Covid: Riccardi, unione con istituzioni scientifiche su comunicazione

Presentazione ricerca di Asugi su effetti della pandemia

Trieste, 12 ott – La necessità, soprattutto in questo periodo
emergenziale, di instaurare, attraverso il supporto della
componente scientifica e universitaria, un nuovo modo di
comunicare ai cittadini le scelte da intraprendere in materia di
organizzazione sanitaria. In buona sostanza, la costruzione di un
rapporto di lealtà con la popolazione, al fine di contrastare
quelle informazioni non accreditate da un punto di vista tecnico
che sostengono soluzioni incoerenti con gli standard di sicurezza
della salute pubblica, oltre che causare autentici sprechi di
risorse.

Questo il concetto espresso oggi a Trieste dal vicegovernatore
con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo
Riccardi, nel corso della presentazione della ricerca “in tempo
di Covid-19” condotta dall’Azienda sanitaria universitaria
Giuliano-Isontina (Asugi) in collaborazione con l’Ateneo
triestino.

Prendendo spunto dal valore del lavoro svolto dai ricercatori di
Asugi, il vicegovernatore ha ribadito l’obbligo per la politica
di osservare quelle che sono le indicazioni degli accademici e
dei professionisti del sistema sanitario. “Una metodologia di
lavoro – ha sottolineato Riccardi – che ci ha consentito in
Friuli Venezia Giulia di affrontare con successo la prima ondata
della pandemia”.

Due gli obiettivi cha a breve consentiranno di affrontare in
maniera ancora più strutturata la diffusione del virus: i test
rapidi, da poco dotati di certificazione e la cui fornitura
“abbiamo messo a gara assieme alla Regione Veneto”, e, per quel
che riguarda le scuole, il nuovo protocollo per la definizione
delle sintomatologie in base alle quali si renderà necessario
l’esame del tampone, “al fine di evitare degli inutili disagi
alle famiglie e il ricorso a una pratica invasiva sui ragazzi”.

Da parte sua il rettore dell’Università degli studi di Trieste,
Roberto Di Lenarda, ha condiviso con il vicegovernatore la
necessità di un’alleanza tra Istituzioni per comunicare ai
cittadini quelle scelte che, soprattutto in tema sanitario, in
passato sono state assunte “senza decidere”, mantenendo dei
“rassicuranti presidi” a danno della qualità del servizio.

Tornando alla presentazione degli studi compiuti dai clinici,
dagli operatori sanitari e dai ricercatori universitari di Asugi,
è stato illustrato come questo lavoro abbia portato, nei primi
sette mesi dell’emergenza, a pubblicare una rilevante quantità di
paper scientifici e a promuovere 40 nuove ricerche in tema
Covid-19. Quattro le tematiche affrontate: l’epidemiologia
dell’infezione e la genotipizzazione del nuovo coronavirus; il
governo clinico della pandemia (con particolare riguardo al
lockdown e alla gestione del paziente e dei lavoratori impegnati
in Sanità); l’osservazione clinica (lo studio degli effetti del
Covid su differenti meccanismi patogenetici); l’innovazione e
l’introduzione di nuove metodologie diagnostiche.
ARC/GG/pph

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