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Sicurezza: Roberti, con nuova legge cittadini Fvg più tutelati

Trieste, 10 mar – “Sul tema della sicurezza non ci dovrebbero
essere barriere ideologiche, perché, al di là delle statistiche,
fino a che viene commesso un reato e c’è un cittadino danneggiato
la pubblica amministrazione deve fare tutto quello che è nelle
sue possibilità per evitare che quel reato venga perpetrato”.

Così oggi l’assessore regionale alla Sicurezza del Friuli Venezia
Giulia, Pierpaolo Roberti, nel corso del dibattito in Consiglio
regionale sull’approvazione del disegno di legge n.125
“Disciplina in materia di politiche integrate di sicurezza e
ordinamento della polizia locale”.

“Purtroppo – ha detto l’assessore – nella discussione odierna è
emersa da parte dell’opposizione una mistificazione della realtà,
con riferimenti fantasiosi su improbabili ronde armate o la
creazione di fantomatiche truppe di poliziotti in borghese.
Spiace francamente aver assistito a questa deriva, anche perché
segnalo che, relativamente al tema dei volontari, in alcuni
comuni governati dalla parte politica afferente alla minoranza in
Consiglio regionale sono operativi ‘i volontari per il controllo
del territorio’, i quali evidentemente, a differenza di altre
esperienze analoghe, sono delle ronde buone”.

Nel dettaglio degli argomenti Roberti si è soffermato sul
concetto della sicurezza percepita, sostenendo che se, cifre alla
mano, il Friuli Venezia Giulia è una regione sicura, ciò non
significa che esista un limite del numero di reati accettabile in
base al quale l’amministrazione può rimanere inerte. Per questo
la Regione ha inteso innovare e aggiornare la normativa in
materia che risale al 2009.

Per quel che riguarda determinate critiche in Aula sull’effetto
della legge per i comuni più piccoli, l’assessore ha chiarito che
la norma va invece ad aiutare con un contributo economico quegli
enti di limitate dimensioni che non hanno nel proprio organico
agenti di polizia municipale, cosa che attualmente non accade.
“La norma inoltre – ha aggiunto Roberti – disciplina la
possibilità per un ente che non dispone di figure specialistiche
di Polizia locale (su commercio, ambiente, edilizia e incidenti
stradali) di poter essere supportato con unità di organico
provenienti da un altro comune.

L’assessore ha poi replicato sul “controllo di vicinato” che vede
già diverse esperienze attivate sui territori in maniera
politicamente trasversale. “La legge – ha sottolineato
l’assessore – si limita a riconoscere valore morale a questo tipo
di progetto, quindi niente di particolarmente eversivo”.

Infine, a fronte di alcuni riferimenti espressi in Aula a un
ritorno della figura del vigile urbano di vecchio stampo non
inquadrato come appartenente alle forze dell’ordine, Roberti ha
ricordato che “non da ieri, ma dal 1986 l’ordinamento statale
attribuisce funzioni di pubblica sicurezza alla polizia
municipale”.
ARC/GG/ep

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