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Italia zona gialla, regioni verso zona bianca: cosa cambia

Italia zona gialla oggi, con ristoranti aperti, spostamenti liberi e in generale regole meno stringenti, poi da giugno zona bianca per le regioni più virtuose. Intanto, almeno per ora, spariscono zona rossa e zona arancione dalla mappa del Paese. L’ultimo cambio di colore con il passaggio alla fascia attualmente più bassa di rischio covid riguarderà quasi sicuramente la Valle d’Aosta, l’unica regione ancora in zona arancione. Dopo le riaperture annunciate dal governo Draghi con l’ultimo decreto, il cambio di colore che porterà tutta l’Italia in zona gialla dovrebbe essere di fatto sancito oggi dai dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità.  

Non ci dovrebbero essere sorprese in questo senso. L’ultimo bollettino regionale della Valle d’Aosta ha registrato 18 nuovi contagi e nessun morto in 24 ore. I dati sono confortanti anche guardando ai nuovi parametri fissati dal governo, dall’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva al tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva, un reparto che attualmente nella regione non ospita malati covid. Si va verso la conferma della zona gialla per tutte le altre regioni d’Italia. Ormai proiettate, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, al raggiungimento di un altro obiettivo: la zona bianca, dove tutte le attività sono aperte e il coprifuoco non esiste (restano solo mascherina e distanziamento).  

Per raggiungere questo traguardo bisogna avere un’incidenza inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti e rischio di contagio basso per tre settimane consecutive. Alcune regioni si candidano fin da ora: si tratta di Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, che ad oggi hanno già numeri e parametri compatibili con la fascia di rischio più bassa in assoluto ma che dovranno comunque aspettare l’inizio di giugno. In ogni caso, la zona bianca non sarebbe una novità assoluta per la Sardegna, dopo la parentesi del marzo scorso. Dal 7 giugno, poi, potrebbero approdare nella fascia con meno restrizioni anche Abruzzo, Veneto e Liguria.  

 

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