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Pordenone, traina l’export regionale e la ripresina

FINANZA-ECONOMIA-E-MERCATI-04Vele dell’export gonfie nonostante le improvvise bonacce che anche nell’ultimo triennio hanno paralizzato il flusso dei mercati: il giudizio, di conforto e conferma, è frutto dell’incrocio dei dati Istat / Registro delle imprese raccolti ed elaborati da ConCentro, l’azienda speciale della Camera di Commercio che promuove per propria mission iniziative ed azioni a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese provinciali. E che quindi ha più di ogni altra l’obbligo di monitorare con attenzione le dinamiche dell’economia globale.

La sintesi riconferma Pordenone come «provincia export oriented» a fronte del più alto differenziale tra il peso in termini di numero di imprese e il peso percentuale sull’export regionale (3,2 punti percentuali contro il 2,0 di Gorizia, 1,0 di Trieste e il -6,2 di Udine), del maggior valore di esportazioni pro-impresa (alle spalle di Gorizia il cui valore è però e fortemente influenzato dal comparto monoblocco della cantieristica) e della più sensibile disparità tra le quote percentuali sul totale regionale del numero di imprese e saldo commerciale (11,1 punti percentuali contro il 2,5 di Gorizia, -5,1 di Trieste e -8,6 di Udine).

«Non dimentichiamo che nell’ultimo triennio – commenta Giovanni Pavan, Presidente di CCIAA Pordenone – la Destra Tagliamento ha offerto un contributo maggiore rispetto a quello delle altre province nel rafforzamento della propensione all’internazionalizzazione dell’economia regionale poiché, considerato il totale delle imprese, ha eguagliato la primatista Udine, con un aumento del 30,9%. Inoltre –
aggiunge Pavan – può vantare il più alto incremento delle esportazioni pro-capite impresa (10,7%) e il più alto incremento del valore dell’interscambio commerciale complessivo, pari al 6,3%».

Il macro numero regionale sulla dinamica delle esportazioni 2012-2014 è positivo (4,8%) ma distante di quasi un punto da quello Veneto (5,7%) o della media delle regioni nord-orientali (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna fanno insieme il 6,2%). Trieste ha trainato le esportazioni regionali con un +7,4% nel triennio seguite da Gorizia con +5,3%, Pordenone, anch’essa sopra la media regionale con un +5%, e Udine, che ha rallentato il trend con un più ridotto +3,4%.

È però nei valori assoluti di incremento che Pordenone traina: il suo contributo alla crescita delle esportazioni regionali, si diceva in premessa, è stata di importo pari a quello di Udine (il 30% cadauna) che
detiene però una quota del 42,3% delle esportazioni regionali (e del 48,4% delle imprese) contro il 29,3% di Pordenone (che annovera “solo” il 26,2% delle imprese).

Questa performance positiva sull’internazionalizzazione dell’economia pordenonese è confermata anche dal valore dell’export pro-capite impresa (valore export/n. imprese). Tralasciando il dato della provincia di
Gorizia, le imprese pordenonesi registrano il più alto valore dell’export per impresa pari a 145.143 euro, contro la media regionale di 129.494 euro e il dato più basso regionale di Udine con 112.849.

Dal 2012 al 2014 l’incremento dell’export pro-capite maggiore è a Pordenone con un +10,7%, ciò evidenzia una forte propensione dell’investimento per l’internazionalizzazione da parte delle imprese del Friuli occidentale. Seguono Trieste (+9%), Gorizia (+8,2%) e Udine (+7,8%). Il dato, corre l’obbligo di precisare, trova conferma considerando anche la dinamica del numero delle imprese nel periodo.

«Indicazioni estremamente positive anche dalla crescita nel triennio dall’interscambio commerciale complessivo (import+export) – aggiunge il Presidente Pavan – che posiziona il nostro tessuto produttivo al primo posto nella graduatoria con un +6,3% in rapporto al trend regionale che si attesta allo 0,3%, e quello di Gorizia, pari al 2,9%. In segno meno Udine e Trieste: -2,8% e -2,2%». Interessante è anche il dato sul saldo della bilancia commerciale: il Friuli Venezia Giulia viaggia nettamente in segno + (al 31/12/2014 era di 5.683.446.479). Al conseguimento di questo risultato contribuiscono per il 39,8% la provincia di Udine, per il 37,3% quella di Pordenone e, a seguire, Gorizia con il 12,5% e Trieste con il 10,4%. «Un dato straordinario nell’ottica del rapporto col numero di imprese».

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