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Udine: inaugurata la nuova biblioteca Santa Lucia

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Nuova sede principale, intitolata a Santa Lucia, per la Biblioteca umanistica e della formazione dell’Università di Udine, realizzata nell’ex chiostro conventuale del ‘300 dedicato alla martire, nel cuore del capoluogo friulano (via Mantica 3). Il nuovo polo bibliotecario raccoglierà circa 300 mila volumi, in parte ancora collocati in varie sedi cittadine dell’Ateneo. Obiettivo finale del progetto di razionalizzazione della Biblioteca è concentrare progressivamente in un’unica sede, che comprende oltre all’ex chiostro anche l’adiacente ex chiesa di Santa Lucia, tutto il patrimonio bibliografico dei settori umanistico e della formazione. Questo per garantire la massima fruibilità da parte dell’utenza interna ed esterna e la confortevolezza degli spazi e degli ambienti. In questo modo il palazzo Santa Lucia diventa un modello nel processo di valorizzazione degli spazi e di comunicazione visuale dell’Ateneo, e di apertura e dialogo delle sedi universitarie con la città. La Biblioteca conta infatti circa 360 mila passaggi annui, con oltre 6000 utenti tra studenti, docenti ed esterni. I lavori di allestimento del palazzo e di trasferimento dei volumi sono durati circa un anno con un investimento di circa 300 mila euro.

L’inaugurazione della nuova sede di Santa Lucia è avvenuta oggi nel giorno che la Chiesa cattolica dedica alla santa. Al taglio del nastro sono intervenuti, fra gli altri, il rettore dell’Ateneo friulano, Alberto De Toni, i delegati alle biblioteche e alle banche dati, Andrea Tilatti, e per l’uso e la valorizzazione degli spazi di Ateneo, Christina Conti.

«La nuova sede della Biblioteca umanistica e della formazione – ha detto De Toni – è una struttura di straordinaria bellezza, accessibilità, accoglienza, razionalità e comfort finalizzata alla massima fruibilità da parte dell’utenza, studenti, docenti e cittadinanza, nello spirito della massima apertura, disponibilità e collaborazione con il territorio e la sua gente che caratterizza l’Università di Udine con l’obiettivo di fare della cultura e dell’istruzione a tutti i livelli un bene condiviso».

La biblioteca

Nel palazzo Santa Lucia sono stati finora traslocati oltre 210 mila volumi, un passo fondamentale che è stato accompagnato dall’accorpamento dei periodici e dei fondi speciali a palazzo Antonini. A seguito di ciò sono state chiuse e destinate ad altro uso le sedi della Biblioteca note come Monografie Petracco e Italianistica (palazzo Antonini), via Zanon (palazzo Politi Camavitto) e Centro internazionale per il plurilinguismo (Cip). «Con la nuova sede di Santa Lucia – ha detto Tilatti – si è intrapreso un cammino risolutivo per l’annoso problema della dispersione delle sedi della Biblioteca umanistica e della formazione agevolando così l’utilizzo della biblioteca da parte degli utenti, in prima istanza studenti e docenti, ma favorendo l’apertura anche alla cittadinanza».

L’offerta bibliografica

Nel palazzo Santa Lucia sono stati allestiti – nell’interrato e piano terra e al primo piano (in scaffali aperti fissi e archivi compattabili) – circa 5250 metri lineari di monografie provenienti dalle sedi di Monografie Petracco, Monografie Mantica (attuale palazzo Santa Lucia), Italianistica e Periodici, Zanon e Centro internazionale per il plurilinguismo. Nei corridoi principali sono collocati repertori, opere di consultazione, enciclopedie, dizionari e testi utili per la ricerca bibliografica, nonché materiale con grandi formati. Nel corridoio principale è presente anche uno spazio per il materiale musicale che raccoglie partiture e quasi 1700 cd musicali. Fra le discipline presenti nella biblioteca (secondo la classificazione decimale Dewey) si segnalano, fra le altre: bibliografia, biblioteconomia, editoria, manoscritti e papiri; filosofia e psicologia; religione; scienze sociali; linguistica e lingue specifiche; scienza; tecnologia; arti figurative, fotografia, musica e cinema; letteratura (francese, greca, inglese, italiana, latina, slave, spagnola, tedesca); storia e geografia. Alla raccolta di monografie moderne si aggiunge la Biblioteca Austriaca, prestigioso fondo continuamente aggiornato, donato all’Ateneo dalla Repubblica austriaca.

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Gli spazi e i servizi

La biblioteca mette a disposizione una cinquantina di posti a sedere per la consultazione e la lettura, 14 postazioni al computer collegati a internet per le ricerche bibliografiche, una saletta di 15 posti per riunioni e incontri, anche con l’utenza; due sale per le fotocopie e una per la lettura dei microfilm. Tutti i locali sono dotati di wi-fi e mantenuti in condizioni climatiche e d’illuminazione costanti per preservare l’integrità delle opere bibliografiche e la salubrità degli ambienti. Con la bella stagione è possibile usufruire anche del giardino del chiostro. Per avvalersi dei servizi tradizionali (prestito, consultazione, rinnovo, prenotazione, banche dati e risorse bibliografiche online, fornitura documenti, audiovisivi) bisogna essere iscritti al Sistema bibliotecario d’ateneo. Studenti, docenti e personale sono iscritti automaticamente, gli esterni devono compilare un apposito modulo. Come tessera della biblioteca si utilizza per tutti gli utenti la tessera sanitaria regionale. È disponibile un catalogo online (www.uniud.it/primo) con tutte le informazioni sul patrimonio posseduto (libri, riviste, tesi di dottorato, risorse elettroniche, ebook), le opere in via di acquisizione, i prestiti, le prenotazioni e la possibilità di accedere ad altri servizi come il prestito interbibliotecario e la fornitura documenti.

I fondi speciali

Attualmente i fondi speciali sono 22, composti da pubblicazioni monografiche e periodiche antiche, rare e di pregio e da documenti di diversa natura (carteggi, atti ecc.). Si tratta dei fondi Bolaffio, Bottasso, Cantoni, Carluccio, Fahy, Cronia, Gusmani, Maltese, Mor, Pallucchini, Peresson, Perusini, Pilotti, Pisani, Praga, Tagliavini, Zolli. Non sono al momento consultabili, perché in via di catalogazione, i fondi Filipuzzi, Galleria Plurima e Florio. In generale, si tratta di materiale raccolto da istituzioni o personaggi emeriti e poi donato all’Ateneo o acquistato dallo stesso oppure ricevuto in comodato. Negli anni la Biblioteca si è inoltre arricchita attraverso donazioni che sono state integrate nelle raccolte principali. I fondi Bertacchi, Lazari e Panicali saranno integrati dopo la catalogazione. Al momento i fondi sono conservati nell’adiacente palazzo Antonini in attesa del trasferimento nella nuova sede.

I periodici e gli audiovisivi

I periodici della Biblioteca, attualmente conservati a palazzo Antonini, consistono in 3334 testate di cui 639 correnti. La sezione audiovisivi, Cinemantica, conserva quasi mille Dvd.

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Gorizia

La Biblioteca umanistica e della formazione ha sede anche nel polo di Gorizia dell’Ateneo dove si possono trovare circa 600 volumi e una settantina di titoli di periodici.

Modello di apertura, comunicazione e valorizzazione delle sedi

Con questo intervento la sede di Santa Lucia diventa modello per il processo avviato dall’Ateneo di razionalizzazione degli spazi e dei servizi, di valorizzazione degli ambienti e di comunicazione integrata. Il nuovo allestimento del palazzo rientra, come il Laboratorio di meccatronica avanzata Lama FVG, nelle diverse azioni coordinate dal delegato per l’uso e la valorizzazione degli spazi di Ateneo, Christina Conti. Il piano di interventi pone particolare attenzione agli spazi comuni, ai servizi per gli studenti e alla comunicazione (grafica, segnaletica, visuale, stradale) declinando i diversi temi secondo le caratteristiche delle diverse sedi universitarie, parte di un patrimonio edilizio vario che si contraddistingue per la presenza di edifici di pregio storico e rilevanti strutture didattiche e laboratoriali distribuite nel tessuto urbano. Inoltre, c’è l’obiettivo di condividere con il territorio le questioni legate alla mobilità e ai servizi per una sicura e sostenibile fruibilità delle sedi in relazione al contesto urbano in cui si collocano. «La nuova sede della Biblioteca umanistica e della formazione – spiega Conti – rafforza il rapporto con la città di Udine perché non è solo la biblioteca, ma è tutta una struttura che si apre alla cittadinanza come possibile elemento di sinergia con il Comune in una strategia di apertura e condivisione degli spazi e dei servizi pubblici».

Il Sistema bibliotecario d’ateneo

La Biblioteca umanistica e della formazione fa parte del Sistema bibliotecario d’ateneo (https://www.uniud.it/it/servizi/servizi-studiare/biblioteche) di cui fanno parte anche le biblioteche economica e giuridica, medica e scientifica e tecnologica. Complessivamente, il Sistema conta quasi 851 mila volumi, oltre 1800 abbonamenti, circa 48700 periodici elettronici, 93 banche dati bibliografiche elettroniche e 518 posti lettura.

Il Convento di Santa Lucia o degli Agostiniani

Restaurato nei primi anni ’70 del secolo scorso dall’architetto Gianni Avon, assieme alla chiesa limitrofa, il complesso ospitò gli Agostiniani dal 1381 fino al 1772, quando il convento venne soppresso dal Senato Veneto. Nel 1775 le monache francescane di San Nicolò acquistarono il complesso che assunse le caratteristiche interne ancora oggi riconoscibili. Nel 1806 anche le monache francescane furono colpite dai decreti soppressivi napoleonici e dovettero abbandonare Santa Lucia. Già all’epoca la struttura comprendeva, oltre al chiostro, ristrutturato su progetto dell’architetto Gianni Avon, e alla chiesa, l’edificio retrostante la chiesa e il corpo a filo strada lungo via Mantica. Fanno parte del complesso restaurato anche la casetta a due piani di epoca seicentesca, pure prospiciente su via Mantica, già sede del Consorzio universitario del Friuli, e una costruzione di epoca abbastanza recente ridossata al chiostro ed affacciata sul parco. Nel 1808 l’ex convento divenne sede dell’Intendenza di Finanza, secondo la tendenza napoleonica di adibire per usi pubblici le proprietà religiose o conventuali. La chiesa di Santa Lucia è stata fondata nel 1367 da tre sorelle di nobile famiglia udinese. Pochi anni dopo venne istituita anche una confraternita dedicata a Santa Lucia. Nel ‘500 gli Agostiniani trasformano la cappella in chiesa, che divenne tra le più belle e vaste di Udine, con annesso il convento limitrofo. La storia e le trasformazioni della chiesa sono legate fin dal principio all’opera di facoltose famiglie udinesi, attraverso doni in denaro e altri aiuti, i cui discendenti prendevano i voti e si trasferivano in convento. La sistemazione definitiva, corrispondente più o meno all’attuale facciata, è del 1852.

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