livello fiscale. Serve “un fisco amico dell’Università”: defiscalizzare le spese di ricerca per imprese e PA, ridurre IRAP, IVA, IMU e TARI, rafforzare il 5 per mille e avvantaggiare le liberalità a Università e Ricerca.
Un’altra area su cui intervenire è il diritto alla studio oggi tra i più carenti d’Europa. Le università che reclutano studenti non abbienti non vengono premiate. Anzi. Gli iscritti aventi diritto vengono esentati dalle tasse, ma lo Stato non trasferisce le somme corrispondenti agli Atenei. Il risultato è che oggi le Università che iscrivono studenti meritevoli, ma non abbienti, vengono di fatto penalizzate in quanto sono i costi e non i ricavi ad essere sorgenti.
Ma gli interventi devono riguardare anche gli aspetti normativi. Dobbiamo arrivare ad una “Università diversamente pubblica”: ovvero sburocratizzare, snellire, semplificare il funzionamento grazie ad uno status speciale pubblico – sulla falsariga delle migliori esperienze europee – per garantire un funzionamento più agile rispetto a quello della Pubblica Amministrazione.
In Italia dobbiamo pure favorire la “circolazione dei cervelli”. Ovvero incrementare la mobilità dei docenti, sia promuovendo e incentivando chiamate dirette, sia mediante chiamate temporanee per un periodo di 3-5 anni.
A livello europeo vanno potenziate le azioni Marie Curie a favore della mobilità dei ricercatori. E’ opportuno anche consentire agli Atenei di ciascun Paese dell’Unione Europea di partecipare a bandi di ricerca di tutti i Paesi dell’Unione. Va infine promosso uno “statuto europeo dei ricercatori” per una reale integrazione del sistema universitario europeo.

5. COLLABORAZIONI CON GLI ATENEI REGIONALI
Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana dove dal 2013 è attivo un Tavolo Tecnico Permanente di Coordinamento tra tutte le realtà universitarie presenti, istituito con l’accordo di programma che regola i rapporti di cooperazione tra le Università di Udine, di Trieste e la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati). Forti di questa collaborazione il 3 febbraio dello scorso anno qui a Udine, in questa Aula Magna, durante l’inaugurazione dell’anno accademico, abbiamo proposto alla allora Ministra Maria Chiara Carrozza di sostenere ulteriori collaborazioni e intese territoriali tre le Università.
Lo scorso 9 gennaio a Gorizia il sottoscritto, il rettore di Trieste prof. Maurizio Fermeglia e il direttore della Sissa prof. Guido Martinelli, che ringrazio pubblicamente per la grande collaborazione, abbiamo avuto l’opportunità di esporre all’attuale Ministra Stefania Giannini il progetto di costituzione di un laboratorio inter-ateneo di ricerca per la Meccatronica avanzata, progetto già inviato a suo tempo al Ministero a valere su finanziamenti previsti dall’articolo 11 del decreto FFO del 2014. Il progetto Meccatronica FVG – che prevede la collaborazione tra i 3 atenei e 4 partner industriali regionali – intende costituire un’infrastruttura di ricerca rivolta a promuovere l’innovazione trasferendo tecnologie e competenze multidisciplinari ad alto contenuto innovativo al mondo delle imprese e, in particolare, al tessuto produttivo locale.
Durante il 2014 la cooperazione con l’Università di Trieste si è consolidata: oggi possiamo vantare ben 22 iniziative didattiche inter-ateneo: 1 laurea triennale, 7 magistrali, 7 scuole di specializzazione e 7 dottorati di ricerca, di cui l’ultimo in ordine di tempo è il JuMBO – Joint PhD Programme in Molecular Biology, iniziativa di eccellenza, che vede coinvolti anche la Sissa e il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste.
Ma le collaborazioni non si fermano qui. Per l’High Performance Computing è stato definito un accordo che disciplina l’accesso da parte dei ricercatori delle Università regionali alle infrastrutture per il super calcolo realizzata presso la SISSA, in collaborazione col Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICPT).
Nel Programmazione Triennale appena approvata e finanziata dal Ministero i tre atenei regionali hanno deciso inoltre di collaborare in quattro importanti ambiti: il trasferimento tecnologico, la formazione del personale, i servizi bibliotecari e gli acquisti di beni e servizi. In altri ambiti la collaborazione è già in essere, ad esempio nel progetto Garanzia Giovani promosso dalla Regione gli Atenei di Udine e Trieste hanno sviluppato una forte sinergia arrivando a trattare insieme in pochi mesi oltre 800 laureati, performance seconda a livello nazionale solo alla regione Val D’Aosta.
Per rinforzare la collaborazione didattica tra i due Atenei di Udine e Trieste nelle sedi decentrate di Pordenone e Gorizia, gli assessori regionali alle Finanze prof. Francesco Peroni e alla Ricerca prof.ssa Loredana Panariti hanno comunicato ai due Rettori nell’incontro dello scorso 4 dicembre un sostegno regionale di altri 800.000 euro per il 2015 che si sommano ai fondi previsti dalla citata legge 2/2011. Nella sede di Gorizia si sono già lanciate le basi per rendere inter-ateneo i corsi di laurea di Architettura e DAMS. Sul piano edilizio stiamo anche lavorando per una ipotesi di convergenza nella sede di via Alviano per la costituzione di un Campus Universitario Inter-ateneo Goriziano. Per quanto riguarda Pordenone le risorse saranno destinate a sostenere gli attuali corsi di laurea cercando di rimodulare l’offerta didattica di Economia al fine di rispettare i requisiti minimi di legge.

2 tavolo relatori-da sx-Sereni,  Fantoni, Rossi, De Toni, Serracchiani, Livon, Pisanim

6. RISULTATI DELL’ATENEO NELLA RICERCA
Per quanto riguarda i risultati dell’Ateneo nella ricerca, la prima riflessione va fatta sulla qualità della ricerca. Le valutazioni da parte dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – oggi qui rappresentata dal suo autorevole Presidente prof. Stefano Fantoni che desideriamo ringraziare per sua la presenza – collocano l’Ateneo, come vedremo dalla sua presentazione, sopra la media nazionale in 9 aree scientifiche sulle 16 analizzate. In queste 9 aree opera ben l’85% dei nostri docenti. Questo dato è per noi di grande soddisfazione e ci sprona a fare meglio anche nelle altre aree.
In merito alla produttività scientifica si rileva un progressivo aumento delle citazioni: dalle circa 1.000 del 2011 alle oltre 9.000 del 2014, il che attesta un aumento di visibilità dell’Ateneo e un buon posizionamento nel network internazionale dei gruppi di ricerca. Va evidenziato che, in linea con le disposizioni comunitarie e nazionali, l’Università ha costituito nel 2014 un Gruppo di Lavoro dedicato alla predisposizione di una policy e di strumenti volti a promuovere l’open access, al fine di promuovere la massima diffusione, tramite la rete, dei risultati della ricerca.
Merita evidenziare la progressiva crescita del numero di domande presentate nell’ambito dei programmi di Mobilità internazionale Marie Curie, che nel 2014 hanno raggiunto le 20 unità, contro le 15 del 2013 e le 8 del 2012; un chiaro segnale di una sempre maggiore attenzione alla dimensione internazionale dei percorsi di formazione dei ricercatori.
Nell’anno appena concluso l’Ateneo è stato capace di proporre ben 130 progetti di ricerca. I ricercatori hanno partecipato a 28 dei 64 bandi di Horizon2020, per un totale di 57 proposte, contro le 47 dell’anno precedente. Negli altri programmi comunitari e internazionali l’Ateneo ha presentato 27 progetti, mentre 46 sono stati presentati nell’ambito dei bandi nazionali. La maggior parte delle proposte sottomesse sono ancora in fase di valutazione; al momento delle 15 procedure valutative concluse, sono stati finanziati 3 progetti, con un tasso di successo del 20%. Il budget dei finanziamenti di ricerca previsti per il 2015 è di oltre 22 milioni di euro, di cui 3 per attività di ricerca e sviluppo a favore di imprese.
Da quest’anno accademico è diventata pienamente operativa la riforma del dottorato di ricerca che prevede l’accreditamento da parte del Ministero. L’Ateneo ha compiuto un notevole sforzo per rispettare in pieno i parametri ministeriali, sforzo che è stato premiato con l’accreditamento di tutti i 9 corsi di dottorati proposti.
I dottorati iscritti al XXX ciclo sono 72. Sebbene i numeri siano contenuti, l’attrattività di talenti dall’estero è salita al 18% rispetto all’8% dell’anno scorso. L’impegno finanziario dell’Ateneo è stato notevole considerata l’assenza del Fondo Sociale Europeo disponibile invece nei cicli precedenti. La copertura delle 58 borse di studio è stata garantita anche grazie alla Fondazione CRUP, che ha finanziato ben 14 borse; il finanziamento delle altre borse è stato garantito da imprese private e nei corsi inter-ateneo dalle sedi convenzionate di Trieste, Sissa e Venezia.
Da segnalare l’introduzione dal 2014 del Ph.D. Welcome Day, appuntamento durante il quale viene presentato il piano formativo trasversale e del Ph.D. Day, cerimonia per la consegna dei diplomi. Quest’ultima cerimonia si è tenuta lo scorso 12 gennaio con la partecipazione del dott. Marco Leona, Direttore del Dipartimento di ricerca scientifica del Metropolitan Museum of Art di New York. Nel corso della cerimonia è stato peraltro presentato il Ph.D Award, sostenuto finanziariamente dalla Fondazione CRUP, che ha la finalità di premiare la ricerca di alta qualità.
Nel 2014 c’è stato un forte consolidamento del rapporto con le imprese in tema di trasferimento delle conoscenze. Il portafoglio brevetti è arrivato a 92 domande di tutela depositate. Delle tecnologie tutelate, 50 hanno tutela attiva e di queste 32, cioè il 64%, sono commercializzate.
L’Ateneo ha istituito nell’ultimo anno, utilizzando le entrate derivanti da royalty su brevetti licenziati, uno fondo destinato alla prototipazione, convalida sperimentale e ingegnerizzazione per rendere i nostri brevetti di maggiore interesse per le imprese. Sono state avviate ben 6 convenzioni per attività di convalida sperimentale con il coinvolgimento di 7 aziende italiane ed estere. In questi casi il finanziamento è stato concesso da Area Science Park nell’ambito del progetto Proof of concept network.
Positivo anche il bilancio degli spin off. Le start up nate dalla ricerca fatta nei nostri laboratori sono 37, di cui 34 attive, con ricavi che complessivamente hanno superato i 3 milioni di euro. Complessivamente i soci, accademici e non, di tutti gli spin off sono circa 180. Il numero di posti di lavoro creati ammonta a oltre 100 unità.
In merito alla diffusione della cultura di impresa, merita di essere menzionato il Progetto finanziato dalla Regione “ReSeed”. Questa iniziativa – portata avanti congiuntamente con Friuli Innovazione e SISSA – ha concluso a fine 2014 le attività volte a favorire la creazione di figure imprenditoriali.

1 il rettore Alberto Felice De Toni

7. RISULTATI DELL’ATENEO NELLA DIDATTICA
Abbiamo dato grande enfasi all’internazionalizzazione della didattica. A tale riguardo consideriamo chiave i double degree in quanto consentono a studenti italiani e stranieri delle opportunità professionali raddoppiate. Solo nell’ultimo anno abbiamo stipulato 4 double degree magistrali in: Scienze economiche con Graz (Austria), Viticoltura ed Enologia con Geisenheim (Germania), Ingegneria civile con Windsor (Canada), Biotecnologie sanitarie con Krems (Austria). In totale offriamo 12 doppie lauree, grazie ad accordi con 6 Paesi: tre europei (Germania, Francia e Austria) e tre americani (Canada, Brasile e Argentina). L’Ateneo è anche coinvolto come partner in due Consorzi Erasmus Mundus (America latina e Federazione Russa, rispettivamente per due master Vinifera ed Euroculture). Abbiamo inoltre due corsi di laurea (Plant and animal biotechnology ed Economics) interamente offerti in lingua inglese.
Per quanto riguarda la mobilità studentesca, quella in uscita è cresciuta in un anno del 13% (da 413 a 466 studenti), grazie allo sforzo dell’Ateneo e della Fondazione CRUP per aumentare le borse di studio, oltre all’ampliamento dell’offerta di sedi estere. Ad oggi abbiamo 373 accordi attivi (di cui 89 extraeuropei) e solo nell’ultimo anno ne abbiamo stipulati 10 con istituzioni extra europee. A fronte di una media nazionale dell’1,5% di studenti iscritti che vanno all’estero, Udine registra un 2,8%. Dall’anno scorso i nostri studenti possono andare all’estero con una borsa di studio anche per fare la tesi di laurea sia in un’istituzione universitaria che in un’azienda. Per facilitare la mobilità in entrata (196 studenti nel 2014) quasi la totalità dei corsi di laurea offre insegnamenti in lingua inglese, compattati nel medesimo periodo didattico in modo da facilitare gli studenti stranieri in entrata.
Ma internazionalizzazione non è solo “anglicizzazione”. L’Ateneo crede anche nella internazionalizzazione basata sull’italiano, che è un medium fondamentale per molte discipline che la comunità accademica internazionale “studia” nella nostra lingua. Segnaliamo in particolare il Progetto Marco Polo attivato anche grazie al contributo della Fondazione CRUP e che oggi è completamente auto-finanziato. Sono in arrivo dalla Cina 97 studenti che frequenteranno in primis i corsi intensivi di italiano. Il nostro “Centro di lingua e cultura italiana per stranieri” certifica le competenze linguistiche per conto della Società Dante Alighieri con riconoscimento del Ministero degli Affari Esteri. Il Dipartimento di lingua italiana dalla Beijing Foreign Studies University invia i loro studenti dopo un anno di studio dell’italiano a Pechino. Questo consente ai loro studenti un rapido inserimento nei nostri corsi di laurea. A tutti gli studenti stranieri offriamo servizi linguistici, logistici e di tutorato. Il totale degli studenti stranieri presenti a Udine sono oltre 400, dei quali circa 200 in mobilità e 100 cinesi.
Per quanto riguarda la formazione di lingua friulana c’è da segnalare l’attivazione di un percorso formativo di 30 crediti mirato ai docenti che già la insegnano nelle scuole. Il progetto è stato approvato dall’Assessorato guidato dalla prof.ssa Loredana Panariti e finanziato per 150.000 euro. Non risulta invece ancora risolto il problema con il Ministero circa il nuovo ordinamento quinquennale di Scienze della formazione primaria che sostituisce il precedente ordinamento quadriennale. Il nuovo curricolo è rigidamente definito e non consente l’attivazione di corsi fondamentali quali Lingua e letteratura friulana, Laboratorio di lingua friulana, Didattica della lingua friulana. Chiediamo al nostro Direttore Generale per l’Università, dott. Daniele Livon, che ringraziamo di essere qui con noi, di continuare a farsi parte attiva, come ha già fatto in passato, per sciogliere questo nodo e rispondere al dettato delle leggi regionali di tutela della lingua friulana (15/1996 e 29/2007), tutela garantita anche da apposita normativa statale (482/1999). Su questi temi la collaborazione con l’ARLeF (Agenzia Regionale per la Lingua Friulana) è piena e contiamo di valorizzarla anche con una revisione dello statuto del nostro CIRF (Centro interdipartimentale di ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli), volta a renderne ancora più efficace l’azione.
Infine desideriamo segnalare che l’Università di Udine parteciperà anche nel 2015 alla seconda sperimentazione del TECO (Test sulle Competenze) che l’ANVUR ha avviato sugli esiti dell’apprendimento dei laureandi italiani. I cosiddetti generic skills sono rilevati sulla base di standard internazionali. Il test misura la capacità di ragionare in modo critico per risolvere un problema o per prendere una decisione, di rappresentare un determinato accadimento e di apprendere nuove conoscenze in ambiti anche non connessi con i propri percorsi formativi. Il nostro Ateneo era stato selezionato nella prima sperimentazione tra 12 università su 30 disponibili. I risultati del primo test sono stati per noi lusinghieri: il Rapporto riporta testualmente: “L’Universtà di Udine risulta molto probabilmente nel TECO la struttura universitaria di maggiore successo” (ultima riga pag. 82 “Rapporto TECO 2014”).

8. SERVIZI AGLI STUDENTI
Per quanto riguarda i servizi agli studenti una prima linea di attività è rivolta all’orientamento in ingresso. Il Salone dello studente ogni anno accoglie circa 4.000 studenti, provenienti da 45 scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale. Oltre alle attività informative e orientative sui nostri 70 corsi di laurea, sono risultate molto apprezzate le sessioni di simulazione dei test di ammissione ai corsi a numero programmato con circa 320 partecipanti.
Un’attenzione specifica va riservata al Progetto moduli formativi di orientamento che ha consentito a 197 studenti di quinta superiore di frequentare lezioni universitarie dedicate, realizzate con la collaborazione di docenti delle scuole secondarie, su tematiche che hanno coperto i principali ambiti scientifici e umanistici. Si è trattato di un’attività molto soddisfacente per i feedback dei frequentanti che, se proseguiranno gli studi nel nostro Ateneo, potranno ottenere il riconoscimento delle attività svolte.
Rientra nei percorsi di orientamento in ingresso anche il progetto Flash Forward che offre ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, la possibilità di seguire via web lezioni informali in ambito scientifico, tenute da ricercatori universitari. Per tre mesi circa 300 studenti delle classi quarte e quinte dei licei Copernico e Marinelli e dell’istituto Malignani si sono confrontati in collegamento skype dalle rispettive postazioni con i ricercatori.
Da segnalare anche l’edizione di Start Cup Young, business plan competition, riservata agli studenti delle classi quarte e quinte, realizzata assieme alla Fondazione CRUP con il sostegno dell’Ufficio scolastico regionale e della Regione Friuli Venezia Giulia che l’ha inserita nel proprio catalogo di orientamento. Grazie a Start Cup Young anche il prossimo anno alcuni giovani brillanti potranno iscriversi gratuitamente all’Università di Udine.
L’attenzione per il mondo della scuola ha trovato una sintesi molto significativa nella costituzione del Tavolo di raccordo scuola-università che riunisce 23 istituti scolastici e l’Ufficio scolastico regionale con l’obiettivo di favorire una migliore relazione tra mondo della scuola e mondo dell’università. Numerose le attività cantierate: dalla semplificazione amministrativa nei rapporti tra le due realtà alla razionalizzazione dei tirocini che coinvolgono le scuole. Sul Tavolo anche la definizione di modalità condivise perché l’Ateneo riconosca le competenze specifiche maturate durante il percorso scolastico dagli studenti e la riflessione sugli Standard Disciplinari per cercare di assorbire il gap tra le competenze fornite dalla scuole e quelle necessarie per accedere all’università. Molto interessante il progetto sulla continuità didattica, pensato per costruire un modello di analisi dei dati sul successo formativo degli studenti che potranno essere integrati anche con i dati del mercato del lavoro. Tra i progetti speciali in discussione sul Tavolo va ricordato quello sull’innovazione didattica a partire dalle nuove tecnologie che coinvolge numerosi generosi docenti dell’Ateneo.
A dicembre si è tenuta la prima Giornata del Ricercatore occasione per offrire agli allievi la possibilità di toccare, nel senso letterale del termine, i risultati dell’attività di ricerca.
Una seconda linea di attività di servizi è rivolta agli studenti iscritti. La qualità dei servizi offerti dalle segreterie studenti è testimoniata da un altrettanto lusinghiero 1° posto ottenuto nei giudizi di gradimento degli studenti su 26 atenei italiani che hanno partecipato all’indagine del Progetto Best Practice 2014.
Gli studenti possono giovarsi di una rete di relazioni che somma oltre 6.300 accordi per svolgere attività di tirocinio. Questo accordi nel 2014 hanno portato 1.478 studenti in azienda.
Abbiamo attivato anche il percorso dell’Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca sottoscrivendo con la Regione Friuli Venezia Giulia un protocollo d’intesa rivolto agli studenti delle lauree triennali e magistrali cui si aggiungono i dottorandi di ricerca.
Di particolare valore l’avvio del progetto Agiata-mente finalizzato a prevenire e intercettare situazioni di disagio che possono interessare i nostri studenti. Il monitoraggio delle carriere universitarie (studenti iscritti che non fanno esami da almeno due anni) è la base da cui stiamo partendo per individuare e contattare gli studenti cui saranno offerti sevizi specifici: dalla gestione dell’ansia all’individuazione del metodo di studio più efficace.
E’ stato modificato il sistema delle tasse, cambiando le fasce di contribuzione con un abbassamento delle quote per gli studenti con redditi famigliari più bassi e un incremento per quelli più alti. Abbiamo anche definito e approvato un nuovo e innovativo sistema di riconoscimento del merito finalizzato a costruire un reale valore aggiunto per gli studenti più bravi. Il tutto in stretta collaborazione con i rappresentanti degli studenti.
Da ultimo va ricordato lo sforzo dell’Ateneo per garantire risposte tempestive alle richieste degli studenti oltre l’orario d’ufficio, attraverso lo sportello virtuale attivato sul social network facebook. I post degli oltre 9.500 iscritti sono gestiti in tempo reale e vanno ad integrare le segnalazioni inviate con strumenti tradizionali come le mail, per individuare le criticità e attivare i necessari correttivi in termini di servizi agli studenti.
La terza e ultima linea di interventi riguarda l’orientamento in uscita e più in generale i servizi a laureandi e laureati. A luglio abbiamo inaugurato il Career Center, centro finalizzato a far incontrare domanda e offerta di lavoro, stimolando l’identificazione di opportunità di placement anche in altri continenti. In pochi mesi il centro è arrivato a interfacciarsi con oltre 200 imprese e a pubblicare oltre 170 offerte di lavoro in tutti gli ambiti professionali. L’attività del Career center si è tradotta anche nell’avvio dei “Mercoledì del placement”, appuntamento mensile finalizzato alla presentazione di aziende selezionate e allo svolgimento di colloqui di lavoro. Le prime due edizioni di novembre e dicembre hanno consentito a oltre 200 ragazzi di misurarsi con i referenti delle risorse umane di importanti realtà nazionali ed estere. Il Career Center sta anche promuovendo un Career Day annuale; nella prima edizione che si terrà il 5 febbraio saranno presenti 40 società. Ancora il Career Center, grazie ad una collaborazione con uno spin off dell’Ateneo, ha sviluppato una soluzione web based che consentirà di offrire ai nostri laureati servizi evoluti di placement lungo la loro intera vita professionale.
Nel Career Center è attivo anche lo sportello del Progetto Garanzia Giovani gestito in collaborazione con la Provincia di Udine che consente di offrire, grazie al finanziamento della Regione, ai giovani laureati tirocini in Italia e all’estero, Master in regione e all’estero (UE), corsi di lingue all’estero. Grazie a tale attività sono stati attivati oltre 40 rapporti retribuiti.
L’attenzione per i laureati si conferma anche con il progetto Star Academy, corso di alta formazione finalizzato al placement. Si tratta di un percorso di tre mesi, completamente gratuito ed aperto a gruppi di laureati selezionati, articolato in lezioni frontali e stage nei vari reparti dell’impresa che desidera aderire all’iniziativa. La prima esperienza è nata della sinergia tra Ateneo e il Gruppo Autostar con l’obiettivo di formare operatori orientati nel settore automotive verso nuovi modelli di gestione e nuovi scenari tecnologici, dal green alla mobilità sostenibile. I laureati coinvolti sono stati 10. Al termine della prima edizione i cinque migliori corsisti sono stati assunti dalla società.
L’Ateneo ha avviato anche alcune azioni per valorizzare la rete degli ex allievi, gli alumni, sia per le attività di orientamento che di tirocinio che di placement. Infine il merchandising – promosso per contribuire a costruire un perenne senso di appartenenza della comunità studentesca al suo ateneo – ha visto triplicare il volume di attività grazie anche alla nuova linea di prodotti realizzati da una cooperativa sociale riciclando gli striscioni pubblicitari.

9. ATTIVITA’ RIVOLTE AL PERSONALE
Nel 2014 si è proceduto al completamento dell’utilizzo delle risorse stanziate dal Ministero per il piano straordinario associati. L’Ateneo ha saputo indirizzare al meglio le sue scelte pervenendo al massimo numero possibile di posti di professore associato: 42 upgrade di ricercatori e 5 chiamate esterne.
Nel 2014 si sono svolte anche le procedure per l’attribuzione del “beneficio una tantum” da destinare ai docenti su risorse derivanti dal blocco degli scatti di anzianità. Gli atenei avevano l’obbligo di adottare un regolamento apposito che disciplinasse la procedura da concludersi entro il 31 dicembre 2014; scaduto tale termine, l’ateneo che non avesse distribuito gli incentivi economici avrebbe dovuto restituire le risorse. Nel luglio 2014 è stato redatto il regolamento. Successivamente è stata approntata una procedura web based. L’Ateneo ha completato le attività in tempo utile ed ha evitato la restituzione dello stanziamento. Su un totale di 653 domande hanno ricevuto il beneficio 549 candidati.
Sul piano del consolidamento dell’organico del personale TA, si è dato avvio all’ultima tornata delle procedure di ampliamento al 100% del regime assunzionale del personale stabilizzato. L’operazione, in cui sono state coinvolte 38 unità, assunte in prima battuta in regime di part time, ha portato a conclusione la stabilizzazione iniziata nel 2008.
E’ stato avviato, inoltre, un progetto di sviluppo delle risorse umane. L’attività formativa destinata al personale TA ha avuto un significativo impulso attraverso l’organizzazione di iniziative formative nell’ambito della certificazione di qualità, mappatura dei processi e project management. Per individuare i partecipanti, con una modalità del tutto nuova, si è invitato il personale a presentare la propria candidatura. Visto l’ampio interesse suscitato (ben 197 candidature rispetto a un centinaio di posti disponibili) si è stabilito di estendere la partecipazione a tutti coloro che avevano presentato domanda. Le politiche di formazione del personale rappresentano per noi una leva fondamentale. Puntiamo ad una formazione sistematica e organica necessaria per sostenere il cambiamento in atto nell’Ateneo.
Abbiamo voluto – nell’ambito del citato piano triennale – pervenire ad un piano di formazione congiunta con Università di Trieste e SISSA. E’ stata istituita una cabina di regia sulla formazione ed è stato condiviso un sistema classificatorio delle discipline correlabili a specifiche competenze così da addivenire all’elaborazione di piani di formazione per aree omogenee e alla creazione di percorsi tematici. Il piano di formazione congiunto diventerà esecutivo nei prossimi mesi.

10. VERSO UN ATENEO SEMPRE MIGLIORE
I nostri sforzi sono orientati non solo al potenziamento della didattica e della ricerca, ma anche al miglioramento continuo dell’organizzazione e della gestione di tutti i servizi connessi.
Abbiamo riallocato competenze deliberative ai vari livelli, secondo logiche di sussidiarietà, per concentrare le decisioni di SA e CdA su questioni veramente importanti. Con l’obiettivo di snellire e semplificare i processi abbiamo analizzato gli 83 regolamenti d’Ateneo esistenti. Dei 33 non obbligatori, ne abbiamo già cancellati 15 e avviato modifiche di norme superiori o individuato atti sostitutivi di rango non normativo (linee guida, procedure, circolari, ecc.) per cancellarne altri 10. Vogliamo puntare a processi che si fondano su flessibilità, mutuo adattamento, informalità, assunzione di responsabilità e orientamento al risultato, secondo modelli avanzati di auto-organizzazione. Abbiamo sviluppato a tal fine un’analisi di clima organizzativo per evidenziare le aree critiche e per sostenere le persone e i responsabili di unità nell’intraprendere azioni volte a migliorare il contesto relazionale di lavoro.
Un’altra grande area di azione è quella telematica. Un primo progetto significativo in essere è lo sviluppo del nuovo sito web di Ateneo che avrà un aspetto grafico rinnovato, una struttura logica più snella, un accesso più semplice, nuove sezioni (territorio, cultura ecc.) e sarà fruibile da qualsiasi dispositivo. Sono state sviluppate le infrastrutture informatiche ampliando la copertura Wifi in tutte le sedi dell’Ateneo (+ 30 Access Point) e la rete delle aule multimediali (+ 15 nuove aule e rinnovo tecnologico di altre 15), aprendo un nuovo laboratorio informatico con 80 postazioni e connettendo alla rete della Ricerca GARR anche le scuole secondarie della Città. Da sottolineare anche l’avvio del progetto di e-learning, progetto che ha visto il riconoscimento formale ed economico da parte del MIUR nell’ambito del Piano Triennale. Infine sul piano informatico stiamo dando un forte impulso al progetto di dematerializzazione, che prevede la transizione dal cartaceo al digitale per giungere a quella che oggi viene definita “l’amministrazione digitale”. La premessa è la redazione di policy e linee guida, l’obiettivo è la formazione dell’archivio digitale nel quale far confluire tutti i documenti che verranno prodotti. Oggi non esiste in Italia un Ateneo che abbia costituito un deposito digitale certificato. Un’occasione che si può cogliere.
Abbiamo operato anche su nuove efficienze interne ed esterne. Un solo esempio: la riconfigurazione e rinegoziazione del contratto delle pulizie ci farà risparmiare 300.000 euro all’anno per 7 anni.
Sull’edilizia è stato fatto molto, ma in questa sede ricorderò solo che abbiamo chiesto alla Regione di adoperarsi presso il Ministero della Difesa per ottenere la Caserma Savorgnan e destinarla alla nostra Università. L’edificio potrebbe ospitare, oltre ad una grande biblioteca di Ateneo, un centro culturale di identità friulana, punto di riferimento per lanciare, con l’Ente Friuli nel Mondo, un grande progetto di mobilità degli studenti che potrebbero svolgere tesi, stage e tirocini in America, Australia, Asia e Africa presso imprese, studi professionali, enti e università dove operano nostri corregionali. Il modo migliore per connettere il Friuli di ieri e quello di oggi, i friulani all’estero e quelli in patria, identità e sviluppo, imprese locali e opportunità internazionali, cultura ed economia. Uno snodo di una rete di relazioni sparse nel mondo.
Ma non possiamo fermarci qui. Sui sistemi universitari di tutto il mondo soffiano forti venti di cambiamento che impongono alle Università di interrogarsi sul loro futuro e su nuovi modelli di educazione e ricerca. La rivoluzione digitale mette in discussione modelli secolari di insegnamento e apprendimento su cui non possiamo non riflettere. Per questo motivo l’Ateneo è impegnato nella redazione di un piano strategico che dovrà consentirci di caratterizzare ulteriormente la nostra offerta formativa, sostenere in modo rinnovato la ricerca, sviluppare un modello organizzativo sostenibile. E’ stata avviata la discussione nei dipartimenti, sono stati costituiti gruppi di lavoro che mettono insieme Consiglieri, Senatori, docenti e personale tecnico amministrativo. A brevissimo questa prima fase sarà conclusa e avremo occasione, in un incontro aperto, di discutere il documento finale prima dell’approvazione da parte degli organi collegiali. Dovrà essere un piano capace di orientare i nostri sforzi nei prossimi anni, utile a costruire un ateneo più forte e più capace di accettare la sfida del futuro, nella consapevolezza della nostra identità di comunità universitaria radicata nel territorio.

11. RINGRAZIAMENTI
Consentitemi prima delle conclusioni dei brevi, ma significativi ringraziamenti a: la Prorettrice Vicaria e Delegata alla Internazionalizzazione prof.ssa Antonella Riem, i Colleghi Delegati di Area che mi affiancano come pro-rettori: prof. Angelo Vianello (Cultura), prof. Roberto Pinton (Ricerca), prof.ssa Fabiana Fusco (Didattica), prof. Marco Petti (Edilizia) e prof. Pierluca Montessoro (Informatica); tutti i colleghi delegati di Settore che mi supportano in sinergia con i capi Area e i loro uffici con impegno e passione nei diversi ambiti; il Direttore Generale, Massimo Di Silverio, che con sobrietà e determinazione ha saputo valorizzare in ambito pubblico la sua lunga e significativa esperienza manageriale maturata nel privato.
Un ringraziamento particolare ai componenti del SA e del CdA con cui condivido l’onere e l’onore di guidare l’Ateneo. Esprimo gratitudine a tutto il personale docente e al personale tecnico-amministrativo di cui riaffermo il ruolo prezioso. E ringrazio anche gli studenti per lo spirito di collaborazione che dimostrano continuamente all’interno degli organi di Ateneo.
Un ringraziamento sincero ai Sindaci di Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona, ai Presidenti delle Province di Udine, Gorizia e Pordenone, alla Presidente e all’Amministrazione Regionale, ai Consiglieri regionali e ai parlamentari che si stanno impegnando per la nostra Università, all’Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Udine, alle Camere di Commercio, alle Associazioni imprenditoriali, ai Consorzi di Gorizia e Pordenone, alle Fondazioni Bancarie, al Comitato per l’Università friulana. Un ringraziamento specifico alla CCIAA di Udine e alla Fondazione CRUP, partner preziosi in una molteplicità di iniziative. Un grazie anche all’Arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, che questa mattina ha celebrato la Santa Messa.
Infine permettetemi un sentito riconoscimento alla mia Segreteria e al numeroso personale TA coinvolto in questa complessa cerimonia, che ogni anno rinnova questa Festa del nostro Ateneo pronto a raccogliere le nuove sfide in sintonia con le Istituzioni, gli Enti, le Associazioni e le Imprese del Territorio per la crescita del Friuli e lo sviluppo del Paese.

12. CONCLUSIONI
Al temine di questa cerimonia, all’uscita troverete, come l’anno scorso, la prolusione stampata. Desideriamo infatti consolidare l’antica tradizione universitaria di un’apposita collana dedicata ad ospitare le prolusioni di tutte le inaugurazioni degli anni accademici.
Vogliamo continuare a rimanere un’università dinamica, proattiva, capace di riconfigurarsi in relazione alle continue trasformazioni dell’ambiente. Quest’anno a Natale ho fatto a tutti gli auguri citando Antoine de Saint-Exupéry: Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. Anche il nostro Ateneo sta cercando, nello sviluppo del suo primo piano strategico, la sua nuova stella polare e sono persuaso che la troverà. Per quanto riguarda l’impegno di noi professori, vi posso garantire che amiamo il nostro lavoro. Come disse Seneca: C’è un duplice vantaggio nell’insegnare perché mentre si insegna si impara. Insegnando infatti non solo chiariamo e approfondiamo per noi stessi ciò che affermiamo, ma spesso procediamo, con gli allievi, nella conoscenza. Come diceva Roland Barthes: Vi è un’età in cui si insegna ciò che si sa; ma poi ne viene un’altra in cui si insegna ciò che non si sa, e questo si chiama cercare.

Con questi ideali e con rinnovato impegno
dichiaro aperto l’Anno Accademico 2014/2015
il trentasettesimo dalla fondazione dell’Università degli Studi di Udine.

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