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Latisana: non sarà chiuso il pronto soccorso, per il punto nascita nulla è deciso

ospedale ltisanaSul punto nascita decisione da prendere, valutando tutti gli aspetti Latisana, 26 mar – Nessuna chiusura del pronto soccorso di Latisana e nessuna decisione sul punto nascita, non prima di avere tutti gli elementi necessari per fare scelte ponderate e serene. Ma soprattutto nessun ridimensionamento dei servizi di urgenza ed emergenza a supporto del pronto soccorso. Lo ha riferito l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, intervenendo oggi alla seduta aperta del consiglio comunale di Latisana, dedicata al futuro dell’ospedale cittadino, al reparto materno infantile e all’integrazione socio-sanitaria alla luce della riforma del sistema sanitario regionale. L’assessore Telesca ha risposto, punto per punto, alle osservazioni del primo cittadino di Latisana, Salvatore Benigno, e dei rappresentanti istituzionali intervenuti, fra i quali, solo per citarne alcuni, il sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto, l’assessore provinciale Carlo Teghil, Diego Cicuttin della lista “Verso il Partito della Nazione” e gli altri consiglieri comunali. Telesca ha sottolineato che le valutazioni per decidere sul punto nascita di Latisana andranno prese in considerazione non solo guardando ai numeri dei parti all’anno (che, comunque, sono meno di 500; ma va anche considerato che le donne residenti nel distretto di Latisana non sempre scelgono di partorire nel locale ospedale, preferendo altri punti nascita) ma andranno valutate anche la distribuzione geografica dell’offerta sanitaria, le distanze, i confini, la rivisitazione dei flussi, la situazione organizzativa complessiva. “Mi impegno – ha sottolineato Telesca – a prendere una decisione sul punto nascita quando avrò tutti gli elementi necessari e tenuto conto di tutte le valutazioni del caso. Ogni scelta sarà fatta sempre nell’interesse della comunità”. Sul tema dell’integrazione sociosanitaria, richiamato dal sindaco, Telesca ha indicato come sarà approvata a breve la riclassificazione delle case di rispose e la delibera sui fabbisogni dove verranno considerati anche la richiesta manifestata dal primo cittadino di ulteriori 24 posti letto che si affiancano agli attuali 56 della casa di risposo. Telesca ha rimarcato che le case di risposo fanno parte della riforma che guarda tutte le problematiche ma come si stia lavorando sul potenziamento della domiciliarietà. “Questa riforma – ha ribadito l’assessore Telesca – guarda ai bisogni diversi, quelli della cronicità, degli anziani e sarebbe stato certamente più semplice mantenere tutto com’è. Decidere di cambiare è scomodo ma confidiamo che si possano cogliere i frutti di questo nostro lavoro perchè questa riforma cerca di dare risposte al mondo che cambia”. Telesca ha evidenziato, inoltre, come si sia lavorato molto per dotarci di strumenti gestionali e di governo che aiutino ad eliminare gli sprechi e questo con l’introduzione di nuovi sistemi gestionali che tengano conto ad esempio di criteri quali quello dei costi standard che danno la possibilità di misurare e di premiare chi lavora meglio.

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