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Gorizia: spaccio fra minori, Ziberna “Auspico pugno di ferro”

“Ciò che colpisce in modo particolare, in questa operazione , è l’accertamento che, ad essere coinvolti, sono ragazzini dai 15 ai 17 anni. Nessuna pietà per chi, indipendentemente dalla nazionalità, sta giocando con le loro vite: giù le mani dai nostri figli”.
Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha accolto con grande grande preoccupazione la notizia del’operazione del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Gorizia, coadiuvato da altri settori, che ha visto coinvolti sei extracomunitari richiedenti asilo di origine afgana a pakistana, che spacciavano droga a giovanissimi nell’area della Valletta del Corno.
“E’ inaccettabile che i nostri ragazzi vengano avvicinati e irretiti da persone senza scrupoli che forniscono loro droga andandoli praticamente a cercare davanti alle scuole. Grazie a chi ha fatto le segnalazioni e grazie ai carabinieri che hanno effettuato questa operazione in una situazione non facile, riuscendo a smascherare questo sordido mercato chi lo praticava. Mi auguro che venga usato il pugno di ferro perchè non si può avere pietà per gli spacciatori, soprattutto quando coinvolgono persone giovanissime, stiamo parlando di quindicenni, che possono facilmente essere imbrogliati e spesso non hanno ancora la capacità di difendersi da queste offerte malsane. Ho detto che non ne faccio una questione di nazionalità ma ciò non toglie che, per l’ennesima volta, ci troviamo di fronte a richiedenti asilo che vanno a ingrossare le fila della malavita perchè altre prospettive non ce ne sono. Quindi, anch’io, per l’ennesima volta, dico no a un’immigrazione selvaggia che può solo danneggiare il tessuto sociale e lavorativo e che non riesce neppure a essere monitorata nei suoi comportamenti , salvo quando la loro degenerazione, come in questo caso, consente alle forze dell’ordine di intervenire”.

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