Bearzi


Il Bologna che non riesce a vincere, almeno respira. L’Udinese che arriva al Dall’Ara per tirare il fiato, agguanta un pareggio più utile che bello. E’ un punto grigio in una giornata nebbiosa, firmato nel secondo tempo dai due capitani e uomini simbolo, Diamanti e Di Natale. Nessuno sputa sopra a questo risultato, ma nessuno ha nemmeno la spinta per esultare. Su un terreno umido e allentato si ritrovano infatti due squadre simili, che studiano e attuano la teoria dell’attesa, rattoppando spazi e disseminando trappole per chiamare gli avversari a scoprirsi. L’Udinese, sciolto il dubbio sull’attaccante napoletano, sceglie il gioco di rimessa come metodo scientifico, con Basta e Armero affilati ‘coltelli a scatto’ sulle fasce. I rossoblù di Pioli, ‘confermato’ dalla curva Bulgarelli, che invece contesta durante e dopo la gara il presidente Albano Guaraldi, respirano la naturale tensione di chi viene da quattro sconfitte di fila, e dietro in classifica ha solo il penalizzato Siena. Un po’ perché bloccati, un po’ per struttura, interpretano pure loro meglio la parte di chi aspetta, spazza e spera. Così i primi 45′ si chiudono senza brividi. Ma bastano 18 secondi della ripresa per la sveglia improvvisa alla brutta partita addormentata: la secchiata d’acqua per i friulani è preparata da Taider e Gabbiadini, che per la prima volta corre senza opposizioni sulla sinistra, il cross basso trova nell’area piccola Diamanti, e per lui è sufficiente un piatto facile facile per ingannare Brkic. Allora sono i friulani ad alzarsi, obbligati a spingere, e per il Bologna sembrano allargarsi le possibilità. Ma proprio quando il raddoppio sembra lì, la difesa del Bologna cucina una delle tante frittate di questo inizio stagione. Antonsson combatte male in area con Ranegie, che riesce con un po’ di fortuna a rimandare la palla indietro. Nessuno marca Di Natale: uno spazio così non puoi lasciarlo in area a chi è stato per due volte il re dei marcatori della A. E di prima, infatti, lui la spedisce bassa nell’angolino: è il settimo gol in otto partite, il 160/o in A. Mancano 15 minuti, ma in fondo va bene così: Guidolin pensa allo Young Boys, giovedì, e toglie Totò; il Bologna, penultimo, prova a non farsi male, in vista di un calendario che ora dovrebbe aiutarlo

Foto archivio

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