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Il salvataggio della Costa Concordia – LIVE STREAMING

Ormai ci siamo quasi. Mancano poche ore per l’operazione di raddrizzamento della Costa Concordia (progetto di ‘Parbuckling’), arenata all’isola del Giglio dal 13 gennaio dello scorso anno. Al termine della riunione, la Protezione civile ha dato luce verde all’avvio delle operazioni che, come da programma, inizieranno alle 6 di domani, dopo la partenza dell’ultimo traghetto dal Giglio a Porto Santo Stefano.

“In virtù delle previsioni meteo marine per la giornata di domani sull’isola del Giglio, i tecnici del consorzio Titan-Micoperi hanno confermato la possibilità di effettuare le operazioni nella giornata di domani”, ha annunciato la Protezione civile. Sono state, inoltre, completate tutte le attività propedeutiche alla rotazione. A seguire i lavori il commissario delegato del governo per la gestione dell’emergenza Franco Gabrielli, atteso al Giglio.
Le operazioni per la rotazione della nave dureranno circa 10-12 ore, è la previsione che fa il tecnico Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione della Concordia. “Difficile fare previsioni precise sui tempi – premette Porcellacchia – ma si possono ipotizzare 1-2 ore per la prima fase di distacco della nave dalle rocce; 4-5 ore per la seconda fase di accorciamento delle funi; altre 4-5 ore per la terza fase di zavorramento nei cassoni. Per un totale, appunto di circa 10-12 ore”. Dal suo canto, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli conferma che “nel tardo pomeriggio di domani – considerando che le operazioni prenderanno il via intorno alle 6 del mattino – sapremo con certezza se tutto è filato per come abbiamo immaginato”.
Gli occhi del mondo puntati sulla grande impresa. I numeri parlano chiaro: a seguire ci sono finora almeno 350 giornalisti accreditati. L’evento sarà seguito anche da numerose tv: oltre alla Cnn e Al Jazeera, le varie fasi saranno trasmesse in diretta anche da alcune emittenti di Australia e Cina.
Il sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli, alla vigilia dell’impresa, di vivere “con ansia questo importantissimo traguardo”. “Mi sento come qualcuno che sta aspettando il parto di un figlio – ha aggiunto all’Adnkronos il primo cittadino – anche se il progetto non è nostro ma della Costa, noi sosteniamo l’operazione in maniera collaborativa”.
Quanto alle dichiarazioni del Codacons, che ha lanciato l’allarme sul pericolo di sfaldamento della nave durante la rotazione, Ortelli risponde: “Posso testimoniare che durante tutto l’anno, a 360 gradi, sono stati analizzati ed è stata trovata soluzione a tutti i problemi di natura tecnica, ingegneristica e ambientale. Essere catastrofici non è farina del nostro sacco, mi sento moderatamente ottimista”.
Gabrielli, nel corso dell’audizione tenuta l’altro giorno alla commissione Ambiente della Camera, aveva spiegato che la Costa Concordia non può rimanere sull’isola per un altro inverno, perché “ha le strutture ormai indebolite dal tempo con l’aggravante delle sei mila tonnellate dei cassoni che gli sono stati messi sopra”. Le attività, ha detto ancora il prefetto, “richiederanno alcuni mesi di lavoro a tempo pieno e saranno fortemente condizionate dalle condizioni meteomarine”.
Sono 10 fasi le fasi del progetto di rimozione della Costa Concordia per una spesa di 600 milioni di euro. Ma “nessuna spesa per il contribuente”, ha garantito Gabrielli aggiungendo che “le operazioni si concluderanno nella fase 9 che è quella relativa alla rimozione e riduzione in ripristino delle condizioni ambientali che durerà cinque anni successivi al termine della rimozione. Il privato è obbligato per i prossimi cinque anni a monitorare le conseguenze della realizzazione del progetto”.
L’obiettivo del progetto, ha assicurato, “consiste nella rimozione in sicurezza della nave, un metodo che minimizzi il rischio alla struttura globale della nave e gli ulteriori danni all’ambiente e all’economia dell’Isola del Giglio”.
Per quanto riguarda l’individuazione del porto dove trasportare la nave per il suo smaltimento, Gabrielli ha affermato che “Piombino non è attrezzato per ospitare una nave di quelle proporzioni. Serve un decreto che io non posso fare. Nel momento in cui la nave sarà rigalleggiata bisognerà avere il porto di destinazione, se il governo individuerà il porto di Piombino, andrà a Piombino”.
La Costa Concordia è un ‘rifiuto’, ha sottolineato il Commissario Gabrielli, “chi lo ha prodotto dovrà smaltirlo, la Regione Toscana dovrà gestire la destinazione del rifiuto. Noi abbiamo indicato Civitavecchia ma solo per la giusta distanza”, qualora fosse un’altra destinazione “la nave sarà trasportata con un vanguard che porterà la nave in uno specchio di mare per imbracarla e portarsela in sicurezza in qualsiasi parte del mondo”. Il problema è che “quando la nave sarà sollevata “produrrà lo sversamento dei rifiuti che sono all’interno. Ecco perché affermo che la partita della portualità è ancora tutta aperta”.
Gabrielli ha garantito che “l’obiettivo da perseguire rimane quello di garantire un trasporto della nave in totale sicurezza, coniugandolo con la necessità di attrezzare un sito di destinazione che disponga dei requisiti tecnici e cantieristici necessari ad avviare i lavori previsti in tempi rapidi e certi, nel rispetto dell’ambiente e della normativa di settore”.

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