In Regione sistemi digitali altamente sicuri

La fragilità dei sistemi informatici e i modelli di sicurezza digitale sono i temi al centro di un convegno che si è svolto oggi a Palazzo Torriani, sede di Confindustria Udine, incentrato sulla cyber security.
“Nella nostra Regione abbiamo sistemi di sicurezza elevatissimi, che ci consentono di arginare attacchi pressoché quotidiani” ha dichiarato l’assessore regionale ai Servizi informativi, Sebastiano Callari, che ha preso parte al confronto assieme alla presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, il docente dell’Università degli Studi di Udine, esperto di sicurezza informatica, Gian Luca Foresti, il coordinatore IP4FVG di Area Science Park, Sara Guttilla, il capo DIA Triveneto, Paolo Storoni, e il dirigente della Polizia Postale di Trieste, Manuela De Giorgi, con la moderazione del giornalista de Il Sole 24 Ore Luca De Biase.
“A livello pubblico regionale ci siamo già attrezzati da qualche anno: la nostra società in house Insiel si è dotata di data center molto efficienti ma soprattutto gestiti con modalità di sicurezza importanti. Recentemente abbiamo smentito la notizia di un accesso informatico perché i nostri sistemi di sicurezza sono molto elevati. Finora non abbiamo mai subito attacchi ma nessuno può dire di essere a rischio zero. Noi – ha confermato Callari – abbiamo due data center, uno a Trieste ed uno a Palmanova, che hanno dei sistemi di disaster recovery per assicurare non solo la continuità del servizio ma anche una gestione del cloud che impedisce il superamento della nostra barriera di sicurezza”.
La Regione si è posta il tema della sicurezza anche in merito all’attivazione dello smart working che di fatto ha trasferito nelle case dei lavoratori le postazioni di accesso ai sistemi regionali. “Anche in questo caso, con un lavoro costante, non abbiamo rilevato alcun problema – ha confermato ancora Callari -, Insiel lavora nel campo della cyber security già da qualche anno e oggi stiamo andando avanti molto velocemente perché consideriamo la competenza l’unica strada possibile. È infatti ormai chiaro a tutti gli addetti ai lavori che ad ogni euro investito oggi sulla digitalizzazione deve corrispondere un altro euro di investimento sulla sicurezza. Se non si fa questo, non si potrà andare avanti”.
Complice la crescente digitalizzazione delle aziende, gli attacchi risultano essere sempre più frequenti. Durante la pandemia sono aumentate le frodi informatiche, tanto che nel 2020 sono cresciute del 13,9 per cento rispetto all’anno precedente. Confindustria ha registrato un incremento del 30 per cento degli attacchi hacker ad aziende, prevalentemente attraverso “malaware”: ogni 10 secondi un’azienda nel mondo subisce un attacco

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