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Zilli: Friuli terra di conquista per profughi e spacciatori

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Vede un Friuli “devastato da un’immigrazione insostenibile”. Parla di una regione “ormai terra di conquista, dove emergono con avvilente evidenza le debolezze e i limiti delle nostre istituzioni”. E guarda “inorridita a quello che succede in questi giorni: tendopoli a Gorizia, Comune occupato a Udine. I friulani tentano di affrontare con decoro e dignità una situazione difficile, e devono subire l’onta di farsi prevaricare da persone indesiderate che hanno soltanto pretese”. Così Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, nell’annunciare una nuova interrogazione su un tema “sgradito e indigesto per questa giunta, che si ostina a minimizzare un fenomeno che meriterebbe ben altra attenzione. Perché l’Austria respinge gli immigrati, mentre noi li accogliamo e ne diventiamo ostaggi? A Vicenza, il sindaco Pd Variati ha aperto gli occhi, ha ricordato che i profughi non sono pacchi, e che non possono essere scaricati ai Comuni dal governo Renzi. È plausibile che la presidente sia in imbarazzo: da un lato dovrebbe alzare la voce per difendere la “sua” Regione, dall’altro deve dimostrarsi docile e mansueta con il suo capo, confidando, magari, in un premio o una promozione politica. Quanto a Honsell, ha intenzione di fare qualcosa, o considera la faccenda ancora marginale?”. Ancora Zilli: “Abbassare la guardia sul fronte dei profughi sarebbe gravemente irresponsabile. Il caso degli spacciatori afghani di Cividale deve fungere da monito costante. Le invasioni di Udine e Gorizia sono allarmanti. Arrivano sul territorio persone di ogni genere, anche sbandati, che abusano della nostra ospitalità per pugnalarci alle spalle”. Zilli chiude: “Serracchiani ha detto che “questo è un luogo dove sono alti i valori dell’accoglienza. Un luogo di presidio sanitario, dove arrivano persone in un momento di difficoltà. Un luogo di civiltà, non solo di emergenza”. Noi ci permettiamo una puntualizzazione: gli emigranti friulani si distinguevano per spaccio di droga e occupazione di luoghi pubblici? O, forse, erano noti per la serietà e il rispetto delle regole del Paese ospitante?”.

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