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Udine: per gli industriali un 2011 di tenuta; timori per il 2012

Da sinistra Alberto Toffolutti, Adriano Luci, Marco Bruseschi ed Ezio LugnaniNel suo intervento, Luci, assieme al presidente del Comitato per la Piccola Impresa, Alberto Toffolutti, e al delegato all’Internazionalizzazione Marco Bruseschi, si è dapprima soffermato sui noti scenari di incertezza dell’economia nazionale e internazionale. “Per il nostro Paese diventa comunque fondamentale ripristinare la fiducia e la credibilità reputazionale “che vanno perseguite non solo con il rigore del risanamento, ma anche migliorando le condizioni di competitività e di attrattività”.

Competitività di cui c’è bisogno anche in Friuli Venezia Giulia   In uno studio curato dalla Commissione europea sull’indice di competitività regionale, su 268 regioni appartenenti all’Unione europea il Friuli Venezia Giulia si colloca al 172° posto, nella fascia bassa del livello intermedio.

“In relazione ai vincoli della finanza regionale ed alla necessità di sviluppare politiche industriali per obiettivi prioritari, non pare quindi rinviabile – ha evidenziato Luci – il riordino degli strumenti di intervento puntando sulla promozione dell’innovazione e sostenendo i progetti di rafforzamento dimensionale a partire dalle aggregazioni. In questo senso il ruolo dei principali strumenti come Mediocredito, Friulia, Frie e Agemont è centrale. I Confidi vanno valorizzati nella loro funzione “mutualistica”, e in questo senso sostenuti nel rafforzamento patrimoniale, per l’ampliamento dell’accesso al credito. Il pregresso delle domande presentate sulla legge di sviluppo competitivo, la LR 4/2005, va affrontato in modo risolutivo. Allo “scandalo” di ritardi intollerabili nelle istruttorie non deve aggiungersi quello dell’indifferenza”.

“La Regione – ha poi osservato il presidente di Confindustria Udine – si è prodigata per affrontare le problematiche del lavoro la cui criticità è accentuata dallo stock della cassa integrazione straordinaria e dall’incidenza di quello sulla mobilità. Politiche difensive possono essere mantenute ma soprattutto vanno rilanciate le politiche attive puntando sulla occupabilità e sull’occupazione dei giovani”.

“Percorsi di crescita – ha aggiunto Luci – presuppongono “grandi” progetti nei quali possano identificarsi le prospettive dell’intera comunità regionale Non c’è crescita senza grandi progetti di sistema. La “grande” prospettiva della Regione è legata alla valorizzazione del suo ruolo internazionale: non ci sono alternative, o la Regione viene “scavalcata” dai traffici internazionali di transito o riesce a renderli una occasione di sviluppo. Il progetto Unicredit-Maersk si inserisce in questa logica presentando un’opportunità di crescita che va colta. In questo senso vanno incoraggiati gli sforzi della Regione perché questi obiettivi strategici possano essere conseguiti”.

Luci ha poi reso noti i risultati di una indagine congiunturale rapida effettuata tra il 9 e il 13 gennaio che ha coperto un campione di 70 industrie manifatturiere associate. Alla domanda sulla valutazione dei risultati nel 2011, il 46% dei rispondenti ha dichiarato che l’anno è stato contrassegnato da un andamento in crescita, il 22% ha registrato una diminuzione, per il 32% è risultato stabile. Quindi il saldo è risultato positivo, + 14. Le previsioni per il 2012 sono improntate all’inversione di tendenza. Infatti la quota di coloro che pronosticano un andamento di crescita scende al 20% mentre si rafforza al 24% la quota di coloro che stimano una diminuzione della produzione. Per il 56% dei rispondenti il giudizio è di stabilità. Il saldo diventa quindi negativo, – 4. Le previsioni non favorevoli per il 2012 si riflettono sui giudizi sull’andamento dell’occupazione. Scende dal 28% al 13% la quota di coloro che prevedono un incremento dell’occupazione, il 76% giudica che rimarrà stabile, l’11% che diminuirà.

Il presidente Luci ha quindi affrontato varie tematiche riassunte nella necessità di comportamenti improntati alla serietà, all’etica e alla equità. Da qui anche la condivisione nella lotta all’evasione “perché noi difendiamo le imprese che rispettano le regole”.

Luci si è però voluto anche togliere un sassolino nei confronti delle agenzie di rating, “in mano alle banche d’affari americane”. “Non possiamo vivere di solo spread. Parliamo dei veri spread che penalizzano il sistema Paese: quando, ad esempio, il trasporto delle merci su rotaia è metà o l’energia elettrica ci costa il 20% in più rispetto alla Germania. Le domande che ci dobbiamo porre sono pertanto altre: quanta banda larga disponiamo, quanto dobbiamo aspettare per avere un’autorizzazione?”.

Confindustria vuole però guardarsi anche dentro di sé. “Per il dopo Marcegaglia – ha rimarcato Luci – sono convinto che come Friuli Venezia Giulia saremo capaci di esprimere un unico nominativo. A livello personale preferirei una persona giovane, che sappia trasmettere energia. Illy? Alla domanda di un giornalista ho solo risposto che mi piacerebbe Illy come presidente. Ogni discorso è però prematuro. Aspettiamo i lavori dei saggi”.

Un cenno, infine, alle priorità di Confindustria Udine per il 2012: tra di esse ci sono il supporto alle imprese sul fronte dell’internazionalizzazione, l’accesso al credito, la costruzione di percorsi a favore di persone che hanno perso il lavoro anche attraverso una riconversione delle loro competenze, l’aggregazione pure con la collaborazione dell’Università di Udine e la sensibilizzazione sulle logiche della sicurezza con l’indizione della seconda edizione del Festival della Sicurezza.

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