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Udinese: Domizzi non convocato per motivi disciplinari; Guidolin, scelta dolorosa e sofferta

La bomba innescata nei giorni scorsi è scoppiata. La lite fra Domizzi e Armero, riportata stamattina dalla Gazzetta dello Sport a firma di Massimo Meroi ha portato alla esclusione per motivi disciplinari del difensore italiano. Nel corso della partitella di uno degli scorsi allenamenti il difensore centrale in forza all’Udinese avrebbe ripreso con vigore Armero tanto da rendere necessario l’intervento di Mister Guidolin. Il difensore romano si sarebbe poi allontanato verso gli spogliatoi senza il permesso dell’allenatore

 

Mister, quali insidie nasconde la partita con il Chievo che sulla carta sembra meno difficile rispetto agli ultimi impegni affrontati?
“Io toglierei sulla carta e farei riferimento al fatto che il Chievo è in un ottimo momento, è una squadra che ha saputo giocare una partita molto gagliarda con il Milan facendolo soffrire. Conosco bene Di Carlo e cosa vuole dai suoi, conosco anche alcuni giocatori, formano un gruppo solido. Le insidie saranno tante”.

Perché Domizzi non è stato convocato?
“Ho visto che avete ricostruito i fatti con dovizia di particolari, siete stati bene informati. La mia decisione è diretta conseguenza di un comportamento sbagliato: è stata dolorosa e sofferta. Credo sia la prima volta in 25 anni di carriera che mi succede una cosa simile. Voglio precisare che Domizzi ha avuto un comportamento che nei miei confronti non mi è piaciuto, ma non c’è stata nessuna litigata”.

In questi giorni di dolore per la morte di Morosini lei ha deciso di non parlare. Vuole dirci il suo pensiero a riguardo?
“Non ho molta voglia di parlare perché sto soffrendo molto e come spesso succede io scelgo il silenzio. Quello che sento dentro è mio, non mi piace sentire i riflettori puntati addosso in un momento in cui se potessi mi nasconderei. Preferisco pensare ai miei ricordi e i pensieri e le sensazioni che provo che non devono essere pubbliche. Sono mie e basta”.

Ha apprezzato il modo con cui è stata trattata la tragedia dalla stampa? Come si riesce a riallacciare la spina e andare in campo dopo appena sette giorni?
“Quando accadono questi evento penso che riservatezza e silenzio, se fosse possibile, siano i modi migliori per rispettare il dolore. Bisogna andare avanti e guardare avanti. Ci siamo fermati ed è stato giusto, abbiamo vissuto giorni molto molto difficili. Adesso bisogna ricominciare perché non vuol dire dimenticare, ma vuol dire anche onorare”.

Come sta la squadra?
“Dal un punto di vista fisico la squadra sta bene. Abbiamo recuperato Basta, Floro Flores, Benatia e Fabbrini. Da questo punto di vista devo dire che sono fiducioso”.

Di Natale ha dichiarato che si gioca troppo, è d’accordo?,
“Io parlo dell’Italia e per le tensioni che ci sono nel nostro paese è stato troppo. Credo che proprio per un aspetto che tiene conto del valore estetico del nostro sport, che è il più bello del mondo, c’è una contraddizione enorme tra l’evento sportivo e la possibilità che anche le squadre migliori possano esprimere un livello di gioco pari all’evento che si deve disputare. Barcellona e Real Madrid domani sera giocheranno il clasico, ma come si può pensare che i giocatori del Barcellona, che hanno giocato mercoledì in Champions, debbano giocare sabato con il Real e martedì di nuovo in coppa? Io vorrei chiedere a coloro che organizzano l’evento mediatico come si può pensare che questi giocatori possano essere al top. Avrei altre cose da dire ma non ho voglia. Il contesto è diverso, non c’entra quello che è successo a Mario, ma in generale sostengo che che i campionati siano troppo lunghi e bisognerebbe fare un torneo a 18 squadre”.

Chi dovrebbe decidere i calendari?
“Non parlo di cause, ma di effetti. Vorrei che il calcio fosse gestito senza pensare solo al denaro, ma pensando anche ad altro. Questo è il mio pensiero, perché è uno spettacolo meraviglioso e chi lo pratica sa che in sei giorni non si possono fare tre partire al top”.

Domani ha tutti gli attaccanti a disposizione. Giocherà con le due punte o userà un modulo diverso?
“Ho alcune idee che svilupperò”.

Floro Flores è in grado fisicamente di giocare tutta la partita?
“Penso di sì, si sta allenando con continuità”.

Domani è una gara particolarmente importante per l’Europa?
“È importante perché siamo a meno 6 e in corsa per l’Europa. Occorre fare un risultato positivo per alimentare i sogni”.

La scelta di non slittare le giornate di campionato e giocare prima con il Chievo e poi con l’Inter può cambiare qualcosa?
“Non lo so, non me ne sono preoccupato in questi giorni. Non penso sarà determinante”.

Gelson Fernandes ha detto che gli avversari hanno cambiato il modo di affrontare l’Udinese e che si coprono di più, lei è d’accordo?
“L’Udinese da due anni è ai vertici e adesso che ci siamo consolidati in cima alla classifica c’è più attenzione nei nostri confronti. Direi più che altro che ci sono stati molti cambiamenti e molte squadre hanno giocato con noi a specchio”.

 

testo a cura di Udinese.it

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