PUNTI NASCITA: TELESCA, OBIETTIVO INCOLUMITÀ PARTORIENTI E BAMBINI

Trieste, 10 gen – “Il nostro unico obiettivo coincide con
quello del ministero della salute: l’incolumità delle partorienti
e dei bambini. Per questo puntiamo a una riorganizzazione dei
punti nascita (prima della riforma erano 11 in Friuli Venezia
Giulia, ora sono 10 ), chiudendo per ragioni di qualità e
sicurezza quelli con volumi di attività troppo ridotti, al di
sotto dei 500 parti all’anno. Ed accrescendo l’efficienza di
tutti gli altri, in termini di disponibilità h.24 di ginecologi,
pediatri neonatologi e ostetriche, e di presenza a corto raggio
di un servizio di terapia intensiva neonatale e subintensiva per
le madri”.

Lo conferma l’assessore alla salute, Maria Sandra Telesca,
sottolineando ancora una volta che la decisione di chiudere un
punto nascita risponde unicamente alla logica di rispettare
standard nazionali e internazionali, e alla necessità più volte
dichiarata dal ministro alla salute Lorenzin di non concedere
deroghe.

Dunque una linea precisa e soprattutto “nessun proposito di
danneggiare un territorio a vantaggio di un altro”. Non solo. In
Friuli Venezia Giulia nascono sempre meno bambini. Erano 9.907
nel 2012, sono stati 8.815 lo scorso anno, il 2015 (meno 11 per
cento). “E’ un dato che ci fa riflettere e che non acquisiamo
senza occuparci di come invertirlo – spiega Telesca – ma è un
dato di cui necessariamente si deve tener conto nella
programmazione sanitaria per non disperdere risorse professionali
ed economiche”.

Per quanto riguarda poi, in particolare, Latisana, l’eventuale
chiusura di quel punto nascita, “peraltro ancora non decisa”, non
è frutto di un accordo con il Veneto.

“L’ipotesi che la chiusura del punto nascita di Latisana sia
stata concordata in qualsiasi modo con il Veneto è decisamente
fantasiosa”, ribadisce l’assessore.

“E un’altra invenzione dei grillini è anche l’affermazione dei
consiglieri del Movimento 5 Stelle Ussai e Sergo, secondo cui
Serracchiani avrebbe voluto scaricare la responsabilità di
un’eventuale chiusura di Latisana sulla Regione Veneto. E’ noto a
tutti da tempo che la programmazione sanitaria del Veneto prevede
il mantenimento del punto nascita di Portogruaro”.

“Ai consiglieri pentastellati, che evidentemente amano la
demagogia più della salute delle partorienti, suggerisco di non
leggere libri che alimentano le teorie dei complotti, ma
piuttosto i documenti prodotti negli ultimi anni a livello
ministeriale, cui tutte le Regioni devono attenersi; primi fra
tutti quelli su ‘Gli standard per la valutazione dei punti
nascita’ e l’Accordo Stato-Regioni su ‘Linee di indirizzo
2010-2012 per la promozione ed il miglioramento della qualità
della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi
assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio
cesareo’. Scoprirebbero che istituzioni serie devono sempre fare
scelte responsabili, nell’interesse di tutti”.
ARC/PPD

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