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Udine: autodifesa femminile, oltre 330 adesioni

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Centotredici iscritte alle lezioni in fase di svolgimento a Cervignano, Buttrio e Tolmezzo che portano a oltre 330 il numero di adesioni ai corsi di autodifesa femminile organizzati dalla Provincia di Udine nel 2010. E’ il bilancio – decisamente positivo come rilevano i numeri – dell’iniziativa posta in essere da palazzo Belgrado che si è svolta in nove “edizioni” su altrettanti comuni. La prima questa primavera nei comuni di San Daniele, Udine e Rivignano (110 partecipanti), la seconda da poco conclusa che ha coinvolto le zone di Gemona, Codroipo e Tarcento (110 “allieve”) e la terza tuttora in corso. L’attività si è sviluppata in sei incontri per ciascuno dei Comuni toccati dal percorso formativo caratterizzato da un approccio multidisciplinare, destinato a donne di qualsiasi età tanto da essere frequentato senza difficoltà indipendentemente dal grado di allenamento e dalla struttura fisica. Molto spesso ai corsi hanno preso parte insieme madri e figlie. Dopo il successo del primo ciclo di attività che si è concluso in primavera, si è confermata la tendenza a una massiccia partecipazione tant’è che è stato necessario, in qualche occasione, derogare al numero massimo di allieve ammesse ai corsi. I test di gradimento, inoltre, hanno evidenziato una notevole soddisfazione delle utenti che in molti casi hanno chiesto di ripetere l’esperienza con un corso avanzato. «Questi corsi sono importantissimi perché finalizzati ad insegnare quale sia il giusto comportamento da tenere per prevenire e contrastare le aggressioni – dichiara l’assessore provinciale Stefano Teghil – . Alcune situazioni di pericolo verrebbero gestite meglio se si è anche preparati ad affrontarle sia dal punto di vista fisico sia sotto l’aspetto psicologico. Oggi più che mai, i cittadini ma soprattutto le donne, hanno la necessità di sentirsi sicure. La percezione della sicurezza è in grado di migliorare notevolmente la qualità della vita delle persone, rafforzandole sul piano psicologico e prevenire probabili ricadute sociali. La numerosa affluenza ai corsi è un dato oggettivo – conclude Teghil sottolineando l’impegno della Provincia a replicare in futuro l’iniziativa – ed una concreta risposta a coloro che continuano ad insinuare che queste azioni, soprattutto sul nostro territorio, non sono necessarie».
Nei corsi è stato affrontato il tema della prevenzione, sono analizzate le diverse situazioni di rischio e svolte simulazioni sulle modalità comportamentali da mettere in atto; sono poi state introdotte le azioni di dissuasione nei confronti dell’aggressore e successivamente le azioni di difesa fisica utilizzando apposite tecniche. E’ stato anche approfondito l’aspetto psicologico delle aggressioni e analizzata la normativa che tutela l’incolumità personale.

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