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Nevruz si racconta: abbandonato da mio padre

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Vanity Fair offre ai nevruziani, non solo dell’ultima ora, un’intervista inedita del loro beniamino che così racconta la sua avventura a X Factor 4: “E’ stato fantastico. Ogni puntata ho sentito calore dal pubblico e dai giudici. Che bello: prima mi ascoltavano in quattro gatti”.

Ma la sua esperienza alla corte di Francesco Facchinetti non è stata semplice, anche perché l’artista è stato più volte accusato di imperfezioni nell’intonazione. Nonostante le critiche, Nevruz è riuscito ad approdare alla semifinale. Ciò che conta per Joku: non è tanto essere un bravo cantante, quanto l’essere riuscito ad esprimere le proprie emozioni.

La sua vita, infatti, è stata segnata dall’assenza della figura paterna che come ha ammesso lo stesso Nevruz durante l’intervista: “E’ sparito quando avevo due anni”. Le emozioni che ha vissuto e che continua a provocare negli altri sono lontane da ogni tipo di definizione e questo potrebbe renderlo vittima di equivoci.

Nevruz, però, non ha alcun tipo di paura e ha confessato il suo modo di essere e di vivere la musica: “Se mi si conosce meglio, si scopre che sono una persona sensibile e dolce. Quando canto, invece, mi trasformo e divento il messaggio della canzone. Insomma, posso essere in mille modi: tranquillo e agitato. Sono multicolor”.

Ma i paragoni non si sono limitati ai colori. E al termine dell’intervista, Nevruz ha voluto concludere nel migliore dei modo l’interrogatorio, lasciando sbalorditi gli interlocutori: “Sono come il maiale: non si butta via niente di Nevruz”.

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