Co.Mark, le performance del Friuli nell’export distrettuale

A registrare le migliori performance per l’export distrettuale nel primo semestre 2021 è stato il Friuli Venezia Giulia, con una crescita delle vendite all’estero del 15,6% pari ad un fatturato di 1,3 miliardi di euro.

Ad evidenziarlo sono stati i dati del Monitor dei Distretti Industriali del Triveneto, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa San Paolo, da cui si delinea un semestre molto positivo per la Regione.

La crescita registrata sulla base della recensione dei dati Istat si riscontra nei principali comparti dell’economia regionale, soprattutto in quello del mobile (+50%), nelle produzioni in metallo (+43,3%), nella cantieristica navale(+33,8%) e nel settore dei macchinari e delle apparecchiature(+12,9%).

Un quadro che conferma le potenzialità di alcuni comparti del Made in Italy, su cui spesso sono state espresse opinioni positive nelle recensioni sull’export in quanto considerati un indiscutibile volano per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del territorio.

Una voce importante in questo senso è quella di Co.Mark Spa, società specializzata nei servizi di Temporary Management per le pmi, che ha spesso sottolineato la validità dell’export distrettuale italiano, considerandolo un valore aggiunto per l’espansione e la commercializzazione dei prodotti Made in Italy all’estero..

L’opinione espressa da Comark nei suoi canali ufficiali riguarda in particolare il settore dei macchinari industriali, considerato dalla compagnia il cluster più rilevante del Made in Italy. La crescita prevista per il prossimo anno sembra allinearsi al trend positivo dello scorso biennio, con un aumento delle esportazioni del +4,4% nel 2021 e nel 2022 a fronte di un +4,2% del 2020.

Saranno principalmente i beni della meccanica strumentale a trainare le vendite: motori, turbine, compressori, valvole e impianti secondo i commenti rappresentano nell’ultimo triennio il 50% del totale dell’export beni.

Oltre alla meccanica, un vero fiore all’occhiello per l’economia del Bel Paese, ad attirare le opinioni positive dell’azienda è stato spesso un altro dei settori strategici dell’imprenditoria nazionale, il tessile.

Secondo Co mark le ottime performance registrate dalle recensioni per il 2020, con percentuali di crescita dell’export comprese tra un +2,9% e un +3,3%, sembrano confermarsi anche per il biennio successivo.

Il settore – aggiunge la società nei suoi commenti -trarrà vantaggio dalle evoluzioni positive attese in Corea del Sud e dal crescente interesse del Giappone per i prodotti tessili e calzaturieri made in Italy.

Le opinioni di Co.Mark sui mercati più promettenti per il Made in Italy

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese del Friuli, le recensioni mostrano un considerevole aumento dei flussi verso i principali Paesi partner commerciali: Germania (+20,7%), Stati Uniti (+13,3%), Francia (+31,9%), Austria (+31,1%).

La tendenza rispetto alla media nazionale sembra essere quella di orientarsi verso l’Europa Orientale: le piccole e medie imprese friulane hanno sviluppato una capacità di esportare verso Danimarca e Svezia superiore rispettivamente del 45,5% e del 24% rispetto alla media nazionale. 

Tuttavia le destinazioni più promettenti per l’export made in Italy sembrano essere ancora da esplorare: secondo il commento di Comark Vietnam, Cina e India sono tra i paesi in cui si registreranno le migliori performance entro il prossimo anno, con tassi di crescita superiori al 7%.

Per quanto riguarda la meccanica i principali mercati di destinazione, stando ai suoi commenti, sono da considerarsi la Cina, l’India, la Spagna e Stati Uniti e Russia: da questi due Paesi in particolare arriveranno le opportunità migliori secondo l’opinione dell’azienda.

Nelle sue recensioni a questi si aggiungono anche i mercati del Sud Est Asiatico, soprattutto il Vietnam che punta sul tessile e la lavorazione di plastica, gomma e legno, l’America Latina e l’Africa Subsahariana per la crescente domanda di macchinari di raccolta e trasformazione dei prodotti agricoli.

Un quadro che delinea un ampio ventaglio di opportunità per il business dei distretti industriali del Friuli: il prossimo passo dovrà essere dunque quello di innovarsi e dialogare con i nuovi players internazionali per acquisire maggiore competitività all’estero.

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