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Udine: Smog, in vigore nuovo Piano di Azione Comunale

smog
L’Arpa ha comunicato agli uffici Ambiente del Comune di Udine una previsione, “almeno fino all’11 gennaio compreso”, di uno sforamento del valore limite stabilito dalla legge per le polveri sottili, di 50 microgrammi medi giornalieri. Per questo motivo il Comune di Udine informa che entrano in vigore, almeno fino a quella data, le misure previste dal nuovo Piano di Azione Comunale (Pac) per il contenimento dell’inquinamento atmosferico e la riduzione degli agenti inquinanti nell’aria. Entra dunque in vigore l’obbligo di abbassare da 20 a 18 le temperature medie impostate internamente agli edifici. Resta sempre valido, inoltre, l’obbligo di utilizzo di legna e pellet conformi alle specifiche norme Uni. Dal 15 ottobre al 31 marzo vige il divieto di accensione di fuochi all’aperto. Nulla cambia rispetto agli altri giorni, invece, per quanto riguarda la circolazione dei veicoli.

“Con il nuovo piano antismog varato dall’amministrazione comunale diventa un vero e proprio rebus poter accedere a Udine e fruire dei servizi e delle attività commerciali”. Lo sostiene oggi il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, commentando le nuove linee del Piano di azione comunale (Pac) predisposto contro l’inquinamento da polveri sottili. Per Fontanini il Pac “si rivelerà perfetto per accelerare la perdita di centralità del capoluogo del Friuli, che si avvia verso una lenta agonia a tutto vantaggio di ben altri centri, non certo cittadini, bensì commerciali. Si dovrebbero attuare ben altre politiche ambientali per riuscire ad abbassare i livelli di Pm10, non certo attraverso divieti così stringenti che comporteranno il decadimento di Udine a città quasi impraticabile. Risulta del tutto paradossale, ad esempio, realizzare un parcheggio in piazza Primo Maggio da 11 milioni di euro per attrarre gente e rivitalizzare il centro, almeno questa è la presunta motivazione, quando in realtà si mettono in pratica divieti disincentivanti l’ingresso a Udine”. Fontanini infine invita gli organi competenti a valutare l’impatto ambientale che si registra attorno ai grossi centri commerciali alle porte di Udine: “Sicuramente non si tratta di livelli inferiori a quelli registrati nella nostra città che anzi, paradosso dei paradossi, si troverà a dover subire proprio lo smog di riflesso proveniente proprio dall’hinterland dove si concentrano i megastore”.

Pac, il sindaco Honsell sui controlli della polizia locale
“Premesso che la polizia locale ha concretamente effettuato una serie di controlli sui principali varchi del ring, l’idea dell’amministrazione comunale era proprio quella di evitare di dare l’impressione di una città blindata, anche perché diversamente da quanto avveniva prima questo non è un provvedimento d’urgenza, ma una misura strutturale”. Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, sulla questione dei controlli da parte della polizia locale nel corso del primo giorno di applicazione del nuovo Piano di azione comunale, che da ieri 7 gennaio prevede la chiusura del ring cittadino, dalle 16 alle 20 e fino al 31 marzo, alle auto a benzina euro 0 e 1, diesel 0, 1, 2 e 3 e ciclomotori e moto 0 e 1.

“Quello entrato in vigore ieri non è un provvedimento d’urgenza come invece era quello degli anni scorsi – sottolinea il primo cittadino –. Si tratta di una misura strutturale e preventiva e dunque deve entrare nello stile di vita dei cittadini, così come è accaduto in tante altre città della pianura padana. Non è certo con operazioni di polizia che si introducono cambiamenti come questo. Anzi, sarebbe stato controproducente dare l’impressione di una città blindata. Ovviamente i controlli da parte della polizia locale ci sono stati, ma in questa prima fase si è scelto di adottare un approccio morbido proprio per dare il tempo ai cittadini di assimilare la novità”. Già ieri la polizia locale ha impiegato tre pattuglie per i controlli sul rispetto del Piano di azione comunale. “Anche nei prossimi giorni – spiega l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Enrico Pizza – tre pattuglie presidieranno a rotazione 2 dei 29 varchi presenti e la Zona a traffico limitato”.
Particolarmente importante sarà, nei prossimi mesi, sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di assumere collettivamente comportamenti virtuosi rispetto all’inquinamento dell’aria. “Non inquinare dovrebbe essere naturale – osserva Honsell – perché è nell’interesse della cittadinanza vivere in un ambiente di qualità. Contiamo sull’aiuto della stampa per scoraggiare le furbizie, visto che i varchi sono tanti, e promuovere invece la cultura della civiltà”.

Limitazioni alla circolazione. Per quanto concerne la circolazione dei veicoli le limitazioni riguarderanno i soli mezzi più vecchi ed inquinanti, ovvero quelli a benzina euro 0 e 1, diesel 0, 1, 2 e 3 e ciclomotori e motoveicoli 0 e 1, e saranno attive dalle 16 alle 20 esclusivamente all’interno del ring cittadino e con l’esclusione dei residenti nell’area interessata al divieto. Il nuovo piano comunale sarà in vigore ogni anno dal 15 ottobre al 31 marzo, con una pausa in occasione delle festività natalizie, ovvero dal 7 dicembre al 7 gennaio. “In ogni caso – ricorda Pizza – l’accesso al centro storico è garantito con l’utilizzo dei parcheggi Andreuzzi, Magrini, Moretti, via Caccia, via del Vascello e del Teatro”. Nell’area all’interno delle Zone a Traffico Limitato e nelle aree pedonali, infine, il divieto di circolazione è esteso alla fascia oraria dalle 14 alle 16 per gli automezzi diesel per trasporto di merci omologati euro 0, 1,2 e 3.

Esenzioni. Oltre ai residenti nell’area interessata dal divieto sono esentate anche alcune categorie di veicoli come, ad esempio, quelli a motore elettrico, ibrido o alimentati a idrogeno, quelli a gpl o gas metano, i veicoli adibiti al trasporto pubblico, quelli al servizio degli invalidi, nonché quelli utilizzati da medici, infermieri e tecnici dell’ospedale che, per motivi d’urgenza, devono raggiungere le strutture sanitarie, quelli dei medici di base e veterinari.

Riscaldamento. Il Pac non riguarda solo la circolazione dei veicoli. Prevede infatti degli accorgimenti da adottare per ridurre l’inquinamento provocato dal riscaldamento degli edifici, che dovranno mantenere all’interno una temperatura massima di 20 gradi. In caso di sforamento dei valori limite di Pm10 segnalati dall’Arpa, inoltre, le temperature dovranno essere abbassate di 2 gradi centigradi (arrivando quindi a 18), ad eccezione gli edifici in categoria B o superiore in base all’attestato di qualificazione energetica, nonché gli edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura, scuole ed abitazioni in cui risiedono persone affette da malattie croniche. Gli enti pubblici dovranno individuare un responsabile del controllo delle temperature all’interno degli edifici in grado di intervenire in caso di sforamento dei livelli di Pm10.

Capitolo a parte riguarda la legna da ardere e altri combustibili. I fornitori di legna, infatti, dovranno dimostrare, all’atto della consegna al cliente, una adeguata percentuale di umidità. Tasso, misurato attraverso un idrometro (in commercio a un costo che oscilla tra i 30 e i 60 euro), che è utile conoscere anche perché una legna umida produce meno calore e, soprattutto, contribuisce ad aumentare il peso della legna acquistata. Un modo per tutelare il consumatore rispetto alla qualità del prodotto.

Chi utilizza impianti a biomasse legnose (ad esempio le stufe o i caminetti), inoltre, dovrà provvedere alla manutenzione periodica delle camere di combustione e delle canne fumarie. Controlli che, comunque, dovrebbero essere sempre effettuati per motivi di sicurezza. Un provvedimento che riguarderà anche i ristoratori che utilizzano forni a legna, i quali dovranno garantire la manutenzione periodica delle camere di combustione e delle canne fumarie.

Esenzioni. Oltre ai residenti nell’area interessata dal divieto sono esentate anche alcune categorie di veicoli come, ad esempio, quelli a motore elettrico, ibrido o alimentati a idrogeno, quelli a gpl o gas metano, i veicoli adibiti al trasporto pubblico, quelli al servizio degli invalidi, nonché quelli utilizzati da medici, infermieri e tecnici dell’ospedale che, per motivi d’urgenza, devono raggiungere le strutture sanitarie, quelli dei medici di base e veterinari.
Riscaldamento. Il Pac non riguarda solo la circolazione dei veicoli. Prevede infatti degli accorgimenti da adottare per ridurre l’inquinamento provocato dal riscaldamento degli edifici, che dovranno mantenere all’interno una temperatura massima di 20 gradi. In caso di sforamento dei valori limite di Pm10 segnalati dall’Arpa, inoltre, le temperature dovranno essere abbassate di 2 gradi centigradi (arrivando quindi a 18), ad eccezione gli edifici in categoria B o superiore in base all’attestato di qualificazione energetica, nonché gli edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura, scuole ed abitazioni in cui risiedono persone affette da malattie croniche. Gli enti pubblici dovranno individuare un responsabile del controllo delle temperature all’interno degli edifici in grado di intervenire in caso di sforamento dei livelli di Pm10. Così come previsto dalla legge, inoltre, a decorrere dal 1° settembre 2013 saranno vietati gli impianti di riscaldamento ormai obsoleti che funzionano ancora ad olio combustibile (btz).
Capitolo a parte riguarda la legna da ardere e altri combustibili. I fornitori di legna, infatti, dovranno dimostrare, all’atto della consegna al cliente, una adeguata percentuale di umidità. Tasso, misurato attraverso un idrometro (in commercio a un costo che oscilla tra i 30 e i 60 euro), che è utile conoscere anche perché una legna umida produce meno calore e, soprattutto, contribuisce ad aumentare il peso della legna acquistata. “Un modo – precisa Croattini – per tutelare il consumatore rispetto alla qualità del prodotto e per mettere al riparo le ditte serie dalla concorrenza sleale”.
Chi utilizza impianti a biomasse legnose (ad esempio le stufe o i caminetti), inoltre, dovrà provvedere alla manutenzione periodica delle camere di combustione e delle canne fumarie. Controlli che, comunque, dovrebbero essere sempre effettuati per motivi di sicurezza. Un provvedimento che riguarderà anche i ristoratori che utilizzano forni a legna, i quali dovranno garantire la manutenzione periodica delle camere di combustione e delle canne fumarie.

Azioni diffuse e di sensibilizzazione. A tutte queste misure, ovviamente, si aggiungeranno quelle di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ad un uso più consapevole dell’auto e degli impianti di riscaldamento, in modo tale da ridurre il più possibile sforamenti dei livelli delle Pm10.

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