Udine: via alle mostre autunnali, spiccano Malignani e Modotti

giacomelli museo etnograficoDall’attesissima esposizione sul grande inventore e imprenditore friulano Arturo Malignani a un’imperdibile mostra con materiali fotografici inediti a livello internazionale dedicata a Tina Modotti. Dalle affascinanti e suggestive atmosfere del banchetto rinascimentale e al mondo dell’alimentazione nel XV-XVI secolo, fino a un’esposizione sulla Grande Guerra e un’altra sul tema della luce nella simbologia popolare.
Sta per partire nel capoluogo friulano una grande stagione di mostre. Cinque nuove iniziative organizzate direttamente o in collaborazione con i Civici Musei del Comune di Udine che vogliono così inaugurare l’autunno all’insegna della cultura.
“Udine – commenta l’assessore alla Cultura, Federico Pirone – punta sulla qualità della propria proposta culturale. In questo autunno inauguriamo una serie di mostre che hanno il pregio, grazie ad un’attenta cura scientifica, di far conoscere ad ogni tipo di pubblico il patrimonio della città e le personalità che con il loro talento e il loro ingegno hanno permesso alla città e al Friuli di essere conosciuti in Europa e nel mondo. Queste scelte – prosegue – danno respiro a Udine, promuovendola sempre più come un polo imprescindibile nella nostra regione di promozione della cultura europea, tra un modo nuovo di costruire memoria e un’idea di rappresentazione della nostra identità aperta alle sfide del presente”.
La prima ad aprire i battenti sarà, il 30 settembre, alle Gallerie del Progetto di palazzo Morpurgo in via Savorgnana, la mostra dedicata al genio friulano che vendette a Thomas Alva Edison il suo “metodo per la produzione del vuoto chimico industriale della lampada ad incandescenza” contribuendo così a “illuminare il mondo” e, tra le prime città in Europa, ad accendere le luci pubbliche sulle strade di Udine. “Con il futuro negli occhi” è il titolo dell’esposizione promossa dai Civici Musei del Comune, in collaborazione con la Fondazione Crup, per i 150 dalla nascita di Arturo Malignani e curata dalla scrittrice Elena Commessatti e da Federico Malignani, bis nipote dell’inventore. La stessa Commessati, è anche autrice per Forum di un volume dedicato sempre a Malignani che ha come main sponsor Glp.
Subito dopo, il 17 ottobre, a Casa Cavazzini verrà inaugurata invece un grande esposizione curata insieme al Comitato “Tina Modotti” su un altro personaggio friulano che ha lasciato il segno della sua arte in tutto il mondo. Dopo una lunga assenza espositiva, la città natale di Tina, infatti, rende di nuovo omaggio all’attrice di teatro e di cinema, all’artista di avanguardia, ma anche alla protagonista dei grandi movimenti politici e sociali della prima metà del Novecento. La retrospettiva “Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanità” presenterà dunque al pubblico la raccolta più vasta delle foto di Tina Modotti tratte dai negativi originali e arricchita dalle le più recenti acquisizioni riferibili sia alla storia familiare, sia all’arte fotografica, sia all’impegno politico e sociale di Tina. Verrà inoltre esposta nella sua interezza, per la prima volta in Italia e in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle Scuole libere di agricoltura con una serie di 18 fotografie, scattate da Tina Modotti, rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi molto recenti.
Il 29 ottobre, invece, torna di scena “Storie in corso”, il ricco programma di appuntamenti, tra mostre, conferenze, incontri, concerti e molto altro ancora messo a punto dal Comune per le commemorazioni sul centenario della Prima Guerra Mondiale. Con il terzo dei sei “avamposti” pensati per accompagnare le commemorazioni, infatti, proseguono le iniziative volute dall’assessorato alla Cultura per proporre un’idea di rappresentazione della prima guerra mondiale leggibile e coinvolgente, accorciando le distanze temporali rispetto a quell’immane tragedia di cento anni fa. E proprio uno degli appuntamenti di questo periodo sarà una mostra allestita alla Galleria Fotografica “Tina Modotti”, esposizione che avrà il suo nucleo principale nell’ex mercato del pesce, ma che coinvolgerà in modo diffuso l’intera città.
Tuffo nel passato, invece, per “Tavole e banchetti nella Udine rinascimentale”, nuova mostra proposta stavolta dal Museo Archeologico del Castello che sarà inaugurata il 12 novembre. Collegandosi idealmente all’Expo Milano, infatti, il Museo Archeologico proporrà un percorso di carattere archeologico sull’alimentazione in età rinascimentale. L’obiettivo è avvicinare il pubblico a queste tematiche attraverso l’archeologia più recente della città, cogliendo l’occasione per mostrare uno dei momenti storici più ricchi della città di Udine. Attraverso reperti provenienti da indagini archeologiche effettuate in passato in diversi siti cittadini, dal castello a piazza Duomo, da via Mercatocchio all’ex chiesa di San Francesco, verranno ripercorsi rituali, ricette e usanze nei banchetti “dei ricchi e sulle tavole dei poveri”.
A chiudere il programma autunnale di mostre del Comune, a fine novembre, sarà il Museo Etnografico del Friuli che propone, quasi in un chiasmo con la mostra su Malignani, un percorso sulla storia, l’arte e la simbologia dedicata alla luce. “Fiumi di luce”, questo il titolo, esporrà quindi una serie di materiali dedicati a illustrare l’evoluzione dei corpi illuminanti. Il tema della storia dell’illuminazione è stato relativamente studiato nelle forme della sua evoluzione. Tuttavia è un argomento importante che tocca aspetti diversi di carattere scientifico, di progresso nelle invenzioni, di usi e costumi, di cultura materiale ma anche simbolici e artistici. Non poteva dunque che essere il museo dedicato alle tradizioni popolari friulane a farsi carico di ripercorre la storia di questo importante elemento.
“La nostra regione – prosegue Pirone –, grazie a tutte queste proposte e alla presenza consolidata dei musei della città, può annoverare il capoluogo friulano tra i propri punti di forza in un’ottica integrata con le altre realtà turistiche del Friuli Venezia Giulia. A questo si aggiunge – conclude – il fatto che solo la qualità della programmazione espositiva è indispensabile per rendere questi luoghi culturali un vero e proprio strumento di formazione e di crescita di una comunità”.

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