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Saldi 2012: 7 su 10 non rinunciano. Spesa media 200 euro

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Conto alla rovescia per la grande corsa, domani, ai saldi invernali 2012. Mancano poche ore ormai all’ora X nella quasi totalità delle città italiane. Anche il Molise ha deciso alla fine di allinearsi alla data unica, anticipando dal 7 al 5 gennaio il fischio d’inizio. Così da Milano a Roma, dal Nord al Centro al Sud finalmente si parte. Nonostante la crisi e la manovra, a non rinunciare all’occasione saranno 7 italiani su 10, secondo la Confcommercio, i quali spenderanno meno di 200 euro a testa. Sale infatti la percentuale dei consumatori (+11,4% rispetto al 2010) che mette a disposizione un budget più limitato. Il 25,9% dichiara che spenderà tra i 200 e i 400 euro (erano il 35,3% lo scorso anno), dice l’indagine Confcommercio e Format Ricerche. Cappotti, abiti, scarpe e maglioni, meglio se griffati, saranno come sempre i bersagli preferiti, ma la novità riguarda le percentuali di sconto che quest’anno partiranno da subito con lo sprint: il 50% verrà proposto dalla quasi totalità delle imprese (96,5%). Effetto anche dell’aver giocato d’anticipo di molti negozianti. Negli show room del quadrilatero milanese della moda, i saldi ‘sotterranei’ sono iniziati da un mese. E dovunque, in molti negozi di abbigliamento, calzature e accessori, da giorni basta chiedere, “lo sconto viene comunicato alla cassa” è la risposta delle commesse. “Di fatto le vendite natalizie sono state accompagnate dalle offerte in presaldo, un segnale della crisi con la necessità di anticipare la liquidità”, spiega Mauro Bussoni, vice direttore generale della Confesercenti. “Le aspettative? Avere una buona affluenza nei primi giorni, poi si rischia di andare in depressione – prosegue -: la stagione natalizia, soprattutto per l’abbigliamento, non è andata bene, i cali di vendite sono stati tra il 10 e il 20% sul 2010, i saldi potrebbero quindi rappresentare una buona occasione, certo si partirà da percentuali di sconto più elevate”. I consumatori comunque dei saldi si fidano: 9 su 10 giudicano buona la qualità dei prodotti, oltre sei consumatori su 10 si sentono tutelati e per il 73,6% è più importante la qualità che non il prezzo, dice ancora la Confcommercio. Quasi uno su 4 (23%) compra stabilmente su Internet. Cala invece l’appeal per la griffe: diminuisce di oltre 17 punti percentuali (dal 28,6% dell’anno precedente all’11,1%) la quota di acquirenti che punta al capo firmato. Ad attendere la fatidica ‘ora X’, sono soprattutto donne, tra i 25 e i 44 anni, residenti al Centro, Sud Italia e aree metropolitane. Le previsioni degli imprenditori sull’andamento dei saldi – sottolinea la Confcommercio – sono meno ottimistiche dell’anno scorso, con appena il 25,5% delle imprese che prevede un aumento delle vendite a fronte del 27% dell’anno scorso. Gli outlet invece si aspettano afflussi di massa: molti hanno allestito servizi di autobus.

Fonte: ANSA

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