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Figlio Burgato: “primo sospiro di sollievo, grazie agli inquirenti”

Per quanto nessuno possa mai ridargli i genitori, la sentenza di condanna all’ergastolo di Lisandra Aguila Rico per Michele Burgato è stato “il primo momento da un anno a questa parte in cui può tirare un primo sospiro di sollievo”. Lo ha riferito il suo legale, l’avvocato Stefano Trabalza, all’esito del processo. Michele, che in questo anno non ha mai parlato, ha voluto ringraziare pubblicamente il pm Claudia Danelon, il capitano dei carabinieri Fabio Pasquariello e il comandante della stazione di Lignano Sabbiadoro, Nerio Loise, per il lavoro svolto che ha consentito di arrivare a questa condanna. “Per lui – ha proseguito il legale – è stata una sentenza liberatoria. Ora vorremmo avere giustizia anche nei confronti di Reiver. Faremo il possibile perché venga processato in Italia”. Michele Burgato aveva scritto al proposito una lettera anche al ministro degli Esteri Emma Bonino, per chiedere un incontro e avere chiarimenti sulla condanna a 20 anni inflitta da Cuba a Reiver, di cui non c’è ancora ufficialità. La risposta del ministro è arrivata, “tanto cordiale nella forma – ha commentato Trabalza – quanto deludente nei contenuti. Si capisce che lo stesso ministero non è assolutamente informato di quanto accaduto a Cuba. Viene il sospetto che sia stato un processo farsa e che Cuba stia proteggendo Reiver”.

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