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Assegnato a Silvia Ciardi il premio in memoria di Silvia Gobbato

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Silvia Ciardi, laureata in Ostetricia con la tesi “Voci soffocate: indagine conoscitiva dell’esperienza e la percezione dell’ostetrica riguardo alla violenza domestica in gravidanza”, è la vincitrice del secondo Premio di laurea in memoria di Silvia Gobbato, istituito dall’Università di Udine per ricordare la giovane laureata in Giurisprudenza uccisa nel 2013. Il premio è stato assegnato a Udine in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nell’ambito di un evento organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della prima ‘toga rosa’ in Cassazione e prima Presidente di Sezione della Suprema Corte Gabriella Luccioli.

Il premio. La Commissione esaminatrice ha valutato ben 13 domande di laureate nel biennio 2015/2016 all’Università di Udine, in materie molto diverse, anche se prevalentemente di area giuridica. A vincere, anche nell’ottica di valorizzare i vari saperi interdisciplinari che incrociano il tema della violenza di genere, è stata una tesi di area medica, in particolare di ginecologia, sullo scottante argomento della violenza domestica durante la gravidanza che nasce da una ricerca sul campo effettuata in Friuli Venezia Giulia e in Trentino. Del gruppo di lavoro che ha seguito la ricerca, oltre all’autrice e alla relatrice Lorenza Driul, fanno parte anche Maura Lot e Marianna Condini. “Con questa iniziativa – ha sottolineato Marina Brollo direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche – l’Ateneo friulano, nel ricordo di Silvia Gobbato, intende fare prevenzione e rete con le professioni e con il territorio per combattere la violenza sulle donne. Lo fa promuovendo e rafforzando la sensibilizzazione e la formazione alla parità di genere soprattutto dei nostri giovani”.

Soroptimist. Alla vincitrice sono andati duemila euro, messi a disposizione dai Club Soroptimist di Cividale, Gorizia, Pordenone e Udine, “ovvero – ha evidenziato Luisella Bellinaso, presidente Club Soroptimist di Cividale del Friuli – dai Club che operano in località dove si trovano sedi dell’Università. La nostra associazione ha tra i propri scopi la promozione dei diritti umani e il supporto alla formazione e alla cultura delle donne, aspetti che il Premio Gobbato coniuga puntualmente. Vista la partecipazione e l’interesse suscitato dall’iniziativa auspichiamo ci siano le basi per poter sostenere anche la prossima edizione”.

Gabriella Luccioli. Nel corso dell’incontro è stato presentato il libro di Gabriella Luccioli “Diario di una giudice. I miei cinquant’anni in magistratura”, appena pubblicato dalla casa editrice dell’Università per la collana ‘Donne e società’ (Forum editrice, Udine, 2016) e che sarà presentato in Parlamento. “Abbiamo l’occasione di ospitare – ha sottolineato Marina Brollo – una donna dai molti record al femminile: entrata in Magistratura con il primo concorso aperto alle donne nel 1965, prima ‘toga rosa’ in Cassazione e prima Presidente di Sezione della Suprema Corte”. Molte sentenze storiche sulla dignità e sui diritti fondamentali portano il suo nome: da quella sul caso di Eluana Englaro in cui si affermò il diritto all’’autodeterminazione terapeutica’ a quella sull’affido ad una coppia omosex. Luccioli nella sua lunga carriera si è occupata in particolare di diritto di famiglia.

Tavola rotonda. Nel corso della tavola rotonda, dedicata al tema “Giudizio e pre-giudizio di genere” e coordinata dalla giornalista del Corriere e soroptimista Adriana Bazzi, sono intervenuti inoltre Maurizio Conti, presidente dell’Ordine degli avvocati di Udine, Francesco Bilotta, docente di Diritto privato all’Università di Udine, Paola Di Nicola, Giudice presso il Tribunale di Roma, Raffaele Conte, Presidente della Camera Penale Friulana.

La tesi di laurea. “La mia tesi di laurea – ha spiegato Silvia Ciardi che risiede a Trento – nasce dal desiderio di verificare la formazione delle ostetriche che operano sul territorio trentino circa il tema della violenza domestica in gravidanza, in considerazione di quanto questo argomento incida sul benessere materno-fetale”. Lo studio riprende quello realizzato nel 2014 dall’ostetrica Maura Lot in Friuli Venezia Giulia e, attraverso un questionario, indaga l’esperienza delle ostetriche coinvolte, la loro preparazione circa il tema trattato e la loro opinione nell’introduzione di uno strumento di screening per individuare le donne vittime di violenza. “Confrontando i risultati emersi dai due studi appare evidente l’omogeneità dei dati raccolti – ha evidenziato Ciardi -. Entrambe le indagini sottolineano la necessità di una formazione specifica per gli operatori e la quasi totalità dei campioni è favorevole all’introduzione di uno screening nell’ambito di una presa in carico olistica della donna, dimostrandosi interessato ad ampliare le proprie conoscenze tramite corsi specifici sull’argomento”. L’interesse suscitato dalle analogie delle conclusioni emerse nei due studi ha portato alla stesura dell’articolo “Domestic Violence during Pregnancy: The role of Midwifery and Screening in the North of Italy”, pubblicato il 31 marzo 2016 nella rivista scientifica di livello internazionale Jacobs Journal of Gynecology and Obstetrics.

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