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Monfalcone: nasce l’associazione Nuovo Corso

monfalconeDa pochi giorni è nata una nuova Associazione Culturale che già si delinea come un punto di riferimento per la cultura e la valorizzazione del territorio nell’ambito non solo di Monfalcone ma di tutta la regione e delle vicine terre di Slovenia, Croazia e Austria. Si tratta dell’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “Nuovo Corso”, costituitasi nel mese di aprile e con sede in via Randaccio a Monfalcone.

Le idee innovative e lungimiranti di quelli che oggi sono i soci fondatori di “Nuovo Corso” – Sonia Bacicchi, Manlio Comar e Mauro Bertossi – hanno consentito, nell’anno passato, lo svolgersi di varie rassegne di incontri musicali e culturali molto seguite ed apprezzate dal pubblico, che hanno trovato la loro base naturale nei locali de Il Carso in Corso (ancora oggi location di riferimento per l’associazione, che pure non persegue alcuno scopo di lucro né alcun fine commerciale). È su queste basi che nasce “Nuovo Corso”: per l’effettiva necessità (sociale e intellettuale) di creare un punto di riferimento per la cultura e la valorizzazione del territorio, sulla base dei più sani princìpi dell’associazionismo.

La neo costituita associazione, infatti, (recita lo statuto) vuole: diffondere la cultura artistica e in primis musicale nel mondo giovanile e non; ampliare la conoscenza della cultura musicale, letteraria ed artistica in genere, attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni; allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali, specialmente in campo musicale affinché sappiano trasmettere l’amore per la cultura musicale ed artistica in generale come un bene per la persona ed un valore sociale; proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente; porsi come punto di riferimento per quanti, svantaggiati o portatori di handicap, possano trovare, nelle varie sfaccettature ed espressioni dell’arte, un sollievo al proprio disagio; organizzare incontri musicali dando spazio soprattutto ad artisti locali ed a collaborazioni con Istituti della Regione Friuli Venezia Giulia.
E alcuni progetti – sono già pubblici e hanno già il loro riconosciuto valore.
Una prima produzione discografica proposta da “Nuovo Corso” vede protagonista un concerto di piano solo dell’artista friulano Claudio Cojaniz, eseguito lo scorso 30 aprile 2014. Il titolo, prepotentemente evocativo, è “Aspettando il Primo Maggio” e Cojaniz si lancia – con la sua tipica verve romantica e impulsiva – nella rivisitazione di alcuni canti tra i più “classici”, in omaggio alle tradizioni del lavoro e della Resistenza. Cojaniz, si sa, oltre che un riconosciuto interprete è un grande trascinatore: e il suo concerto aveva profondamente emozionato il pubblico. Ora il disco trascende quelle stesse emozioni, rimasterizzato e tecnicamente impreziosito e il nuovo lavoro sarà presentato il Primo Maggio a Parma.
E “Aspettando il Primo Maggio” anche quest’anno rimane un appuntamento di riferimento (peraltro di nuovo in concomitanza – il 30 aprile – con la Giornata Europea del Jazz, riconosciuta dall’UNESCO): la sera di giovedì, infatti, a partire dalle 21 un nuovo progetto – costruito ad hoc dalla sapienza del contrabbassista Giovanni Maier (una vera firma d’eccellenza del territorio, strumentista blasonato a livello internazionale) viene presentato da “Nuovo Corso” nei locali de Il Carso in Corso. Si tratta di “Kaca Scraka in Lev”. Il progetto (internazionale poiché costituito da musicisti italiani e sloveni) vede protagonisti Paolo Pascolo al flauto, Mimo Cogliandro al clarinetto basso, Gabriele Cancelli alla tromba, Marko Lasi? alla batteria e naturalmente lo stesso Maier al contrabbasso. L’ensemble nasce nel 2008 come trio (flauto, clarinetto basso e violoncello) e produce nel 2009 l’omonimo disco per Palomar Records; oggi – dopo una intelligente ricerca del suono – basa la sua specificità dall’interscambio dei ruoli e delle gerarchie degli strumenti durante le esecuzioni. Il titolo, in lingua slovena, richiama tre animali (Il leone, la biscia e la gazza) e vuole caratterizzare proprio il rapporto tra gli strumentisti, che non hanno mai un ruolo statico e prefissato. Il gruppo è una sorta di ecosistema in cui i rapporti, mai predeterminati, sono finalizzati ad una distribuzione equa della responsabilità compositiva. La performance è condotta attraverso l’evoluzione del “ritmo del lavoro” da una ideale società primitiva incontaminata, dove l’andamento è più blando e rispettoso delle esigenze umane, per arrivare ai giorni nostri dove tutto è diventato più concitato e inumano. Fino al paradosso della stretta contemporaneità … dove del lavoro, e del suo ritmo, ci sarebbe ancora molto bisogno.
E nel frattempo continuano – passando sotto l’egida del “Nuovo Corso” – sempre nei locali de Il Carso in Corso – anche gli appuntamenti con il jazz di alto livello (manca una sola tappa alla conclusione della rassegna “Jazz in Progress”, la cui data verrà a breve comunicata) e con la musica classica (ancora tre gli appuntamenti di maggio della domenica mattina con “Piano solo in the morning”), questi ultimi curati da Stefano Sacher; senza dimenticare gli appuntamenti musicali “fuori programma”, ma altrettanto graditi, come quello con “La frontera” (band tra folk, jazz e pop, capitanata dal chitarrista Michele Pucci) e con il duo di Simon Acoustic Blues e Lorenzo Fonda, entrambi attesi per la seconda metà di maggio.

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