Bearzi

La Provincia di Udine ha contribuito a realizzare uno studio (a cura di Serena Fogolini) che porta alla luce l’opera poetica in marilenghe, l’impegno sociale e pastorale di don Giovanni Schiff.

Pre Zaneto e il suo impegno per affermare l’identità linguistica e culturale friulana.
La Provincia di Udine ha contribuito a realizzare uno studio (a cura di Serena Fogolini) che porta alla luce l’opera poetica in marilenghe, l’impegno sociale e pastorale di don Giovanni Schiff

Sacerdote, poeta, scrittore, giornalista. Ecco il profilo di don Giovanni Schiff, noto come pre Zaneto, figura che la Provincia di Udine ha voluto approfondire sostenendo il lavoro di ricerca condotto dalla studiosa Serena Fogolini. “Pre Zaneto, poete dal popul” è il primo studio organico dedicato a questa personalità del Medio Friuli, indagine che ha portato alla luce tanti particolari sull’opera poetica, sull’impegno sociale e sull’attività parrocchiale. In particolare questa indagine, sostenuta anche dal Comune di Porpetto, dal settimanale diocesano “La Vita Cattolica” e realizzata con la collaborazione della Società Filologica Friulana e del Cirf, traccia una biografia di pre Zaneto che viene ricordato come un sacerdote popolare che produsse liriche in marilenghe, componimenti ma anche cronache che vennero pubblicate sulle pagine de “La Vita Cattolica” oltre ad altre testate locali. Il suo, a detta di autorevoli addetti ai lavori, era un friulano genuino, popolare, diretto così da poter far “arrivare” i suoi messaggi a tutti gli interlocutori, la gente comune. “Pre Zaneto – è stato ricordato durante la recente presentazione a palazzo Belgrado – aveva colto l’importanza della marilenghe per stabilire con il popolo un proficuo canale di comunicazione in grado di trasferire i concetti in modo più efficace. Quelli a lui cari come la difesa degli ultimi, dei più deboli ma anche dell’associazionismo e delle iniziative di aggregazione nelle comunità. Anche le sue prediche in friulano riscuotevano apprezzamenti tra i fedeli proprio per lo stile, i contenuti e la lingua utilizzata.  Una consuetudine che si imbatté nell’obbligo, durante il periodo fascista, di utilizzare nella produzione dei testi unicamente l’italiano. Imposizione che gli fu un po’ stretta e che cercò di osservare adattando i componimenti per renderli comprensibili alla gente.

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