Bearzi

Posto fisso: Cgil Friuli contro Monti

MontiMarioCameraDeputatiR4002 febbraio 2012 – Le affermazioni del Presidente del Consiglio suonano davvero come una presa in giro un po’ cinica dei giovani che sono per il 30% disoccupati e per il 50% titolari di un rapporto di lavoro precario. Prima di sollecitare il fascino di una continua sfida con se stessi nel cambiare occupazione ed evitare così la noia del posto stabile, sarebbe bene che il Governo si ponesse l’obiettivo di rendere possibile ai giovani l’accesso a un lavoro dignitoso (nel senso dell’art. 36 della Costituzione).
Penso che nessuno si illuda oggi di fare lo stesso lavoro per tutta la vita, ma che il passaggio da un’occupazione ad un’altra debba essere sostenuto da percorsi retribuiti di formazione, come avviene nei Paesi del Nord Europa. Su questi temi dovrebbe innanzitutto incentrarsi il confronto tra Governo e parti sociali, e non sull’art. 18. Se l’obiettivo fosse invece quello di legare la possibilità di trovare un’occupazione alla rinuncia, per essere assunti, di esercitare pienamente il ricorso in giudizio contro i licenziamenti discriminatori, ci sembrerebbe più un ricatto sociale e generazionale che una possibilità.

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