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Nuova mostra a Udine: “La forma dell’infinito”

La mostra «La forma dell’infinito» è una chiave per entrare nell’arte moderna e contemporanea, scoprendone l’intenzione fondamentale:
rendere visibile che l’infinito è in agguato dietro la prima apparenza delle cose e che nel cuore umano abita un’immensa aspirazione all’infinito
o un’acerba pena nel caso lo si ritenga irraggiungibile.

La mostra “La forma dell’Infinito” intende dare al visitatore la percezione d’essere il destinatario di una rivelazione suggestiva, con opere che facciano sfiorare l’infinito. Basti pensare alle firme dei cinquanta capolavori, molte delle quali appartengono ai più importanti protagonisti dell’arte negli ultimi due secoli: Claude Monet, Paul Cézanne, Alfred Sisley, Henri Matisse, Dante Gabriele Rossetti, Michail Nesterov, František Kupka, Vasilij Kandinskij, Aristarch Lentulov, Natal’ja Gonarova, Odilon Redon, Maurice Denis, Jacek Malczewski, Mikalojus ?iurlionis, Nikolaj Rerich, Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Pablo Picasso, Emilio Vedova, Ernst Fuchs, Hans Hartung e altri ancora.

A quale infinito aspira l’uomo?
Alla verità piena.
Al bene che non delude mai.
Alla bellezza che non sfiorisce.
Ad amori e legami che superino la morte.
Alla pienezza dell’essere e della vita.
A Dio.
La tensione verso tutto ciò è causa dell’evoluzione,
ispirazione di ogni arte
e inquietudine di chi non s’arrende
a una vita materialistica e senza prospettive.

L’arte dà forma a questa tensione incantevole e misteriosa,
rappresentando intuizioni, enigmi, passioni, ricerche, attese, preghiere,
rivelazioni o, se la materia sembra l’unica realtà possibile, la dolorosa percezione di una finitezza senza prospettive.
L’ambizione dell’arte – specie nell’età moderna e contemporanea –
è ricordarci che l’uomo è una gigantesca domanda di infinito.

Nella mostra «La forma dell’infinito» linee, colori e materie hanno il potere di farcelo sentire. Un viaggio di cento anni di bellezza, dal figurativo all’astratto, nell’atmosfera mistica delle sale di Casa Cavazzini,
in contatto privilegiato con opere da capogiro, firmate dai più grandi geni dell’arte degli ultimi due secoli



“L’obiettivo di questa Amministrazione regionale è stato fin dal suo insediamento investire in grandi eventi di caratura internazionale che richiamano ampio pubblico nelle nostre città: in questi giorni ne abbiamo inaugurati tanti, dalla Barcolana a Ein Prosit e da oggi anche Udine diventerà polo di attrattività per amanti dell’arte e turisti, ci auguriamo, provenienti da Italia e Europa”.
Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini allo spettacolo che si è tenuto al teatro Nuovo Giovanni da Udine per l’inaugurazione della mostra “La forma dell’infinito” a Casa Cavazzini a Udine che apre oggi ai visitatori. Nella serata da tutto esaurito in cui il curatore della mostra don Alessio Geretti ha tratteggiato il profilo storico artistico dei cinquanta capolavori in mostra con l’accompagnamento musicale della FVG Orchestra diretta da Paolo Paroni e dal Coro del Friuli Venezia Giulia, l’assessore Bini ha ricordato che la Regione “ha fortemente voluto la mostra investendo notevoli risorse nella consapevolezza che questi eventi fanno bene alla città che li ospita ma anche a tutto il Friuli Venezia Giulia: stiamo lavorando – ha anticipato – a un nuovo progetto per Udine che riserverà importanti sorprese”.
La serata, in cui il repertorio con musiche di Brahms, Liszt, Respighi, Pärt, Martynov si è intrecciato alle immagini a tutto schermo dei capolavori impressionisti, è stata introdotta dai saluti del sindaco di Udine Pietro Fontanini e dell’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Cigolot, da Andreina Contessa, direttrice di Miramare e della Direzione Regionale Musei Friuli Venezia Giulia, da Lara Job per il Comitato di San Floriano di Illegio. 
Secondo il progetto voluto dal curatore, don Geretti – sacerdote udinese e direttore artistico delle mostre di Illegio – “La forma dell’infinito” è una chiave per entrare nell’arte moderna e contemporanea, anche per coloro che normalmente faticano a comprenderla, scoprendo una delle intenzioni fondamentali che hanno animato tanti pittori dalla fine dell’Ottocento e per tutto il corso del Novecento: rendere visibile l’infinito che dietro la prima apparenza delle cose sussurra – ha ricordato Geretti – alla mente e al cuore umano.
La mostra, che ha il sostegno di Regione Fvg, Promoturismo Fvg, Fondazione Friuli e numerosi partner privati, resterà aperta da oggi fino al 27 marzo 2022

ORARI

Lunedì 14:00-18:00
Martedì, mercoledì, giovedì 9:00 – 18:00
Venerdì, sabato, domenica 9:00 – 19:30
Ultimo ingresso 60 minuti prima dell’orario di chiusura.
Prenotazione necessaria.

PRENOTAZIONI

+39 0432 1279127
[email protected]
o tramite il pulsante PRENOTA

BIGLIETTI

INTERO
12 € con audioguida
(italiano, inglese, tedesco)
15 € con guida

RIDOTTO
(dai 12 ai 29 anni, oltre i 65 anni, “Amici dei Musei”,
tesserati ICOM International Council of Museums)
10 € con audioguida
13 € con guida

OFFERTA FAMIGLIE
(almeno un adulto + almeno un bambino)
Ridotto adulti +
gratuità per i minori di 12 anni

GRUPPI
(almeno 15 persone)
1 gratuità ogni 14 paganti
10 € con audioguida o con guida autorizzata
(tempo massimo di visita 90 minuti)
13 € con guida

SCOLARESCHE
Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie
di 1°grado gratuità per ogni insegnante
3 € se è l’insegnante a guidare
6 € con guida
Scuole secondarie di 2° grado
5 € se è l’insegnante a guidare
8 € con guida

GRATUITO
(con audioguida)
Minori di 12 anni;
persone con disabilità e loro accompagnatori;
possessori della FVG Card;
giornalisti con tesserino di riconoscimento;
chi ha il biglietto gratuito con audioguida
con 3 € può inserirsi in una visita con guida.

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