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Il precario e il professore: Sidoti e Battiston al Visionario. 17 Marzo 2014

sidoti & battiston - foto daniela crevena
Saranno attive da giovedì 13 marzo, alla cassa del Visionario, le prevendite per Il precario e il professore, lo spettacolo che unisce le firme e le performance di Paolo Sidoti e Giuseppe Battiston. Dopo un pordenonese eccellente come Davide Toffolo, dunque, il Visionario si appresta ad ospitare due udinesi eccellenti, lunedì 17 marzo alle 19.00 (3 euro i soci del CEC, 5 euro i non soci, fino ad esaurimento dei posti disponibili).
Che cos’è, precisamente, Il precario e il professore? È una serata per parlare di gente in attesa. Di un’umanità che aspetta la propria occasione di vita, perché dimenticata dalla vita. Questo è il mondo in cui si muovono le figure descritte dalle canzoni di Sidoti. Poco importa che si tratti di eterni studenti o di fate o di orchi: sono personaggi ai margini che aspettano l’occasione di riscatto da un’esistenza opaca, da una società che non ha né dà fiducia alle giovani generazioni e riempie il nostro quotidiano di regole incomprensibili ed aride finalizzate soltanto alla passiva omologazione. Un mondo che non è più in attesa di niente. È per questo che quei personaggi sono – e diventano – anche inattesi.
In questo universo di figure cantate, immaginarie o reali, si muove un personaggio reale ai limiti dell’immaginario: il professore. Animato dal desiderio costante di apparire laddove si raggruppano delle persone, Battiston compie una serie di incursioni dispensando la sua disincantata visione del mondo. A differenza della gente inattesa, egli non ha più alcuna aspettativa e ne va fiero, ed è proprio da questa condizione che parte la sua lezione di vita, una filosofia del nulla che ha nell’elogio della superficialità la sua punta più alta. Il professore idolatra e sostiene tutto ciò che è divertimento fine a se stesso, inutile perdita di tempo, le piccole astuzie e meschinità che permettono di aggirare gli ostacoli del quotidiano, insomma il compiacimento di fare e di essere dei furbetti. Una serata di cinismo e canzone dove la levità della musica si fonde con pensieri grevi in un equilibrio tra leggerezza e superficialità. Allo spettatore scegliere a quale dimensione appartenere.
Piero Sidoti ha già lavorato con il suo amico d’infanzia Giuseppe Battiston negli spettacoli Pagine a due in musica e Particelle, vincendo per quest’ultimo il Premio Gaber (un riconoscimento con la erre maiuscola che si aggiunge ad altri due riconoscimenti con la erre maiuscola come il Recanati e il Tenco). Sempre con Battiston ha cantato il singolo Leggermente, scelto come colonna sonora della Prima scuola (progetto che si accompagna all’uscita del film La prima neve di Andrea Segre). L’attore e il cantautore giocavano insieme da piccoli e ancora continuano a giocare con passione, sul palcoscenico, usando la musica e il teatro…

(foto di Daniela Crevena).

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