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Premio Nonino: Lobo Antunes, in Portogallo c’è chi soffre fame

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‘In Portogallo la situazione economica è grave e la povertà aumenta. Giorni fa una donna vestita in modo elegante mi ha fermato per la strada e mi ha chiesto l’elemosina, dicendo ‘ho fame’. Un’esperienza che mi ha molto turbato”. E’ il grido di dolore per la crisi che attanaglia il suo paese lanciato dallo scrittore portoghese Antonio Lobo Antunes, già candidato al Premio Nobel per la letteratura, che oggi a Percoto (Udine) ha ricevuto il Premio internazionale Nonino 2014. ”Non conoscevo questo premio – ha detto -, ma poi quando ho saputo che tra i premiati c’era stato il mio grandissimo amico Jorge Amado, ho deciso di accettarlo senz’altro”. Per Lobo Antunes, ”la scrittura è la prima passione, coltivata sin da quando avevo tredici anni”. Nato a Lisbona nel 1942, è laureato in medicina con specializzazione in psichiatria. Mandato in Angola dal 1970 al 1973, durante la fase finale della Guerra coloniale portoghese, ha affrontato questo tema in diversi libri. Tornato in Portogallo, ha lavorato nell’ospedale psichiatrico Miguel Bombarda di Lisbona. Oggi vive nella capitale portoghese, dove non esercita più la professione di medico, dedicandosi alla scrittura di lunghi romanzi, con imponenti costruzioni narrative. Noto per il suo sguardo lucido e tragico sulla realtà, l’autore ha espresso la sua preoccupazione per il Portogallo di oggi. ”Da noi c’è una povertà crescente – afferma – la gente è senza risorse, non sa se comperare medicine o cibo. Compera i farmaci a rate, ma paga solo la prima somma. E così persino le farmacie – ha detto – sono costrette a chiudere”

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