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Una giornata di festa, mista a commozione. Ricordi nel segno del ritorno al futuro. Da Bettini a Di Natale, un percorso del gol che si snoda lungo tutta la storia bianconera, da cannoniere a cannoniere: oggi Totò, bomber di tutti i tempi in serie A è riuscito a fermare le lancette della storia. E l’Auditorium del “Friuli”, gremito in ogni ordine di posti era tutto per lui.

Molti gli intervenuti, nutritissima la presenza di autorità e moltissimi i grandi ex dell’Udinese presenti: Abel Balbo, Roberto Muzzi, Paolo Poggi, Valerio Bertotto, Alessandro Calori, Luigi Turci, Franco Causio, Dino Galparoli, Giovanni Galeone, Gigi De Agostini, Gianfranco Cinello, Maurizio Trombetta e Valentino Leonarduzzi. Al tavolo dei relatori, ospiti d’eccezione come il noto giornalista e presentatore Ivan Zazzaroni (“Totò è l’immagine dell’Udinese, come Mancini lo è stato per la Samp o Signori per la Lazio”) ma soprattutto come Roberto Donadoni, ex Ct della Nazionale che ha valorizzato in azzurro Totò, affidandogli maglie pesanti come quella per gli Europei.

“Prima di essere grandi giocatori – ha spiegato Donadoni – bisogna essere grandi uomini e Totò lo è, in campo e fuori. Non vive mai di luce riflessa e ha gli stimoli per continuare a migliorare sempre. Mi auguro continui così in campionato e che possa dare un grande apporto ai Mondiali che si annunciano per lui come una grandissima occasione”.

L’Udinese che rivive sé stessa, scorre fotogrammi del passato, li riassapora insieme agli amici, come successo grazie ai filmati di “Udinese Channel”, ma soprattutto l’Udinese che abbraccia i suoi grandi giocatori. Uno per tutti Lorenzo Bettini, appena sopravanzato da Totò. Commovente la mail-ideale inviata “Dal Paradiso bianconero” ideata da Luciano Provini e letta pubblicamente.

A essa si è riallacciato un commosso Gianpaolo Pozzo nella sua esposizione. “E’ una giornata molto speciale dopo 25 anni di calcio, vissuti non da manager, non da presidente ma da vero tifoso. Ho avuto la fortuna di poter festeggiare questa giornata e di avere tra noi un vero campione di sentimenti. Ha avuto decine di offerte da altri club, dove avrebbe potuto guadagnare di più, ma è rimasto qui. E al termine della carriera farà il dirigente all’Udinese. In questa giornata voglio ricordare tutti i grandi ex presenti qui insieme a me, vecchi compagni di mille battaglie, venuti apposta per celebrare questo momento unico”.

Un gioiello per il gioiello, si diceva nei giorni di vigilia. Ebbene, il momento clou si è registrato a metà cerimonia, con la consegna da parte di Paròn Pozzo di un orologio preziosissimo di una casa molto nota, personalizzato nella scatola e nel fondello per ricordare il nostro uomo della storia. E Di Natale? Emozionato fino alle lacrime non ha nascosto i suoi sentimenti.

“Ringrazio tutti. Non mi aspettavo una giornata così bella. Devo ringraziare i miei compagni perché senza di loro sarebbe stato impossibile arrivare dove sono. E voglio inoltre ringraziare espressamente i tecnici Donadoni e Marino”.

Sciarpa e felpa degli ultras solo per lui, oltre a una maglietta celebrativa firmata nel primo esemplare: Di Natale ha fatto en-plein. Splendida la maglietta creata appositamente per celebrare l’evento, con l’immagine di Di Natale a braccia aperte nella sua solita esultanza e – sul retro – la scritta capocannoniere con sotto il numero 10, come la sua maglia in campionato e come l’anno, il 2010 appunto, della data storica.

Di Natale, un uomo, un bomber, una leggenda già da oggi: miglior realizzatore di sempre, un pezzo della nostra storia. Una storia che parte dal piccolo Friuli e strizza l’occhio al Sudafrica.

Fonte: Udinese.it





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