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GIORNO RICORDO: SERRACCHIANI, SARÀ DI NUOVO CONCESSA MEDAGLIA

Trieste, 6 feb – “Potrà essere nuovamente concessa una medaglia
commemorativa ai parenti delle persone soppresse e infoibate in
Istria, a Fiume, in Dalmazia tra l’8 settembre 1943 e il 10
febbraio 1947”. Lo annuncia “con particolare soddisfazione e
partecipazione” la presidente della Regione Friuli Venezia
Giulia, Debora Serracchiani, che spiega come la decisione sia
stata assunta dalle Commissioni congiunte Bilancio e Affari
Istituzionali della Camera dei Deputati, grazie ad un emendamento
dell’on. Simona Malpezzi, al cosiddetto decreto “Milleproroghe”.

Una decisione “sollecitata e particolarmente attesa dalle
associazioni degli esuli”, che riapre, per ben 20 anni, la
possibilità per i parenti delle vittime di fare domanda per
ottenere il riconoscimento legato al “Giorno del Ricordo”, la
solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di
ogni anno, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 per
conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani
e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre
degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della
più complessa vicenda del confine orientale”.

Ai sensi della legge istitutiva, infatti, nel Giorno del Ricordo
per 10 anni, fino al 2014, vi era la possibilità di conferire, in
seguito a domanda, una medaglia (in acciaio brunito e smalto, con
la scritta “La Repubblica italiana ricorda”) e un diploma al
coniuge superstite, ai figli, ai nipoti o ai congiunti sino al
sesto grado degli infoibati e più in generale di tutti i
cittadini italiani scomparsi o che persero la vita anche dopo il
10 febbraio 1947, ed entro il 1950, qualora la morte sia
sopravvenuta in conseguenza di torture, deportazione e prigionia.

“Precludere la possibilità di chiedere questo riconoscimento ai
tanti familiari che ancora ne hanno diritto – ha aggiunto
Serracchiani – sarebbe stato un venir meno allo spirito della
legge istitutiva del Giorno del Ricordo e alla coralità che ha
portato alla sua approvazione. In questo caso il ricordo del
dramma del confine orientale e delle sue vittime e’ davvero come
un fiume carsico, che in molte famiglie torna a emergere proprio
grazie alle commemorazioni del 10 febbraio. Va reso merito a
tutti coloro i quali, tra cui Ettore Rosato, si sono adoperati
per ottenere questo risultato, normativamente piccolo ma di
grandissima rilevanza morale”.

In virtù del provvedimento approvato dal Parlamento “i congiunti
delle vittime potranno per altri 20 anni richiedere questo
importante riconoscimento”, precisa Serracchiani, annunciando che
anche il prossimo 10 febbraio “sarò a Basovizza per commemorare e
onorare le vittime delle foibe e stare vicino anche fisicamente
ai familiari e agli esuli, in un luogo tragicamente simbolico”.
ARC/PPD/Com

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