Bearzi

Udine: per Dissonanze altre due date – 9/11 giugno 2016

12119377_10207765755286178_327031824_oAlla fine di giugno la prima stagione musicale della rassegna Dissonanze giungerà a conclusione.
Inaugurata il 7 novembre 2015, Dissonanze è organizzata dal Circolo Cas*Aupa, dal CSS Teatro
Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione Must – Il Cassonetto, con il
sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRUP.
In questi sette mesi di rassegna per diciannove volte Dissonanze ha portato sui palchi di Udine
musicisti e artisti di fama nazionale e internazionale.

Il 9 giugno si esibiranno gli ANY OTHER alle ore 19:30 al Social Garden di Cas*Aupa.
Due anni fa nasce il progetto Any Other di Adele Nigro e nel settembre 2015 esce il primo
disco “Silently. Quietly. Going Away” per Bello Records. Dieci brani che raccontano chi è
Adele, cosa le succede, cosa le piace e cosa no, cosa ascolta e cosa sa fare con una chitarra in
mano. Un disco che scorre con assoluto piacere per quaranta minuti, con la voce di Adele a
dipingere storie dalle tonalità diversissime, che parlano di distacchi difficili (“Gladly
Farewell”), o di paesaggi immaginifici suscitati dallo studio della poesia di Coleridge (“Blue
Moon”). Perché Adele ha talento, sensibilità e un’incredibile solidità per i suoi ventuno anni
appena compiuti. Ma qui non c’è solo Adele: canzone dopo canzone, arrangiamento dopo
arrangiamento, i giovanissimi Erica Lonardi (non ancora ventenne) e Marco Giudici sono
diventati parte imprescindibile degli Any Other, ormai un trio a tutti gli effetti, capace di
offrire soluzioni diverse andando oltre il classico pattern chitarra-basso-batteria.

L’11 giugno suonerà il DUO BUCOLICO alle ore 19:30 al Social Garden di Cas*Aupa.
Si chiama “Cosmicomio” il nuovo (e sesto) disco del Duo Bucolico, l’irriverente coppia
cantautoriale composta da Antonio Ramberti e Daniele Maggioli, uscito per La
Fabbrica e Cinedelic. “Cosmicomio” è il manicomio ipnotico dove noi tutti viviamo, è un
buco nero dove nascono canzoni che sono fiori di pixels, racconti inverosimili e fiumi di
elettroni: un mondo cosmico, chimico, mimico e, perché no, comico. È un’iperbolica
avventura, lucida ma febbricitante, nei sintetizzatori e nelle drum machines, posti al servizio di
una forma canzone sempre più solida, ma urlata a mo’ di cornacchia.

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