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Pd Udine in assemblea: si discute delle amministrative

elezioni scheda comune
Anche il Pd cittadino, visto il bilancio delle elezioni amministrative appena concluse, ha fatto un’analisi. E ha scelto di farla con un’Assemblea che si è svolta lo scorso 21 giugno, nella sede di via Maniago. A riassumere i sentimenti più diversi, il segretario udinese del Partito, Enrico Leoncini. Le sue considerazioni partono da “lontano”, dal sistema nazionale: «Il segnale politico per il Governo Renzi era emerso già al primo turno delle amministrative, ai ballottaggi si conferma e risulta condizionato dalla per ora troppo fragile ripresa e dal conseguente pesante disagio sociale. – ha spiegato il segretario – L’obiettivo da raggiungere resta la crescita e per costruirla, in Italia e in Europa, bisogna affrontare problemi difficili». Detto questo però Leoncini ha anche ricordato che «la fiducia contagiosa e duratura, quella che permette a un Paese cambiare passo per davvero e di tornare a dare lavoro qualificato ai suoi giovani migliori, si misura sul terreno della produttività e sulla ripersa degli investimenti. Non ci sono soluzioni furbesche o visioni di comodo per nessuno. A ben vedere, non sono cambiati i presupposti per cogliere una grande occasione».

La situazione locale I democratici hanno però subito affrontato le questioni che li toccano più da vicino. Ricordando che «pur con qualche importante soddisfazione – come Palmanova, Latisana, San Vito al Tagliamento – sono persi i ballottaggi nei capoluoghi, Trieste e Pordenone». E si sono persi a favore di un «”usato sicuro”, come Dipiazza e Ciriani». Benché quindi, «questa consultazione abbia fatto emergere una situazione regionale abbastanza conservatrice, è anche vero che si registra una sempre maggiore “flessibilità” dell’elettorato e anche una sempre maggiore flessione nel numero di votanti». Dati significati, e che non vanno sottovalutati. Ma oggi secondo i dem udinesi non è il momento delle “colpe”, bensì il momento di lavorare sempre di più per e con i cittadini. «Non dobbiamo mai dimenticare – ha ricordato Leoncini – che a Udine l’Amministrazione cittadina ha cercato di dare risposte, considerando le politiche a favore dei cittadini, di chi ci vive e di chi ci lavora, come una sorta di ammortizzatore sociale in grado di ridurre – sul piano delle condizioni di vita e della sua qualità – l’impatto della crisi. Così come alla tutela delle fasce più deboli della società si sono accompagnate azioni a favore della ripresa economica e ciò con il Piano Regolatore e con azioni volte a promuovere o rendere obbligatorie le norme di sostenibilità energetica e ambientale che sono e saranno sempre di più la spina dorsale dell’economia della ripresa nel XXI secolo. Non dobbiamo anche dimenticare che, in linea con la storica vocazione europeista di Udine, l’amministrazione sta perseguendo importanti progetti e alcune importanti realizzazioni come il nuovo Stadio, il parcheggio sotterraneo di piazza Primo Maggio e del Museo di Storia Natura sono sotto gli occhi di tutti». Perciò in una fase in cui sfiducia, stanchezza, disorientamento la fanno la fanno da padrona, il Partito Democratico intende ripartire con sempre maggiore serietà.

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