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Risiko fa cambiare nome al tavolo local FVG “Friko”

friko
Risiko ‘attacca’ un altro gioco da tavolo che mette in scena con ironia la storica contesa tra Trieste e il Friuli, e che per evitare guerre in tribunale decide di cambiare nome. “Friko”, gioco prodotto in mille copie subito esaurite a dicembre, rinuncerà alla k per diventare “Frico” nella seconda ristampa in uscita a marzo 2015. Il titolo del gioco, che fa riferimento al frico, tipico piatto friulano a base di patate, cipolle e formaggio, è stato modificato “su gentile richiesta dell’editore di un altro gioco da tavolo”, ha fatto sapere l’autore del gioco, Diego Manna. Secondo quanto si è appreso, Editrice Giochi, che detiene i diritti di Risiko in Italia, ha intimato agli autori di Friko di cambiare il titolo del gioco per evitare una causa. “Dopo il Tocai, anche il Frico cambia il proprio nome”, hanno commentato gli ideatori, alludendo alla contesa sul nome di un vitigno del Friuli di vino bianco, divenuto semplicemente “Friulano” sull’etichetta, dopo la vittoria dell’Ungheria. Frico è un gioco di guerra culturale che tratta con ironia la scherzosa diatriba campanilistica che spesso contrappone le città di Udine e Trieste. Il confronto bellico-umoristico avviene a colpi di tradizioni ed elementi culturali caratteristici delle due città, sullo sfondo dello scenario regionale.

FRiKo! è un gioco di guerra culturale che vuole trattare con ironia la scherzosa diatriba campanilistica che spesso contrappone le città di Udine e Trieste.
Il confronto bellico-umoristico avverrà a colpi di tradizioni ed elementi culturali caratteristici delle due città, sullo sfondo dello scenario regionale. I territori da conquistare saranno dunque da una parte i comuni friulani, dall’altra i rioni triestini, da Tolmezzo a Servola, separati dalla Bisiacheria, zona cuscinetto neutrale.

Ciascun giocatore, sei al massimo, potrà scegliere quale delle due popolazioni interpretare durante la partita. I triestini sono divisi in bobe, legere e nagane, i friulani in citadìns, contadìns e cjargnei.
A seconda della scelta, potrà quindi usufruire nell’arco del gioco delle carte triestine o di quelle friulane, quaranta per ciascun mazzo, ognuna raffigurante un elemento caratteristico della tradizione locale.
Per fare qualche esempio, tra le carte triestine c’è l’Omo Vespa, il tran de Opcina, la Barcolana, Gigi Pirola e la galina con do teste, mentre tra le carte friulane troviamo il cjalcjut, Florean e Venturin, il frico, el plevan di Malborghet e il Friuli Doc.

Tutte queste carte, a seconda dell’elemento caratteristico rappresentato, daranno dei bonus particolari e sempre scherzosi da utilizzare durante il gioco.

friko carte

La scatola contiene:

Un tabellone con 18 territori tipicamente friulani™, 18 territori tipicamente triestini™, 5 territori bisiachi e 2 territori indipendenti: Pordenone e Gorizia. Muggia ha accettato di aderire alla causa triestina, pur mantenendo un certo orgoglio indipendentista serenissimo.
Sei gruppi di armate (a forma di piccolo frico) di color teràn, blu, verde, rosso, arancio e tocai.
Due dadi, uno filofriulano e uno filotriestino.
Quaranta carte tipicamente triestine™, di color teràn.
Quaranta carte tipicamente friulane™, di color tocai.

Anche se nasce come gioco di battaglie, pupoli e longhi, il vero scopo finale di FriKo! è quello di contribuire alla conoscenza culturale reciproca degli abitanti della nostra regione, il Friuli Venezia Giulia.
Crediamo che uno dei migliori metodi per conoscere e comprendere sia quello basato sul divertimento. Imparare giocando è quello che in fondo facciamo fin da bambini.
Così, nel nostro piccolo, speriamo di stimolare i giocatori, siano essi bobe, legere, nagane, citadins, contadins o cjargnei, ad approfondire la conoscenza dei molti elementi culturali triestini e friulani presenti nel gioco.

GLI AUTORI:

Diego Manna, nato a Trieste il 4 marzo 1979. Biologo, scrittore, ecologista, ciclista viaggiatore, editore.

La sua passione per la scienza e le monade lo porta nel 2009 a rielaborare in chiave ironico-accademica le tradizioni triestine nel suo primo libro Monon Behavior, seguito a ruota da Monon Behavior Ciu (2009) e da Tre volte Monon Behavior (2010), che ad oggi superano le 10.000 copie vendute complessive.
Passa poi al dialetto triestino, pubblicando Zinque bici, do veci e una galina con do teste (2012) e Polska… rivemo! (2013), nei quali unisce la passione per i viaggi in bici con una rinnovata narratività tradizionale delle maldobrie di Carpinteri e Faraguna. L’ultimo titolo è stato premiato a Roma in Campidoglio col secondo posto nazionale per la letteratura dialettale.

Non riesce proprio a stare lontano dalle iniziative apparentemente folli ma fatte col cuore, ed è così che si ritrova tra gli organizzatori dell’Olimpiade delle Clanfe e della Rampigada Santa. La sua curiosità per la cultura regionale lo porta a collaborare con la serie televisiva “Felici ma furlans”, di cui ha curato la traduzione in dialetto triestino.

Erika Ronchin, nata a Trieste il 27 aprile 1979.
Geologa, riceve il premio straordinario di master 2008-2009 all’Universita’ di Barcellona.

Quotidianamente ricercatrice e ciclista di tutte le strampalate strade che la sua vita di vulcanologa giramondo l’ha portata a percorrere. Lascia in cuore su parecchi vulcani, tra i piu’ amati, il Mauna Loa e Nisyros. Vive in molti posti differenti di cui si appassiona e abbraccia la cultura.
Viaggiatrice per passione e per lavoro, ma con salde radici a Trieste. Affianca la carriera accademica all’amore per le sue terre e all’nteresse per l’arte e il disegno. Collabora a Monon Behavior Ciu (2009) e a Tre volte Monon Behavior (2010) curandone la grafica.

Il suo entusiasmo per le imprese bizzarre e la voglia di condividerle con gli altri la porta ad essere tra gli organizzatori dell’Olimpiade delle Clanfe e della Rampigada Santa di cui è anche l’Art Director. Le stesse passioni, accompagnate dal desiderio di avvicinare Friulani e Triestini, la portano ora a curare la grafica di FRiKo!

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