Udine

Udine, la Shoah e oltre: il dovere della memoria

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Appuntamento tradizionale e irrinunciabile per la città, torna anche quest’anno “La Shoah e oltre”, il calendario di iniziative che il Comune di Udine, insieme con il Teatro Club, propone ogni anno in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria.
“Come sempre, al di là della sua possibile ritualità obbligata – spiega Angela Felice, coordinatrice della rassegna – il progetto riflette seriamente sulla necessità della memoria e sul rigetto delle intolleranze e dei razzismi che hanno macchiato di orrore la storia del secolo scorso. Tutti motivi che quest’anno, in un arco di tempo più concentrato – spiega –, sono organizzati come appunti non dispersivi di viaggio”.
Ricco e articolato il programma di appuntamenti che ruoteranno attorno alla giornata che dal 2000 il mondo intero dedica al ricordo dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, per commemorare tutte le vittime della persecuzione fascista e nazista (ebrei, rom, omosessuali, disabili, malati di mente e testimoni di Geova).
“Un viaggio particolare, per non dimenticare e per conoscere – racconta Angela Felice – attraverso gli spunti che possono venire dalle ricerche storiche e dai documenti di una mostra, dalle suggestioni emozionali dei film e degli spettacoli e, soprattutto, dalle parole, rare e preziose, dello scrittore-testimone Uri Orlev. Anche così, grazie al contributo di tante energie, forze e intelligenze che ogni anno dialogano insieme in nome della difesa della democrazia e della pace – conclude – , la città di Udine evidenzia la sua profonda vocazione civile e il suo fermo rifiuto dell’ingiustizia”.
La manifestazione, infatti, vede il coinvolgimento di numerose realtà culturali e associazionistiche del territorio, come Aned, Associazione Italia Israele del Friuli, la biblioteca Civica “Joppi”, Cec, Css, Musei del castello, Gallerie del Progetto, Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, Mediateca del Visionario e Teatro Club Udine.
“La memoria è sempre più un impegno etico prima ancora che un esercizio celebrativo – commenta l’assessore alla Cultura, Luigi Reitani –. È il solo fondamento della nostra identità e solo attraverso il ricordo – continua – è possibile dare un senso alle vittime della storia. Anche quest’anno, quindi – conclude Reitani –, il Comune partecipa alla Giornata della Memoria con un proprio progetto che si sostanzia di tratti distintivi coerenti con le linee programmatiche e con l’intenzione di costruire il presente sulla base della consapevolezza di ciò che è stato”.

Entrando nello specifico del cartellone, il programma de “La Shoah e oltre” è già iniziato qualche giorno fa nelle scuole cittadine, dove viene proposto fino al 21 gennaio lo spettacolo “Rapporto su La banalità del male”, adattamento teatrale del saggio di Hannah Arendt e prodotto dal Css per la stagione Tig Teatro per le nuove generazioni.

Mercoledì 26 alle 18 in sala Ajace, per il tradizionale appuntamento degli “Incontri con l’autore”, verrà presentato “Tempo bello per gli ebrei. La vivace polemica antiebraica della stampa cattolica udinese tra Otto e Novecento”, volume scritto da Valerio Marchi e fresco di stampa per Del Bianco editore. Com’era il “tempo” fra gli ebrei e per gli ebrei friulani a cavallo fra Otto e Novecento, in quello snodo cruciale della Grande Storia e, all’interno di essa, di quella dei figli d’Israele? La ricerca di Valerio Marchi, che ripercorre 35 anni di stampa friulana, intende contribuire a dare una risposta proprio a questo quesito.

Particolarmente inteso il programma per il 27 gennaio. A partire dalle 17, lungo le vie del centro storico, i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di Udine, guidati da Nicoletta Oscuro proporranno “Mani secche”, una lettura di testi scelti dai ragazzi stessi per testimoniare la volontà di non dimenticare. Alle 18 a palazzo Morpurgo verrà invece inaugurata l’esposizione “1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia”, una mostra a stampa della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea che verrà presentata, oltre che da Reitani, anche dallo storico Alberto Buvoli e dal presidente dell’Aned di Udine, Marco Balestra (l’esposizione sarà visitabile fino al 6 marzo). Alle 21 al Palamostre, infine, Teatro Club e LabX proporranno “Alla ricerca dello zio Coso” di Alessandro Schwed e Alessandro Marinuzzi. Tra amnesie e afasie, manipolazioni della realtà e tentativi maldestri di ricostruzione della verità, tratto dal romanzo autobiografico di Alessandro Schwed, il nuovo spettacolo è firmato alla regia da Alessandro Marinuzzi che ne ha curato anche la drammaturgia, nell’interpretazione caustica ed emozionante di Marcela Serli e Paolo Fagiolo che con lui hanno fondato LABX / Laboratorio X. Una pièce che, nata come mise en espace nel 2009 per il progetto udinese “La Shoah e oltre”, dopo il debutto a Milano nel 2010 arriva ora a Udine per Akrópolis 11.

Accolto dal sindaco di Udine Furio Honsell, il grande protagonista della giornata di venerdì 28 sarà lo scrittore polacco Uri Orlev, che alle 10 al Visionario incontrerà gli studenti per raccontare la propria testimonianza di deportato e per dibattere con loro sul valore di salvezza e di difesa dal male che i libri sanno trasmettere. Il grande pubblico, invece, potrà incontrare il grande testimone alle 18.30 sempre al Visionario. Un’occasione più unica che rara, dato che nel suo viaggio in Italia, lo scrittore sarà solo a Roma, Perugia e Udine dove, in esclusiva per la platea friulana, verrà letto dall’attore Francesco Godina un bellissimo testo scritto da Orlev appositamente per l’occasione.
Nato a Varsavia nel 1931, Jerzy Henryk Orlowski, questo è il suo vero nome, fu imprigionato nel ’43 a Bergen-Belsen, da dove venne liberato nell’aprile del 1945 dagli americani. Trasferitosi in Israele, Orlev ha poi lasciato il kibbutz per vivere a Gerusalemme. Scrive soprattutto romanzi e storie per bambini, pubblicando più di trenta libri per differenti gruppi di età. Scrive anche per la radio e per la tivù e traduce storie per bambini dal polacco in ebraico. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali nel 1996 il prestigioso premio Hans Christian Andersen. Dal suo romanzo semi-autobiografico è stato tratto il film “L’isola in Via degli Uccelli”, che verrà proiettato, in collaborazione con il Cec, al termine dei due incontri (la mattina per i ragazzi e alle 21 per il grande pubblico). Il film, vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino nel ’97 è diretto dal danese Søren e racconta un’appassionata avventura umana, in cui la poesia e la commozione si mescolano all’impegno civile.

Il calendario della Shoah si chiuderà, il 2 febbraio alle 18 in sala Ajace, con la conferenza “La deportazione politica: fasi, problemi, protagonisti”. L’incontro approfondirà le vicende, le figure e le problematiche storiografiche della deportazione politica. Accanto alla conferenza dello storico Bruno Maida, verrà illustrata anche la deportazione politica dall’Italia e dal Friuli oggetto del volume “Otto lezioni sulla deportazione dall’Italia ai lager” (a cura di Bruno Maida e Brunello Mantelli) e dello studio di Flavio Fabbroni “I deportati politici dalla provincia di Udine nei campi di concentramento tedeschi”.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero ad eccezione degli spettacoli “Alla ricerca dello zio Coso” e “Rapporto su La banalità del male” e delle proiezioni cinematografiche al Visionario di Udine. Per la prenotazione degli spettacoli è possibile contattare la biglietteria del Palamostre-ScenAperta (0432 506925). Per tutte le informazioni, inoltre, è possibile telefonare al PuntoInforma del Comune (0432 414717) o al Teatro Club Udine (0432 507953).

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