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Vicino Lontano: appello di Medici senza Frontiere a Udine

CF Loris De Filippi
Parte dal festival vicino/lontano di Udine, in programma dal 5 all’8 maggio con 100 “Dialoghi sul mondo che cambia”, l’appello di Medici senza Frontiere Italia e del suo presidente Loris De Filippi, che stamane ha commentato la Risoluzione aprovata nella giornata di ieri all’unanimità dall’Onu a proposito per fermare futuri attacchi contro ospedali, pazienti e civili nelle zone di guerra. «Una Risoluzione doverosa, era l’unico strumento attivabile al momento – ha commentato Looris De Filippi – anche se è paradossale che a votarla siano 4 Stati su 5 membri del Consiglio permanente di sicurezza delle Nazioni Unite, che integrano le coalizioni dalle quali sono arrivati i bombardamenti alle strutture sanitarie nei luoghi di guerra. L’opinione pubblica deve mobilitarsi per combattere questa assuefazione agli attentati contro gli ospedali: l’assistenza ai civili in guerra e’ la pietra angolare del diritto umanitario e assistiamo indifferenti alla sua sistematica demolizione, giorno per giorno».
L’incontro stampa con il presidente di Medici Senza Frontiere Italia Loris De Flippi, introdotto dalla curatrice di vicino/lontano Paola Colombo, ha anticipato i contenuti dell’incontro che vedrà protagonista a Udine il Presidente di Medici senza Frontiere Italia nella giornata di sabato 7 maggio sul tema “Europa. I muri della paura”.
«In Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Sudan, Siria, Ucraina e Yemen, gli ospedali sono continuamente bombardati, assaltati, saccheggiati o rasi al suolo – ha spiegato De Filippi – Il personale medico viene minacciato. I pazienti vengono uccisi nei loro letti. Un ospedale che fa il suo mestiere in zona di guerra non dovrebbe mai essere bombardato. In nessun caso e in nessuna circostanza. In gioco non c’è solo il rispetto del diritto internazionale umanitario e degli obblighi posti dalle Convenzioni di Ginevra che prevedono una protezione speciale per le strutture sanitarie. In gioco ci sono le stesse regole fondamentali su cui è costruita la nostra civiltà. L’ospedale è il luogo dove si radunano le persone più vulnerabili in tempo di guerra, i malati e i feriti. E’ un luogo di speranza, uno spazio di umanità. Attaccare un ospedale è una barbarie comparabile alle peggiori ingiustizie dei tempi moderni.
Sono 154.647 i feriti e 7.009 le vittime di guerra documentati nel solo 2015 solo in Siria, di cui il 30-40% donne e bambini. ben 63 strutture sanitare sono state attaccate o bombardate in Siria in 94 diverse occasioni nel 2015, 12 strutture sono state distrutte e 23 membri dello staff sono rimasti uccisi. A proposito della Balkan Route: in Grecia e Serbia Medici Senza Frontiere ha trattato 12.214 pazienti per traumi legati alle difficili condizioni del viaggio. Il 70% dei pazienti ha raccontato di violenze fisiche, rapine, abusi verbali o intimidazioni durante il viaggio. Con 60 milioni di sfollati, richiedenti asilo e rifugiati, il 2015 sarà purtroppo ricordato soprattutto per l’incapacità dei governi di rispondere in modo adeguato a questa emergenza umanitaria. Nel 2015 almeno 3.771 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo: la mortalità più alta di sempre, che rende il Mediterraneo la rotta migratoria più pericolosa del mondo

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