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WARTSILA: PER LA REGIONE TAGLI INACCETTABILI

Trieste, 7 mag – I tagli annunciati dall’azienda sono gravi e
inaccettabili, sia per l’entità sia per le funzioni colpite. Il
rischio è che si indebolisca strutturalmente il presidio
industriale triestino ridimensionando una grande realtà
industriale che sviluppa progetti complessi, anche accompagnati
dal sostegno regionale, di cui resterebbero solo le funzioni più
operative, ancora più esposte quindi a rischi futuri di
rilocalizzazione. E’ chiaro che la Regione, come già avvenuto in
passato, sarà attiva e presente, sia al tavolo della vertenza,
cui parteciperà il vicepresidente Bolzonello, sia dedicando
un’ancor più fattiva attenzione agli scenari industriali del
territorio triestino.

E’ la riflessione della presidente del Friuli Venezia Giulia a
fronte dell’annuncio del taglio di circa 90 posti di lavoro
presso la Wartsila Italia Spa di Bagnoli della Rosandra
(Trieste).

Ricordando il ruolo svolto nelle vertenze Flextronics e Revas a
fianco delle parti e dei lavoratori per mettere in sicurezza le
due realtà industriali, anche da parte del vicepresidente e
assessore alle Attività industriali viene la conferma di
un’attenzione non astratta o solo dichiarata, ma molto concreta
per lo sviluppo industriale dell’area. Questo a partire
dall’accordo di programma per l’area di crisi complessa di
Trieste, rispetto al quale già oggi è pienamente operativa una
linea di contributo dedicata, con oltre dieci milioni di euro di
dotazione, proprio per le attività di ricerca e sviluppo delle
aziende dell’area. Peraltro Wartsila non solo è ubicata
nell’area, ma svolge un’attività in un settore considerato
strategico per le politiche industriali regionali.

Alla Regione risulta quindi incomprensibile la strategia
perseguita dall’azienda e, dato che la stessa azienda stima la
ripresa del settore per il 2020, si attende di avere un dettaglio
del piano industriale che abbia una visione concreta per il
futuro dello stabilimento, e non consista in un mero taglio di
costi sulle funzioni più strategiche.

La Regione, dunque, monitorerà la situazione, metterà a
disposizione gli strumenti di politica industriale generali e di
area mentre, in collaborazione con il MISE come in altre
vertenze, esplorerà ogni possibile soluzione per la preoccupante
situazione del sito triestino.
ARC/PPD/com

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