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XII Settimana della Cultura a Udine

Dalla Gamud al Castello, da palazzo Giacomelli alle Gallerie del Progetto sono numerosi gli appuntamenti tra mostre, convegni, laboratori, concerti e visite guidate nei musei cittadini

Favorire la conoscenza della cultura e trasmettere l’amore per l’arte ad una sempre più ampia platea di cittadini, che per sette giorni potranno scegliere tra mostre, convegni, laboratori, concerti e visite guidate nei principali musei cittadini. È la Settimana della Cultura, l’iniziativa organizzata dal Ministero per i Beni Culturali che propone in tutta Italia tante iniziative gratuite per avvicinare l’arte al grande pubblico. E anche i Civici Musei di Udine, per la XII edizione che quest’anno si svolgerà dal 16 al 25 aprile, hanno pensato numerosi appuntamenti e originali percorsi all’interno delle proprie gallerie.
“Udine città d’arte – commenta l’assessore alla Cultura, Luigi Reitani – coglie questa significativa opportunità per rilanciare la propria vocazione e identità culturale e per offrire alla città e ai visitatori un ricco programma di intelligente intrattenimento e studio. I musei aperti – conclude – sono per noi il simbolo di una cultura patrimonio dell’intera collettività”.
Il via lo daranno i Civici Musei del Castello venerdì 16 alle 18 alla Casa della Contadinanza, dove è prevista la conferenza a ingresso gratuito tenuta da Linda Borean su “Il Sangue del redentore” di Vittore Carpaccio. L’intento è di offrire al pubblico udinese l’opportunità di conoscere meglio il patrimonio artistico cittadino, e nello specifico quello della pinacoteca che ha sede in Castello, con un ciclo di conferenze tenute da esperti e storici dell’arte. Il 23 aprile, sempre alle 18 in castello a ingresso gratuito, invece, sarà la storica dell’arte Elisabetta Francescutticon a parlare di “Giovanni Martini: un pittore che amava scolpire”.
Sabato, domenica e lunedì sarà la Galleria d’Arte Moderna ad essere protagonista della settimana della cultura udinese. Il 17 alle 16 prende il via, infatti, il primo di tre appuntamenti tra arte e musica organizzati in collaborazione con la società cooperativa Sistema Museo. Un connubio tra tele dipinte e spartiti condotto con maestria da un piccolo gruppo di cantanti di spicco della regione. Alessandra Kersevan, Claudia Grimaz, Nicoletta Oscuro e Elsa Martin, accomunate da un percorso artistico caratterizzato dalla ricerca sulle forme espressive della voce effettuata tenendo sempre presente le proprie origini, sono state infatti invitate a creare un percorso che interpretasse, attraverso la personale sensibilità musicale, le opere della Gamud. Il fil rouge degli incontri sarà una colonna sonora di canzoni dal vivo, tradizionali e no, riarrangiate nella doppia chiave a contrappunto del gioco ironico e dell’adesione emotiva. Tre percorsi che aprono uno spaccato a più facce su “come eravamo”. Il via lo darà Alessandra Kersevan, ricercatrice storica da anni impegnata nello studio del Novecento nelle terre del confine orientale, che, accompagnata da Alessio Velliscig, proporrà un incontro-concerto sul dopoguerra, il travaglio della conquista della democrazia e della libertà, permettendo al pubblico di immergersi nelle sonorità e nel clima di speranza e voglia di riscatto di quegli anni. Alle 11 di sabato, inoltre, in calendario anche una visita guidata da Giovanni Rubino, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere conservate alla Gamud.
Domenica 18 alle 15, torna sempre alla Galleria di via Ampezzo, il carrello didattico, il laboratorio per famiglie che, insieme con i loro bambini, potranno scoprire il fascino dell’arte attraverso divertenti giochi e appassionanti racconti.
Lunedì 19 alle 16, ancora una volta alla Gamud, l’appuntamento è con “Cantiere Cavazzini/Capolavori in restauro”, presentazione a cura di Emanuela Querin, Simonetta Gherbezza e Isabella Reale, dei primi lavori di restauro sulle collezioni di scultura in vista del riallestimento nella nuova sede della Galleria d’Arte Moderna a Casa Cavazzini. Tra i capolavori riportati all’originale splendore ci sono le ceramiche di Giorgio de Chirico, le sculture di Arturo Martini, di Marcello Mascherini, di Dino e di Mirko Basaldella.
Martedì 20 sarà invece Palazzo Giacomelli, sede del Museo Etnografico del Friuli, prossimo all’inaugurazione ufficiale, ad aprire le sue porte. Alle 17, infatti, è in programma “Il mobile dipinto”, una conferenza a ingresso gratutio tenuta da Roberta Righini sulla presentazione dei restauri più recenti del museo. Sabato 24 alle 15, inoltre, ancora al palazzo di via Grazzano saranno di scena la storia e le tradizioni dell’antico borgo cittadino dove si trova il museo. L’esperto Claudio Moretti racconterà le leggende del borgo e illustrerà la recente ristrutturazione dell’edificio, che ha portato a nuovo splendore uno dei palazzi storici del centro cittadino.
Ma nel ricco calendario di iniziative, anche l’archivio fotografico dei Civici Musei racconteranno dei propri tesori. Mercoledì 21 alle 17.30, alla casa della Contadinanza, infatti, Elisa Bertaglia e Chiara Boschian parleranno delle fotografie delle industrie negli archivi Pignat e Brisighelli.
Giovedì 22 alle 17.30 sarà la volta delle Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo, con una visita guidata gratuita a “L’immagine restituita. Disegni restaurati”, la mostra che raccoglie alcuni dei disegni appartenenti al patrimonio dei musei e oggetto di interventi di restauro, tra cui una selezione di preziosi acquerelli di Raimondo D’Aronco e di architetture futuriste di Ottorino Aloisio.
Infine, domenica 25 alle 15, chiuderà la settimana della cultura udinese un “viaggio archeologico sul colle” condotto da Micaela Piorico che si snoderà sul piazzale e sulla sommità del castello, analizzando come si è modificato il suo aspetto insediativo lungo i secoli grazie alle attuali conoscenze archeologiche.
Gli ingressi a tutti i musei cittadini nella Settimana della Cultura sono gratuiti, mentre per prenotazioni e informazioni sui costi di alcune iniziative organizzate è possibile contattare Sistema Museo (199 151 123), il PuntoInforma del Comune (0432 414717/718) o le singole sedi museali.

Reitani: “I musei aperti sono per noi simbolo di una cultura patrimonio dell’intera collettività”

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