* * OFFERTE BLACK FRIDAY * * Guarda la nostra lista dei desideri * * * * * *

Il Volo del Jazz, a Sacile dal 30 ottobre al 4 dicembre 2021

Volo del jazz, fra i grandi nomi internazionali anche Capossela che celebra i 30 anni dal primo disco

Torna l’appuntamento con Il Volo del Jazz, il festival organizzato dal Circolo Controtempo, giunto alla sua diciassettesima edizione, curato per la direzione artistica da Loris Nadal, realizzato grazie al sostegno di Comune di Sacile, Regione Friuli Venezia Giulia, MIC – Ministero della Cultura e Fondazione Friuli, con il supporto di Connessioni Circolo Mario Fain Aps.

Sei i concerti in cartellone, da sabato 30 ottobre a sabato 4 dicembre, che si terranno nel Teatro Zancanaro di Sacile. Protagoniste le grandi stelle del jazz, com’è nel DNA del festival, il cui obiettivo è portare la musica dei più grandi jazzisti internazionali in Friuli Venezia Giulia, spesso declinata in progetti esclusivi e proposte nate appositamente per la rassegna.

Scorrendo il programma in ordine cronologico, quest’anno sono attesi i concerti di big quali il trombettista statunitense Theo Croker (sabato 30 ottobre) che a Sacile presenta il suo ultimo disco, “Blk2life || A Future Past”; il cantante jazz statunitense Kurt Elling che si esibisce con la Symphony Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis (venerdì 5 novembre); il trio guidato dal pianista, compositore e arrangiatore londinese, premiato ai Grammy, Bill Laurance (sabato 13 novembre); la band  del batterista tedesco Wolfgang Haffner (sabato 27 novembre) che presenta il suo ultimo album, “Haffner plays Haffner”.

Dai ritmi jazz made in USA e UK, passando per le atmosfere del Nord Europa, fino alla serata conclusiva dai ritmi caldi e avvolgenti, con il pianista cubano Omar Sosa e il maestro di kora e cantante senegalese Seckou Keita (sabato 4 dicembre).

SPECIAL GUEST

E, infine, un ospite davvero speciale, Vinicio Capossela (domenica 21 novembre), che ripropone, in esclusiva per il Nordest, e unica data insieme a quella del Jazz Mi di Milano, il suo primo disco, “All’una e trentacinque circa”, a trent’anni dall’uscita.

I CONCERTI

Si comincia sabato 30 ottobre, alle 21, con il concerto di Theo Croker, sul palco con Mike King alle tastiere, Eric Wheeler al basso e Shekwaga Ode alla batteria. Theo Croker è un cantastorie che parla attraverso la sua tromba. Un creativo che rifiuta ogni confine: un artista, compositore, produttore e influencer nominato ai Grammy Award, che proietta la sua voce attraverso la musica. Dopo il successo di “Escape Velocity” nel 2016, è salito a una nuova stratosfera con “Star People Nation” nel 2019, ottenendo una nomination nella categoria “Best Contemporary Instrumental Album” ai 62° Grammy Awards. Nel 2020, a causa della pandemia si rifugia nella sua casa di infanzia in Florida, dove crea il suo sesto e ultimo album Blk2life || A Future Past, che nasce da un vecchio e moribondo piano Fender Rhodes, la tromba e il suo magico talento.

Venerdì 5 novembre, alle 21, appuntamento con la stella del jazz internazionale, Kurt Elling che si esibisce con la Symphony Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis; al pianoforte, Glauco Venier mentre, a dirigere l’orchestra, è Valter Sivilotti. Una collaborazione preziosa quella tra l’Accademia Musicale Naonis e Kurt Elling, che vede i migliori musicisti del Friuli Venezia Giulia sul palco con il crooner di fama mondiale, per eseguire insieme un programma di canzoni e standard jazz. Vincitore del Grammy, Kurt Elling è tra i più importanti cantanti jazz viventi; ha vinto il sondaggio della critica Down Beat per quattordici anni consecutivi ed è stato nominato, per otto volte nello stesso arco di tempo, Male Singer Of The Year dalla Jazz Journalists Associations. Tutti gli album di Elling sono stati nominati per un Grammy.

Sabato 13 novembre, alle 21, appuntamento con il sound londinese del Bill Laurance Trio. Protagonista il pianista, compositore e arrangiatore inglese, Bill Laurance, che ha intrapreso una fiorente carriera solista in seguito al successo mondiale del gruppo Snarky Puppy. Con lui in formazione, il bassista Jonathan Harvey e il batterista Marijus Aleks. Laurance ha pubblicato il suo album di debutto da solista, Flint, nel 2014, seguito poco dopo da Swift. Il 2016 ha visto la pubblicazione della sua terza fatica da solista, Aftersun, seguito dal primo album dal vivo registrato alla Union Chapel di Londra. Del 2019 è il suo quinto album, Cables, in concomitanza con il lancio della sua etichetta discografica, Flint Music. Il suo primo concept album trae ispirazione dalla crescita esponenziale della tecnologia: una registrazione interamente solista in cui Laurance suona ogni strumento. Laurance ha recentemente contribuito al documentario, David Crosby: Remember My Name, e ha scritto la sua prima colonna sonora da lungometraggio per Un Traductor: entrambi i lavori hanno ricevuto una nomination al Sundance Film Festival.

Grande attesa, poi, per il concerto di Vinicio Capossela, domenica 21 novembre, alle 21: “Round One Thirty Five” evento speciale che il cantautore porterà soltanto al Jazz Mi di Milano e al festival Il Volo del jazz. Riproporrà a distanza di trent’anni (ormai 31 in realtà, ma l’anno scorso la pandemia ha impedito la celebrazione dell’anniversario) quel disco che diede inizio alla sua carriera – All’una e trentacinque circa – album di debutto che gli valse la Targa Tenco, successivamente attribuitagli altre quattro volte negli anni successivi. Un capolavoro di trepidazione e sincerità, pubblicato grazie al produttore Renzo Fantini, la cui title track è una parodia jazz dell’umanità di sognatori e delusi che popola la notte e i suoi bar. Canzoni suonate con gli stessi ingredienti, la stessa giovinezza piena di speranza, castelli di sabbia che sono durati nel tempo. Dopo quel disco Vinicio ha avuto la carriera che ha avuto, incommensurabile, ma quegli anni, quelle canzoni, quel disco, li ha sempre portati con sé in una confezione salva-freschezza che ha del miracoloso. Ed è uscito a settembre, edito da Feltrinelli, l’ultimo libro dell’artista, Eclissica, un lunario, un abecedario, un diario di bordo, una narrazione del visibile e dell’invisibile: un viaggio nell’opera di un autore, e un viaggio dell’autore nelle opere della vita. È un libro nato dall’oscuramento generale di una eclissi, che procede per lampi.

In collaborazione con Connessioni – Circolo Mario Fain APS nell’ambito di “Riflessi”.

Sabato 27 novembre, alle 21, il Teatro Zancanaro ospita il grande batterista tedesco, Wolfgang Haffner, in trio con Simon Oslender alle tastiere e Thomas Stieger al basso. Il due volte vincitore dell’Echo Jazz Award è senza dubbio il batterista tedesco più conosciuto, e allo stesso tempo, uno dei pochi musicisti tedeschi che hanno anche successo a livello mondiale. Ha suonato in 3500 concerti in 100 paesi, in tutti i continenti. La lista dei musicisti con cui Haffner ha fatto tour e registrato è quasi infinita: Al Jarreau, Chaka Khan, Pat Metheny, Gregory Porter, Jan Garbarek, Nils Landgren, Till Brönner, Esbjörn Svensson, The Brecker Brothers, Bill Evans, Bob James, Die Fantastischen Vier, Thomas Quasthoff, Albert Mangelsdorff, Konstantin Wecker, Klaus Doldinger, per nominarne solo alcuni. Come molti tra i migliori musicisti, però, Wolfgang Haffner non si è accontentato di suonare solo la batteria; fin dagli inizi della sua carriera ha iniziato a comporre e produrre. Ha prodotto artisti come Max Mutzke e la band fusion islandese Mezzoforte. Haffner ha pubblicato finora 18 album con il suo nome.

Sabato 4 dicembre alle 21, gran finale con due miti del jazz, il pianista Omar Sosa e il maestro della kora e cantante Seckou Keita, accompagnati dalla batteria di Gustavo Ovalles. Il leggendario duo, a Sacile, presenta SUBA, loro secondo album. Scritto e registrato nel 2020 durante il lockdown globale, il disco è un inno alla speranza, a una nuova alba di compassione e di cambiamento reale del mondo dopo la pandemia, nonché un richiamo viscerale ad una preghiera perenne per la pace e l’unione tra le persone. L’Oceano Atlantico separa Cuba e Senegal, paesi d’origine rispettivamente di Omar Sosa e Seckou Keita, una distanza temperata dalla loro comune e ancestrale connessione con l’Africa. SUBA significa ‘alba’ in Mandinka, la lingua nativa di Seckou, e l’alba è anche il suo momento preferito della giornata, un’ora di energia e speranza. Per Omar, l’album è una sentita reiterazione delle più antiche preghiere dell’umanità. “Il progetto è l’Africa, fatta a modo nostro. Presentiamo le nostre tradizioni, ma sempre nel rispetto e nell’ascolto dell’altro, con molta umiltà. Nessuno al commando, al comando c’è la musica, al comando c’è il messaggio. Ciò che l’Africa può insegnare al mondo è la spiritualità che si nasconde dietro ogni cosa” – dice Omar – “Siamo spesso schiavi della nostra pazza e umiliante società, dove tutti hanno bisogno di avere successo”.

Il concerto è realizzato in collaborazione con Caritas Diocesana Concordia-Pordenone e Cinemazero nell’ambito della rassegna “Gli occhi dell’Africa”.

GLI EVENTI “ATTORNO” A MINGUS

Da sempre la rassegna è completata e arricchita da alcuni eventi, che quest’anno ruotano attorno a una figura leggendaria, il geniale Charles Mingus, del quale nel 2022 ricorrerà il centenario della nascita. Un progetto realizzato in collaborazione fra Circolo Controtempo e Paff! Palazzo Arti Fumetto Friuli, che si esprime in più iniziative e che anticipa le celebrazioni di cui sarà costellato l’anno prossimo.

Il centenario di Charles Mingus, un libro e una mostra.

Scritta da Flavio Massarutto e disegnata da Pasquale Todisco “Squaz”, la graphic novel “Mingus”, pubblicata da Coconino Press (Fandango), è il ritratto di un musicista che è lo specchio di un’epoca, di un compositore geniale che è stato anche uno degli artisti più limpidamente impegnati a denunciare il razzismo. Nelle parole di Massarutto e nelle suggestive tavole di Squaz, che reinterpretano anche alcune celebri copertine dei dischi di Mingus, rivive la parabola bruciante di un uomo inquieto, sempre alla ricerca della perfezione, in perenne lotta con se stesso e col mondo: un maestro capace di lasciare un segno indelebile nel panorama musicale.

E proprio al PAFF! di Pordenone, inaugurata durante Pordenonelegge, sarà aperta fino al 19 dicembre la mostra “MINGUS – Master of Jazz”, che vede in esposizione le tavole originali di Squaz

Cover Jazz

E’ curata da Pasquale Todisco-Squaz anche la grafica della diciassettesima edizione de Il Volo del Jazz, che come ogni anno si affida a un grande artista per rappresentare il festival. Nato a Taranto nel 1970, Squaz ha esordito su riviste indipendenti del panorama nazionale e internazionale. In seguito ha pubblicato illustrazioni e fumetti sulle maggiori riviste italiane (Rolling Stone, Internazionale, Linus, La Lettura del Corriere della Sera). È autore di diversi graphic-novels tra i quali “Pandemonio”, “Minus Habens”, “Le 5 fasi”, “L’Eredità”, “Tutte Le Ossessioni di Victor” e “Saro Breve”. Il suo ultimo volume a fumetti è “Mingus”, su testi di Flavio Massarutto (Coconino Press/Ass.Cult.Controptempo). Attualmente è docente presso la Scuola Internazionale di Comics di Milano.

SHAPES OF JAZZ/FORME DI JAZZ

Nel corso della rassegna, quest’anno, il pittore e illustratore Andrea Venerus, insieme alla sua classe-laboratorio di disegno e pittura del PAFF! ritrarrà le protagoniste e i protagonisti de Il Volo del Jazz durante le loro esibizioni. Queste sessioni di disegno libero dal vivo saranno precedute da quattro incontri preparatori per imparare come “guardare” la musica, fermandone su carta movimenti e colori grazie ai pastelli ad olio in quella che potremmo definire una sinestesia “concreta”.

ABBONAMENTI, BIGLIETTI, INFORMAZIONI

Gli abbonamenti de Il volo del jazz si possono acquistare da mercoledì 29 settembre on-line sul sito www.vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati. 

Biglietti singoli dal 13 ottobre.  

Il concerto di Vinicio Capossela sarà in vendita da mercoledì 13 ottobre on-line sul sito www.vivaticket.it

Info +39 3516112644 / [email protected] 

1.985