Bearzi

Lignano: il Vescovo di Udine Mazzocato: “Resistere al male”


“Al male possiamo resistere e si resiste assieme”. E’ il messaggio che l’Arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzoccato, ha lanciato alla comunità di Lignano Sabbiadoro riferendosi al duplice omicidio, nel corso dell’omelia della Messa celebrata stasera, a chiusura della stagione estiva, nella Chiesa di Lignano Sabbiadoro. Mazzoccato ha parlato di “violenza del male” che si è accanita “in modo incomprensibile” su Rosetta Sostero e Paolo Burgato. “Quando arriva – ha spiegato – il male fa paura perché è cattivo e cieco. E’ cieco perché è senza cuore e, quando colpisce, non vede davanti a sé il volto di un essere umano che implora almeno un estremo sentimento di pietà e di rispetto”. L’arcivescovo ha specificato che “chi si allea col male cerca di nascondersi, come fece a suo tempo Caino. Ma i colpevoli non sono nascosti agli occhi di Dio che vede anche nelle tenebre dei cuori. Davanti a Dio dovranno fare i conti con la propria coscienza”, auspicando che “provino un sentimento di pentimento anche se il danno fatto è irreparabile”. Questa “disumana violenza”, ha concluso il vescovo, “ci lascia profondamente segnati e turbati”

Testo integrale dell’omelia

Care sorelle e fratelli,

anche quest’anno, accogliendo l’invito del parroco, sono venuto a Lignano a celebrare una S. Messa quando la stagione turistica sta volgendo al termine.
La S. Messa è la più solenne preghiera di ringraziamento che i cristiani, riuniti in assemblea, innalzano a Dio e alla sua Provvidenza per i doni da lui gratuitamente ricevuti.
Sono doni di Dio la natura che ci accoglie, il mare, la sabbia, gli alberi della pineta. E’ dono di Dio la salute che ci permette di muoverci, di avere una vita serena, di fare tante esperienze. Ringraziamo Dio Padre e ricordiamo, così, che le cose più importanti che ci permettono di vivere bene non dipendono prima di tutto da noi ma ci sono regalate. Ringraziamo anche per i piccoli e grandi gesti di affetto, di stima, di aiuto che abbiamo ricevuto da persone vicine e anche per quelli che siamo stati capaci, a nostra volta, di donare. Sono questi gesti che illuminano le giornate facendoci sentire vicini e in comunione gli uni con gli altri.
Purtroppo, capita che una bella giornata di sole venga sconvolta improvvisamente da un furioso temporale che lascia dietro di sé confusione, disorientamento e, magari, qualche vittima.
La serena stagione turistica di Lignano è stata lacerata, in questi ultimi giorni, dalla violenza del male che si è accanito in modo incomprensibile sui due poveri coniugi, Rosetta Sostero e Paolo Burgato. Ne siamo tutti sconvolti perché, quando arriva, il male fa paura perché è cattivo e cieco. E’ cieco perché è senza cuore e, quando colpisce, non vede davanti a sé il volto di un essere umano che implora almeno un estremo sentimento di pietà e di rispetto. E’ preso solo da se stesso, dalle sue rabbie e smanie che lo spingono a diffondere tormenti e morte.
La Parola di Dio insegna che il male ha un nome: si chiama Satana, lo Spirito del male. Ed è per natura omicida e divisore. Lo Spirito del male, però, per agire in mezzo agli uomini ha bisogno di trovare delle menti e dei cuori umani che si prestano ad essere suoi alleati. Purtroppo li ha trovati, anche se non sappiamo chi sono perché chi si allea col male cerca di nascondersi, come fece a suo tempo Caino. Ma i colpevoli non sono nascosti agli occhi di Dio che vede anche nelle tenebre dei cuori. Davanti a Dio dovranno fare i conti con la propria coscienza e speriamo per loro che, quando si renderanno conto di ciò che hanno compiuto, provino un sentimento di pentimento anche se il danno fatto è irreparabile perché, come dice un salmo, “per quanto si paghi, non potrà mai bastare per riscattare dalla morte una vita umana”.
Anche noi umanamente non possiamo far più nulla per riparare il torto subito dai poveri e cari coniugi Rosetta e Paolo. La fede ci mostra l’aiuto che possiamo dare loro: nella preghiera li affidiamo al Cuore Santo di Gesù che si è lasciato squarciare sulla croce per diventare l’estremo rifugio e riposo per il popolo dei poveri stroncati dalla violenza e dal male. Di questo popolo fanno parte ora anche Rosetta e Paolo. Li raccomandiamo, allora, a Gesù che, soffrendo le torture della crocifissione e morendo, ha vinto la morte per lui e per noi. Li poniamo anche sotto il manto di Maria la cui bella immagine orneremo, al termine della S. Messa, con una corona di fiori. Lei è Madre che ha conosciuto il dolore e, per questo, è Consolatrice degli afflitti.
Al Cuore materno di Maria affidiamo anche la giovanissima mamma Isabella Maximo che, in un incidente sulle nostre strade, ha trovato la morte e ha lasciato tra noi le sue quattro creature.
Care sorelle e fratelli, permettete ancora una parola di incoraggiamento reciproco. La disumana violenza che si è abbattuta dentro una delle nostre case, ci lascia profondamente segnati e turbati. Vorrei, però, ricordare che al male possiamo resistere e si resiste assieme.
Gesù ha insegnato una preghiera che si conclude con l’invocazione: “Ma liberaci dal male”. A Satana e alla sua azione malvagia resistiamo se restiamo uniti a Dio, a Gesù e a sua e nostra Madre, Maria, con la preghiera. Non stanchiamoci di pregare nel segreto del nostro cuore, dentro le nostre famiglie, riunendoci in chiesa specialmente nella S. Messa.
Un’altra invocazione ha insegnato Gesù: “Non abbandonarci alla tentazione”. I carnefici del terribile delitto, prima hanno ceduto nella loro mente e nel loro cuore alla tentazione del Maligno e poi hanno agito. Tutti dobbiamo vigilare contro le tentazioni, grandi e piccole, all’egoismo, alla prepotenza, alla smania di avere, e reagire con sentimenti di generosità e di rispetto. In questo modo coltiviamo la comunione e la solidarietà in mezzo a noi ed alziamo uno scudo che resiste ad ogni male.
“O Padre, non abbandonarci alla tentazione e liberaci da ogni male”. Amen”.

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