Bearzi

Tour alla scoperta degli affreschi di Giovanni Antonio de’ Sacchis

Hanno registrato il tutto esaurito le visite guidate in pullman alla scoperta delle opere di Giovanni Antonio de’ Sacchis nel pordenonese, promosse da Comune di Pordenone assieme a PromoturismoFvg in collaborazione con Diocesi di Concordia Pordenone, Atap e i Comuni toccati dal tour. In particolare le ultime, svoltesi nei mesi di gennaio e le prossime in programma a febbraio, sono state prenotate con diverse settimane di anticipo da un pubblico, che giustamente non voleva perdere questa occasione: visitare, accompagnato da una guida esperta e coinvolgente, le chiese affrescate dal grande artista, dislocate nel territorio.

“L’ottimo riscontro avuto da questa proposta – sottolinea l’assessora al turismo Guglielmina Cucci, che ha lavorato all’iniziativa assieme al collega della cultura Tropeano – ci gratifica e ci incoraggia a proseguire su questa strada. Abbiamo dimostrato la grande valenza che la cultura e la storia del territorio hanno come attrattiva turistica. Ammirare le opere nel loro contesto originale, pietre preziose incastonate in un paesaggio unico, fatto di borghi antichi, sapori e persone, ha un grande valore aggiunto, che la gente apprezza e ricerca. La collaborazione con PromoturismoFvg in questo è stata fondamentale, sia per l’organizzazione che per la promozione. E’ stato un grande lavoro di squadra, che ha visto in prima linea anche la Diocesi di Concordia Sagittaria, senza dimenticare Atap. Il turismo slow ed esperienziale è la giusta linea di indirizzo per un territorio come il nostro, che va visto nel suo insieme, andando oltre le logiche del campanilismo. Il Cammino di San Cristoforo, altro progetto al quale stiamo lavorando, ne è un altro esempio”.

Se la grande mostra, in chiusura il 2 febbraio, ha dato modo di apprezzare le grandi pale e valutare il Pordenone in confronto coi suoi contemporanei, i tour hanno permesso di godere, con la comodità del pullman, la sua straordinaria maestria nella tecnica dell’affresco. In questo ambito l’artista ha lasciato una eredità importante in città e in provincia. Le località toccate dai tour sono Spilimbergo, Vacile, Valeriano, Pinzano, Gaio, Valvasone Arzene, Travesio, San Martino al Tagliamento, Tauriano, Lestans. Essi offrono un excursus completo sull’evoluzione artistica e la maturità del Pordenone, comprendendo sia affreschi realizzati in giovane età come Gaio e Valeriano (il primo datato ufficialmente), sia quelli espressione della sua ricerca più avanzata come l’abside di Travesio, “la cappella Sistina della pedemontana” o le spettacolari portelle dell’organo del Duomo di Spilimbergo, con i suoi scorci innovativi. Dal Vasari il Pordenone  fu definito “il più raro e celebre nell’invenzione delle storie, nel disegno, nella bravura, nella pratica de’ colori, nel lavoro a fresco, nella velocità, nel rilievo grande et in ogni altra cosa delle nostre arti”.

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