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AMBIENTE: A2A, ASS. VITO RIBADISCE VOLONTÀ REGIONE SUPERAMENTO CARBONE

Monfalcone, 31 mar – “Questa è l’occasione per spiegare al
Consiglio comunale di Monfalcone e ai cittadini quello che la
Regione ha fatto sugli aspetti sanitari e ambientali relativi
alle emissioni della Centrale termoelettrica. Un percorso
complesso, che prima di noi partiva da zero e che richiede
momenti di approfondimento come questo, perché i tecnicismi
legati a queste tematiche vanno spiegati”.
Così l’assessore regionale all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia
Sara Vito, che ha partecipato oggi ad una seduta del Consiglio
comunale di Monfalcone con all’ordine del giorno il tema
ambientale e sanitario legato alla Centrale termoelettrica
A2A,evidenziando la coesione istituzionale fra Comune, Provincia
e Regione, che negli ultimi due anni hanno prodotto importanti
azioni di controllo e di analisi e una strategia per affrontare
il problema nella sua complessità.
Nel presentare i funzionari e gli esperti che l’hanno
accompagnata, fra cui il direttore generale dell’Agenzia
regionale per l’Ambiente (Arpa) Luca Marchesi, l’assessore Vito
ha ribadito che lo studio epidemiologico è stato il primo passo a
cui ne seguiranno a breve altri, finalizzati ad un indirizzo
politico preciso: il termine dell’uso del carbone e l’evidenza
scientifica sugli effetti dell’attività della Centrale.
“Ribadisco – ha dichiarato l’assessore Vito – che noi non stiamo
facendo altro che portare avanti uno dei punti programmatici di
questa giunta: il nuovo Piano energetico della Regione, inserito
in una fase di estremo cambiamento e in un contesto europeo. In
quest’ottica si innesta la volontà di superare il carbone”.
“Il lavoro di analisi sanitaria – ha detto ancora l’assessore –
sta dando i primi risultati e ricordo che questo è stato fatto
non perché c’è una normativa, ma per una specifica volontà
politica di questa Amministrazione regionale. In base a questo
indirizzo è stato fatto per la prima volta uno studio
epidemiologico: per avere chiarezza, indagare e avere elementi
conoscitivi che prima mancavano”.
“Questo deve fare la politica – ha affermato l’assessore -,
affidarsi a professionisti preparati a cui abbiamo dato carta
bianca”.
L’assessore ha poi ricordato che sull’Autorizzazione integrata
ambientale (Aia) il quadro normativo è cambiato non per volontà
della Regione, ribadendo che le istituzioni locali non erano a
conoscenza che questa nuova disposizione potesse valere per la
Centrale.
“Ci conforta – ha detto l’assessore – l’attenzione che abbiamo
ricevuto dal Ministro dell’Ambiente, che ci ha ricevuto in tempi
brevissimi. Per quel che ci compete lavoreremo per superare il
carbone attraverso un confronto continuo con l’azienda e con il
nuovo Piano della qualità dell’aria, mentre proseguiremo con
l’attività di indagine”.
Il direttore generale dell’Arpa, Marchesi, ha ricordato
l’importanza dell’Osservatorio Ambiente Salute, che consente di
mettere in relazione “elementi di conoscenza” nei due ambiti.
Inoltre Marchesi ha sottolineato che in questo lavoro sono
impegnate le migliori professionalità della Regione e che uno
degli obiettivi è quello di recuperare i dati sull’inquinamento
da metalli per indagare su eventuali correlazioni legate
all’aspetto medico sanitario. Altro obiettivo sarà quello dello
studio dell’accumulo degli inquinanti nei licheni.
Nell’illustrazione dei dati è stato evidenziato, dagli
epidemiologi dell’Osservatorio Fabio Barbone e Diego Serraino,
l’elemento significativo dei valori relativi al tumore alla
vescica nelle donne nel periodo 1995-2009 nella zona del basso
isontino. Non ci sono invece evidenze che il tumore alla mammella
sia più presente nella zona del Monfalconese, ricordando che per
questa patologia c’è una tendenza di crescita a livello regionale.
Nell’esposizione tecnico sanitaria è stato affermato che
l’inquinamento atmosferico può generare due tipi di tumore –
polmone e vescica – e che i tempi di esposizione prima
dell’insorgenza del tumore vanno dai venti ai trent’anni. A tal
riguardo, nelle conclusioni, l’inquinamento atmosferico è
probabilmente la causa dell’aumento del tumore alla vescica sulle
donne, ma non è scientificamente dimostrabile che la causa sia la
Centrale A2A. Infine è stato ribadito che con i dati aggiornati
al 2013, e più dettagliati, la situazione verrà ulteriormente
approfondita per determinare la causalità dell’effetto.
Nel suo intervento il sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, ha
ricordato che più volte in passato il Consiglio comunale si è
occupato del problema ambientale, puntualizzando che la
situazione legata all’Aia e alle analisi è in evoluzione. Inoltre
il sindaco ha confermato la volontà di presidiare il problema con
l’obiettivo di uscire dall’uso del carbone.
ARC/GG/ppd

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